L’intervista al colonnello Vittorio Angelini, comandante provinciale della Guardia di Finanza di Fermo, in occasione del 252esimo anniversario della fondazione delle Fiamme Gialle.
Colonnello Angelini, quest’anno la Celebrazione del 252° Anniversario della Fondazione del Corpo della Guardia di Finanza segna un importante traguardo, “racconta” una storia secolare, caratterizzata da importanti sfide. Quale significato assume oggi questa ricorrenza?
Ricorre oggi il 252° anniversario della fondazione della Guardia di Finanza, un’istituzione che da sempre rappresenta un pilastro fondamentale a presidio delle libertà economiche sancite dalla Costituzione, oltre che un solido punto di riferimento per i cittadini onesti e per il tessuto imprenditoriale.
Questa ricorrenza offre l’opportunità di ripercorrere una storia secolare fatta di evoluzione e crescita. Nel tempo, le funzioni e le responsabilità degli appartenenti al Corpo sono stati ampliati dal legislatore per rispondere ai continui mutamenti sociali, normativi ed economici del nostro Paese. Di fronte a scenari complessi e in costante evoluzione, la Guardia di Finanza si è adeguata con straordinaria prontezza ed efficacia, utilizzando tecnologie sempre più all’avanguardia.
Desidero rivolgere un sentito ringraziamento a tutte le Fiamme Gialle di Fermo, che indossano la divisa con dignità e orgoglio; a loro sono grato per la professionalità, la dedizione e lo spirito di sacrificio che mettono a disposizione costantemente al servizio della comunità.
L’azione della Guardia di Finanza è finalizzata a tutelare i cittadini onesti e le imprese sane, contrastando ogni forma di illegalità e, in special modo, il lavoro irregolare e l’economia sommersa.
Da 25 anni il Corpo è una moderna forza di polizia a competenza generale in materia economico-finanziaria, vicina alle persone e a tutela dei diritti economici in un mercato globale, che promuove lo sviluppo di una società più equa e solidale nel pieno rispetto dei principi costituzionali.
La ricorrenza offre l’occasione per porre in risalto le attività più significative che hanno caratterizzato il 2025 e i primi mesi del 2026 per la Guardia di Finanza di Fermo. Con riguardo alla lotta all’evasione e alle frodi fiscali, quali sono gli illeciti più frequenti che sono stati rilevati?
Le frodi fiscali, l’elusione e l’evasione fiscale anche a carattere internazionale incidono negativamente sul sistema economico, sul regolare funzionamento del mercato e, conseguentemente, sull’efficiente impiego delle risorse pubbliche. Tali fenomeni, oltre a minare il patto di fiducia tra le Istituzioni e i cittadini, colpisce duramente l’equità sociale, sottraendo importanti risorse ai programmi di supporto a favore dei soggetti più vulnerabili.
Tra i maggiori risultati conseguiti nello specifico comparto spicca una complessa operazione svolta dal Gruppo della Guardia di Finanza di Fermo denominata “Tempi Supplementari” coordinata dalla locale Procura della Repubblica, che ha consentito di disvelare un collaudato sistema criminale diretto alla commissione dei reati di estorsione e intermediazione illecita di manodopera nel settore alimentare.
L’operazione ha portato al sequestro preventivo di circa 1,7 milioni di euro sui conti correnti di un’azienda del fermano, alla segnalazione all’Autorità Giudiziaria di sei responsabili di nazionalità cinese e alla ricostruzione di condotte illecite perpetrate a danno di oltre 50 lavoratori.
L’attività investigativa, che traeva origine dalla denuncia di un ex dipendente extracomunitario licenziato a seguito di un serio infortunio occorso durante l’orario di lavoro, ha permesso di scoprire le condizioni di grave sfruttamento alle quali erano sottoposti i lavoratori impiegati nello stabilimento, in collaborazione con i Vigili del Fuoco e con l’Azienda Sanitaria Territoriale di Fermo e con il supporto dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Ascoli Piceno – Fermo.
L’intervento si inquadra nella complessiva strategia del Corpo orientata al contrasto del sommerso da lavoro e delle correlate forme di sfruttamento. Tale fenomenologia criminale, oltre a sottrarre risorse all’Erario e a minare il sistema economico nazionale, altera la leale concorrenza tra le imprese e lede la dignità della persona.
Intendo evidenziare, inoltre, una mirata attività a contrasto dell’illegalità fiscale connessa alle nuove frontiere dell’economia digitale, focalizzata nello specifico fenomeno del cosiddetto “e-commerce indiretto”.
L’operazione, condotta dal Gruppo di Fermo, ha interessato un operatore commerciale attivo nella compravendita telematica di prodotti elettronici e accessori per smartphone, consegnati tramite canali tradizionali, ed è scaturito da un’accurata analisi di rischio basata sull’incrocio delle banche dati in uso al Corpo. Nel corso dell’attività ispettiva è emersa una netta sproporzione tra gli ingenti costi di spedizione sostenuti e i ridotti ricavi dichiarati dalla società.
Attraverso l’esame dei dati estratti dalle piattaforme di vendita, i Finanzieri hanno ricostruito il reale volume d’affari dell’azienda. Incrociando il valore medio delle transazioni con il numero di spedizioni effettuate dalla ditta prive di copertura fiscale, è stato smascherato un sistema fraudolento volto a occultare al Fisco le operazioni imponibili, a fronte del quale, tra l’altro, la società beneficiava di un regime fiscale agevolato pur non avendo effettivamente i requisiti per accedervi.
Sono stati occultati ricavi per oltre 600 mila euro (pari al 4.000% in più rispetto a quelli indicati nella dichiarazione) e un’evasione dell’IVA per circa 80 mila euro.
La decadenza immediata dal regime agevolato per assenza dei presupposti ha determinato il conseguente passaggio a quello ordinario semplificato e il ricalcolo delle imposte sui redditi dovute all’Erario.
L’operazione si è conclusa con la segnalazione del titolare della ditta all’Agenzia delle Entrate e la denuncia alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Fermo per le fattispecie penali-tributarie di omessa dichiarazione e di occultamento o distruzione di documenti contabili.
Le Fiamme Gialle fermane hanno eseguito 26 interventi a tutela del comparto produttivo della provincia finalizzati a preservare la stabilità e l’equilibrio dei distretti industriali dalle diverse forme di illegalità. Nello specifico, l’azione è stata indirizzata sul contrasto all’evasione fiscale, all’indebita percezione di fondi pubblici e alle violazioni in materia di sicurezza prodotti e Made in Italy.
Intendo evidenziare come l’attività investigativa è stata sviluppata in modo mirato attraverso un’attenta selezione dei target, per andare a colpire in via prioritaria gli evasori totali, i sistemi fraudolenti e i contribuenti caratterizzati da un elevato indice di pericolosità tributaria, individuati anche attraverso progetti e analisi di rischio elaborati dai Nuclei Speciali del Corpo.
La Guardia di Finanza si conferma un’istituzione capace di trarre dalle proprie radici storiche la forza per evolversi e rispondere con prontezza alle sfide della modernità. Coniugando rigore professionale, valori fondanti e una costante prossimità al cittadino, il Corpo guarda al domani attraverso il continuo aggiornamento di strumenti e competenze. È in questo perfetto equilibrio che la memoria del passato si traduce in un impegno concreto per il presente e in una chiara visione strategica per il futuro.
Comandante, per quanto riguarda invece il comparto della spesa pubblica, con particolare riferimento al contesto fermano, potrebbe indicarci quali potranno essere le linee d’azione del Corpo e illustrarci le operazioni più significative finora condotte?
Tra le priorità istituzionali della Guardia di Finanza figura il costante rafforzamento delle strategie di contrasto alle frodi, a salvaguardia dell’economia nazionale. Questo impegno mira a garantire che le ingenti risorse stanziate dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) siano effettivamente destinate al rilancio e al rafforzamento strutturale del Paese. Il potenziamento dei controlli sulla spesa pubblica ha, infatti, l’obiettivo di assicurare un’azione di vigilanza efficace, incisiva e tempestiva.
Nel quadro della governance del PNRR, il Corpo opera come una forza di polizia economico-finanziaria versatile, capace di intervenire in modo integrato sia sul piano della prevenzione che su quello della repressione. Tale attività si concretizza in verifiche mirate, volte principalmente a riscontrare il possesso dei requisiti soggettivi e oggettivi previsti per l’erogazione dei fondi, oltre a monitorare il corretto utilizzo e la destinazione delle risorse stesse.
In questo scenario, particolare attenzione è stata rivolta verso gli incentivi erogati nel settore edilizio, con specifico riferimento al “Superbonus 110%” (“Sismabonus” ed “Ecobonus”), comparto nel quale è stata disvelata dal dipendente Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria una rilevante frode posta in essere tramite l’emissione di fatture per operazioni inesistenti, la predisposizione di false asseverazioni e l’apposizione di visti di conformità da parte dei professionisti coinvolti. Nel dettaglio, una società general contractor operante nel maceratese aveva stipulato contratti di appalto per l’esecuzione di interventi edilizi agevolati su condomini del fermano per oltre 16 milioni di euro. Tali operazioni hanno permesso di ottenere, tramite fatturazioni fittizie, agevolazioni dallo Stato per lavori di efficientamento energetico e sismico non eseguiti (o realizzati solo in parte), i cui relativi crediti di imposta sono stati successivamente ceduti.
Le indagini hanno coinvolto, oltre agli amministratori della società general contractor e del condominio, anche gli ingegneri che avevano presentato all’ENEA asseverazioni contenenti false informazioni e attestazioni non veritiere sulla congruità delle spese e sull’effettiva realizzazione degli interventi agevolati. Nella frode sono risultati implicati anche tre commercialisti incaricati di apporre i visti di conformità in relazione ai crediti ceduti e di trasmettere telematicamente i modelli di cessione all’Agenzia delle Entrate. La frode fiscale ha generato complessivamente crediti inesistenti per oltre 16 milioni di euro. Una parte di questa somma è stata bloccata ab origine dall’Agenzia delle Entrate, mentre la restante quota ha originato crediti fiscali in parte già ceduti a soggetti terzi o utilizzati in compensazione per il pagamento di tributi dovuti, per i quali sono state riscontrate persino insolite richieste di annullamento. In relazione alle evidenze complessivamente raccolte, il GIP competente ha emesso un provvedimento di sequestro preventivo ed impeditivo per oltre 1,7 milioni di euro di crediti inesistenti, intercettando sia le somme ancora nella disponibilità del general contractor, sia la parte già ceduta a terze società.
Una seconda attività operativa ha condotto al sequestro preventivo – anche per equivalente – di crediti fiscali inesistenti per un valore superiore a 167 mila euro. Contestualmente, è stato eseguito il sequestro impeditivo di ulteriori crediti per oltre 110 mila euro, ancora nella disponibilità di terzi cessionari.
Le indagini hanno permesso di disarticolare un meccanismo fraudolento legato agli interventi edilizi agevolati da “Superbonus 110%”. La frode è stata perpetrata da una società con sede a Fermo attraverso l’emissione di fatture per operazioni inesistenti e il rilascio di false asseverazioni da parte di professionisti del settore, relative a lavori di efficientamento energetico del valore di circa 800 mila euro, in parte mai realizzati. Tra i soggetti indagati figurano l’ingegnere responsabile, accusato di aver rilasciato false attestazioni sulla congruità delle spese e sulla reale esecuzione degli interventi, e l’amministratore del condominio interessato. L’illecito ha così generato crediti fittizi per circa 170 mila euro, in gran parte già ceduti a terzi o utilizzati in compensazione per il pagamento di tributi dovuti. L’esecuzione del provvedimento di sequestro preventivo, emesso dal GIP del Tribunale di Fermo, ha consentito di recuperare le somme giacenti sui conti correnti degli indagati e di sottoporre a sequestro due beni immobili.
Tra il 2025 e i primi mesi del 2026, nell’ambito di una specifica pianificazione operativa sviluppata dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Fermo, sono state condotte delle attività nei confronti di target connotati da concreti ed elevati indici di pericolosità fiscale. L’azione investigativa ha consentito di scoprire l’utilizzo di crediti d’imposta inesistenti o non spettanti – finanziati anche dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) – per oltre un milione di euro. Nel medesimo contesto operativo, sono stati inoltre eseguiti provvedimenti di sequestro per un importo complessivo che supera i 33,7 milioni di euro.
L’attività di controllo, capillarmente estesa sul territorio, ha interessato complessivamente 206 posizioni soggettive, riscontrando una significativa incidenza all’interno del distretto industriale calzaturiero. Gli accertamenti eseguiti hanno permesso di quantificare in circa 575 mila euro l’ammontare dei contributi indebitamente percepiti, ripartiti tra fondi unionali e finanziamenti nazionali.
Nell’ambito delle attività svolte in materia di danni erariali, in stretta aderenza alle disposizioni sancite dal Codice della giustizia contabile, la Guardia di Finanza si conferma quale principale organo di polizia referente della Corte dei Conti. L’azione di servizio, orientata al recupero delle risorse pubbliche da restituire alla collettività a seguito di condotte lesive per i bilanci dello Stato, ha determinato il deferimento alla competente Autorità Giudiziaria contabile di 16 soggetti ritenuti responsabili. Il danno patrimoniale complessivamente cagionato all’Erario ammonta a circa 6 milioni di euro.
Ricordiamo che il Comando Provinciale Fermo ha avviato una stretta collaborazione con la Provincia e il Comune di Fermo, attraverso la firma di specifici protocolli d’intesa, finalizzati a monitorare il corretto impiego delle risorse provenienti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Questa sinergia permette di garantire la massima tempestività d’azione intercettando e impedendo l’indebita erogazione di fondi pubblici.
L’approccio operativo della Guardia di Finanza, fortemente trasversale, consente infatti di rilevare sul territorio qualsiasi segnale di potenziale anomalia finanziaria. Attraverso l’analisi sistematica degli elementi emersi durante i controlli di natura fiscale, doganale e antiriciclaggio, il Corpo valorizza le proprie prerogative e le competenze esclusive per salvaguardare i bilanci dell’Unione Europea, dello Stato e degli Enti locali. L’attività si concentra in modo mirato sulla tutela del tessuto economico sano, contrastando i fenomeni a più alto disvalore sociale e colpendo i soggetti caratterizzati da una spiccata pericolosità economico-finanziaria. Questo monitoraggio viene costantemente potenziato dall’uso delle più moderne tecnologie e dall’incrocio dei dati contenuti nelle diverse banche dati a disposizione del Corpo. Vigilare sulla trasparenza e sulla corretta destinazione delle risorse nazionali ed europee significa, in ultima analisi, combattere l’economia criminale e le forme di concorrenza sleale, fornendo un supporto concreto e incisivo a tutti gli operatori che agiscono nel pieno rispetto delle regole.
Comandante, come si articola il controllo della Guardia di Finanza sul territorio a presidio dell’ordine e della sicurezza pubblica e nel settore del contrasto alle sostanze stupefacenti?
A livello nazionale, la Guardia di Finanza concorre alla sicurezza interna ed esterna del Paese avvalendosi della componente Anti-Terrorismo Pronto Impiego (A.T.P.I.) e del comparto aeronavale. Il Corpo è l’unica Forza di Polizia deputata ad individuare, prevenire e contrastare qualsiasi minaccia all’ordine e alla sicurezza pubblica in mare, assicurando una costante azione di vigilanza e controllo anche in chiave preventiva lungo la costa fermana. Questa presenza capillare sul territorio, estesa alla vigilanza di porti e obiettivi sensibili, molto spesso svolta in collaborazione con altre Forze di Polizia, è finalizzato a incrementare la fiducia e la percezione di sicurezza nei cittadini.
Nell’esecuzione degli interventi i Finanzieri sono frequentemente coadiuvati dai Reparti specializzati (i sommozzatori in forza alle Stazioni Navali, le unità cinofile e il Soccorso Alpino). Quest’ultimo, in particolare, costituisce un fondamentale punto di riferimento per l’Autorità Giudiziaria e le Prefetture, operando in contesti montani e impervi per la ricerca di persone scomparse e la tutela dell’incolumità pubblica.
Durante il periodo estivo, la Guardia di Finanza ha intensificato i servizi di vigilanza e controllo del territorio, garantendo un efficace presidio preventivo di legalità economico-finanziaria nella provincia. Questo impegno, sostenuto anche dalle segnalazioni pervenute al servizio di pubblica utilità “117”, vede l’impiego sinergico di mezzi e unità speciali, comprese quelle cinofile. Le attività sono focalizzate sui compiti prioritari del Corpo: il contrasto al lavoro nero o irregolare, il controllo della trasparenza sui prezzi dei carburanti, la lotta al traffico di stupefacenti e il sequestro di merci contraffatte o prodotti non conformi rispetto agli standard di sicurezza.
Tali interventi vengono sviluppati attraverso un monitoraggio costante e capillare delle aree più sensibili della provincia, con particolare riferimento alle stazioni ferroviarie, altri scali di trasporto pubblico, alle strutture ricettive e ai principali centri di aggregazione. Questo articolato dispositivo di vigilanza ha permesso ai militari, nel corso del 2025 e nei primi mesi del 2026, di identificare 8.801 persone e controllare oltre 5.000 veicoli.
In tale quadro si inserisce l’intervento effettuato dal Gruppo di Fermo presso la stazione di Porto San Giorgio per trarre in salvo un uomo che, in evidente stato confusionale, minacciava il suicidio sui binari. I Finanzieri, dopo aver messo in sicurezza il soggetto, hanno richiesto l’intervento del 112, scortando l’ambulanza presso il locale presidio sanitario a causa delle condotte autolesionistiche del cittadino.
La prontezza dei militari ha permesso di salvaguardare la vita umana e di garantire l’incolumità pubblica all’interno dell’area ferroviaria.
Nell’ambito del contrasto al traffico di sostanze stupefacenti, il Comando Provinciale Fermo ha eseguito numerosi interventi, con l’ausilio delle unità cinofile, maggiormente in prossimità di locali notturni e nei luoghi di aggregazione della movida locale, con particolare attenzione alle zone litoranee, più permeabili alle attività criminose. All’esito di 170 interventi, sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria 43 soggetti in violazione dell’art. 73 del Testo Unico delle leggi in materia di stupefacenti, di cui 7 tratti in arresto e segnalati ulteriori 99 persone alle competenti Prefetture, ai sensi dell’art. 75 della medesima normativa.
Tali attività, promosse secondo criteri di trasversalità e prevenzione, sono dirette a esercitare una decisa azione di deterrenza contro i fenomeni illegali, salvaguardando la sicurezza della collettività, la tutela dei cittadini e il regolare funzionamento del mercato.















