«Con delibera di giunta 105 del 16 giugno 2026, il Comune conferisce incarico a un avvocato per resistere in giudizio nel ricorso presentato da una società contro il Comune di Sant’Elpidio a Mare presso il Tar Marche. Si tratta della vicenda dell’abuso edilizio in capo alla società dell’assessore Silvia Tiburzi, sul quale ci eravamo già espressi in passato, dichiarando tutto il nostro sconcerto. Oggi si aggiunge un altro capitolo arrivando a superare lo sconcerto. La società della famiglia Tiburzi ricorre in Tribunale contro il Comune, ed il Comune ha dovuto nominare un avvocato per far valere le sue ragioni. Tutto legittimo, ognuno difende i propri interessi come meglio crede, non è invece opportuno che la Tiburzi resti assessore». E’ quanto si legge in una nota del direttivo del Partito Democratico di Sant’Elpidio a Mare.

«Ricordiamo la vicenda – la ricostruzione del Pd – il Comune contestava un abuso edilizio in capo alla società dell’assessore Silvia Tiburzi al 50% con altro soggetto, la quale, di fronte al procedimento, dichiarava di non saperne nulla e di essere in buona fede.
Ora, anche se è difficile crederlo, speravamo che nei 90 giorni avesse intrapreso la strada maestra, cioè quella dell’osservanza dell’ordinanza con la demolizione e la rimessa in pristino. Tanto doveva chi come la Tiburzi ricopre un incarico pubblico. Invece tutto questo non è accaduto. Ma a questo punto, visti i risvolti odierni, più che alla buona fede siamo arrivati ad altro. Infatti non solo l’assessore Tiburzi non si è adoperata per rimettersi a posto con la legge, ma addirittura veniamo a sapere che, nel frattempo, se n’è lavata le mani, con un escamotage tecnico. C’è infatti una cessione delle sue quote alla madre, quindi la società oggi non è più a suo nome, ma è intestata alla madre e al fratello. Il risultato, in questa maniera, è che non solo non c’è nessuna ottemperanza, ma che la sua Società può aprire il contenzioso nei confronti del Comune e lei, cedendo le quote, ritiene di essersi tolta dal “conflitto di interessi” rimanendo assessore al bilancio ed ai tributi. Come se una società intestata ad altri possa escludere lei, l’assessore al bilancio e ai tributi, dal conflitto d’interessi. Così non è, ed è la stessa Giunta e la stessa Tiburzi a dimostrarlo in maniera lampante. Infatti nella delibera d’incarico al legale del Comune contro la società della famiglia, la stessa Tiburzi risulta assente. Poteva adoperarsi per sanare e non l’ha fatto. Se la società pensa di essere nel giusto nei confronti del Comune, legittimo ricorrere, ma correttezza avrebbe voluto che l’assessora si dimettesse dalla carica ed avesse percorso il contenzioso legale da privato cittadino. Ma perché c’è questo accanimento nel voler rimanere a tutti i costi? Dobbiamo forse pensare, come il consigliere Greci adombra, avendone chiesto l’accesso gli atti senza ottenerli, che ci sia, oltre all’abuso edilizio, anche un contenzioso tributario da parte di varie società nei confronti del Comune di Sant’Elpidio a Mare? E l’assessore Tiburzi è quella che per funzione, da quanto ci risulta, si sta occupando del regolamento per la rottamazione delle cartelle esattoriali del Comune? Di certo c’è che siamo sicuramente di fronte ad una pagina molto, molto triste per il Comune di Sant’Elpidio. Lo ripetiamo: in passato anche un semplice sospetto, non un abuso edilizio vero e proprio, ma anche il semplice sospetto di un interesse, avrebbe portato alle dimissioni immediate dell’assessore in questione.
Oggi – si chiude la nota del Pd – si arriva a questa situazione con simili operazioni, e non capiamo il perché. Lo abbiamo già detto: non capiamo perché lo consenta il sindaco, che in passato, ricordiamo, è stato molto netto, fino alla minaccia di esposto alla Procura, in casi molto minori riguardanti l’ex assessore Pezzola. E ci chiediamo perché non intervenga il partito di riferimento, Fratelli d’Italia. Cos’è che tiene “legate le mani” a tutti? Tenere in piedi una situazione simile, di evidente conflitto di interessi e su cui va fatta chiarezza, è qualcosa che non si era mai registrato nella storia della nostra città. È ora che si faccia chiarezza in tutte le sedi possibili, nell’interesse dei cittadini e non di pochi».

 

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