Abuso edilizio, affondo Pd: «L’assessore Tiburzi si dimetta. Perché Calcinari non interviene?»

SANT'ELPIDIO A MARE - Il circolo dem guidato da Marziali: «Chiediamo al sindaco di intervenire e porre fine a questa situazione, evitando ulteriori conseguenze, anche di natura giudiziaria, e chiudendo una pagina particolarmente negativa per il Comune di Sant'Elpidio a Mare, che non ha precedenti nella sua storia»

Loredana Marziali

«Rimaniamo francamente sconcertati dalla vicenda legata al (presunto, ndr) abuso edilizio riconducibile a una società di proprietà dell’assessore Silvia Tiburzi. Siamo sconcertati perché, in altri tempi, il semplice sospetto di un abuso edilizio in capo a un assessore avrebbe portato immediatamente alle sue dimissioni: spontanee, oppure sollecitate dal partito di riferimento o, in ultima istanza, dal sindaco che gli ha affidato la delega. Invece, nulla di tutto questo è avvenuto». E’ l’affondo del circolo Pd di Sant’Elpidio a Mare guidato da Loredana Marziali.

«In un primo momento, l’assessora si è difesa sostenendo di non essere a conoscenza della vicenda, pur essendo proprietaria della società. Una versione che, considerando la sua professione, poteva anche apparire inverosimile. Avevamo tuttavia ritenuto di poter concedere il beneficio della buona fede. Proprio per questo, dal momento della notifica dell’atto comunale che diffidava la proprietà, quindi la stessa Tiburzi, alla demolizione e alla rimessa in pristino dello stato dei luoghi, nei 90 giorni previsti dalla legge, ci si sarebbe aspettati un’immediata ottemperanza. Così non è stato. I termini sono ormai scaduti e nulla è accaduto. Oggi non è più sostenibile invocare la buona fede. Da oggi esiste ufficialmente un contenzioso tra la società riconducibile all’assessore Tiburzi e il Comune, costretto ad emettere l’ordinanza di demolizione ed a sostituirsi al privato, e di conseguenza un conclamato conflitto d’interessi».

«Ci chiediamo cosa stia aspettando l’assessore a rassegnare le dimissioni, dal momento che tale situazione configura un’evidente incompatibilità con il ruolo ricoperto. Se manca la sensibilità politica per un passo indietro, non si comprende perché non intervenga il partito di riferimento, Fratelli d’Italia, né perché il sindaco Calcinari non ritiri la delega. Vale la pena ricordare che lo stesso sindaco, in passato da capogruppo di Fratelli d’Italia, per una vicenda di minore rilevanza riguardante l’allora assessore all’urbanistica Pezzola, oggi curiosamente in maggioranza, ne aveva con veemenza richiesto le dimissioni e, in mancanza di queste, minacciato l’invio degli atti alla Procura della Repubblica. Perché oggi non adotta lo stesso comportamento? Ci domandiamo cosa si nasconda dietro questa inerzia e cosa impedisca al sindaco e al Partito di intervenire. È una situazione che desta forte preoccupazione ed imbarazzo in tutti: sindaco, partito di riferimento, amministrazione comunale e gli stessi uffici, che oggi si trovano a operare su un (presunto, ndr) abuso riguardante un assessore ancora in carica. Apriamo inoltre una parentesi: si è detto che all’attuale amministrazione non si possa rimproverare nulla, poiché la stessa ha proceduto ad emettere gli atti, mentre la precedente amministrazione Pignotti non avrebbe fatto nulla. Ricordiamo che gli atti relativi non sono compiuti, né – incalzano i dem – disposti dall’amministrazione, bensì dai funzionari pubblici, nei modi e nei tempi stabiliti dalla legge. Sostenere il contrario, oltre che non veritiero, risulta irrispettoso nei confronti degli stessi funzionari e di ingenerare sospetti e sfiducia da parte dei cittadini nella struttura pubblica, come se il loro operato dipendesse non dalle leggi ma da indirizzi politici. Pertanto, chiediamo al sindaco di intervenire e porre fine a questa situazione, evitando ulteriori conseguenze, anche di natura giudiziaria, e chiudendo una pagina particolarmente negativa per il Comune di Sant’Elpidio a Mare, che non ha precedenti nella sua storia».


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