Colture distrutte a Ortezzano (foto da Cia)

La violenta ondata di maltempo che nella giornata di ieri ha colpito le Marche, ha provocato gravi danni alle coltivazioni nella zona della bassa fanese e soprattutto nelle province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata. Grandine, piogge intense e forti raffiche di vento si sono abbattute su numerosi territori, compromettendo in pochi minuti il lavoro svolto dagli agricoltori durante mesi di attività.

E’ l’allarme lanciato dalla Cia che parla di un «vero disastro quello che si registra nelle province di Macerata, Fermo e Ascoli Piceno. Non c’è al momento – sono le parole del direttore Cia Macerata-Fermo-Ascoli Mauro Moreschini – nessun vigneto che faccia registrare danni inferiori al 50% nelle aree colpite. Sono presenti  vigneti nel territorio di Ripatransone che denunciano anche il 100% dei danni. Sono state colpite anche le coltivazioni di frutta, in particolare pesche e mele. Proprio adesso si sta avviando la raccolta delle prime varietà di mele, mentre le pesche medio-tardive risultano completamente distrutte. I danni interessano in particolare la zona di Ortezzano e, più in generale, gran parte della bassa Valdaso».

Questo è l’elenco dei Comuni più colpiti dalla grandinata di ieri: Falerone, Sant’Angelo, Servigliano, Montegiorgio (Zona Bassa) Monteleone di Fermo, Μοntottone, Ortezzano, Monte Vidon Combatte, Petritoli, Montefiore dell’Aso, Massignano, Carassai, Porchia di Montalto, Cossignano, Ripatransone, Acquaviva Picena, San Benedetto del Tronto, Monteprandone, Monsampolo del Tronto.

Vigneti distrutti a Ripatransone (foto da Cia)

«Nell’Alto Fermano – prosegue Moreschini – sono state colpite anche le colture portaseme, i girasoli, gli ortaggi, le colture orticole, che hanno subito danni molto pesanti. Un discorso a parte riguarderà gli oliveti, che quasi certamente avranno riportato conseguenze rilevanti. Se ampliassimo il discorso anche ai danni alle rimesse agricole e ai fabbricati, capiremmo l’entità dello sconvolgimento portato all’agricoltura dalla grandinata di ieri. Alcuni pannelli fotovoltaici sono stati letteralmente disintegrati. Molti imprenditori lamentano danni sostanziali dell’intera copertura della rimessa degli attrezzi». 

I tecnici e le strutture territoriali dell’organizzazione sono al lavoro per raccogliere le comunicazioni delle aziende e ricostruire con maggiore precisione l’estensione dei territori interessati e l’entità delle perdite. Il bilancio è ancora in corso, ma appare già evidente la presenza di danni rilevanti alle produzioni, alle piante e, in alcuni casi, alle strutture aziendali.

 

A lanciare l’allarme è anche la Coldiretti Marche: «Coltivazioni distrutte e danni fino al 90%, chiediamo stato di calamità».

La Coldiretti, infatti, parla di «vigneti e uliveti bombardati da chicchi di grandine grandi anche come albicocche, impianti fotovoltaici infranti, coperture divelte. La conta dei danni iniziata questa mattina dopo l’ondata di maltempo della notte che ha colpito soprattutto le province di Ancona, Macerata, Fermo e Ascoli ha subito assunto i contorni del disastro».

La grandine (foto da Coldiretti)

Il fronte, secondo Coldiretti, nel Fermano e nel Piceno, ha interessato le zone di Servigliano, Falerone, Belmonte Piceno, Monsampietro Morico, Montottone, Ortezzano, Montalto delle Marche e Ripatransone. A quel punto la violenta perturbazione è tornata verso la costa passando sopra le coltivazioni di Petritoli e sui vivai di Grottammare e San Benedetto del Tronto.

Le prime stime, secondo Coldiretti, parlano di danni tra il 60% e il 90% su frutteti, vigneti, oliveti e ortaggi. Per i seminativi il danno è tra il 50% e il 70%. Coldiretti Marche ha chiesto alla Regione lo stato di calamità. Danni anche alle strutture, soprattutto su impianti fotovoltaici a tetto, alle tensostrutture zootecniche nelle zone terremotate, strutture dedicate al ricovero degli animali con crolli di tetti che hanno causato il loro ferimento, animali colpiti e feriti direttamente nei pascoli.

Danni da grandinata (foto Coldiretti)

Danni da grandinata (foto Coldiretti)

 

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