Riceviamo da Roberto Concetti e Marco Tirabassi, della lista “La Città che Vogliamo” e pubblichiamo:

«In campagna elettorale siamo stati tra i primi a sentire le contrade in quanto sia io che Marco Tirabassi siamo stati Priori e conosciamo bene la vita di contrada. Insieme ad Angelica Malvatani, la nostra candidata sindaca, abbiamo accolto la proposta dei Priori di visitare ogni sede di contrada e non solo dei centri sociali. In quelle riunioni abbiamo ascoltato richieste molto chiare: tutelare l’autonomia della Cavalcata nelle proprie scelte, affrontare il tema della sede, arrivare a un calendario stabile degli eventi e, soprattutto, realizzare finalmente il Museo della Cavalcata, richiesto ormai da anni e già indicato come obiettivo in occasione del 40° anniversario, cinque anni fa.
 
Oggi, dopo nemmeno 3 mesi dal 25 maggio troviamo inaccettabile quanto è successo in consiglio comunale e la relativa giustificazione. 
Oggi, la maggioranza boccia l’istituzione del Museo sostenendo di avere già un “progetto in cantiere”. Ma questo progetto dov’è? Dove si farà? Chi ne conosce i contenuti? Oggi, abbiamo assistito al mutismo dei consiglieri con delega alla Cavalcata. La Cavalcata è della città e non di proprietà di una parte politica. Il Palio, e tutte le manifestazioni ad esso collegate, sono patrimonio della città e meritano condivisione e trasparenza. 
 
Dopo il corteo del 15 ridotto e con un percorso ancora non chiaro, quest’anno, per la prima volta, non è stata invitata a sfilare con la municipalità una rappresentanza delle minoranze. Ormai la Cavalcata è “ad personam” di Torresi.  Una situazione pericolosa a dimostrare la deriva autoritaria del vicesindaco che umilia il consiglio comunale stesso. Eppure nello stesso consiglio sul tema “restyling” dello stadio Recchioni, nonostante la maggioranza lo avesse già in programma, ha emendato e votato compatta la proposta del nostro gruppo con Pascucci e Morroni.
Ed è giusto che sia stato così. Perché quando una proposta è utile alla città non dovrebbe importare da quale banco del Consiglio comunale provenga. Perché allora sul Museo della Cavalcata non si è scelta la stessa strada? Perché non emendare la proposta, integrarla con il progetto che la maggioranza sostiene di avere già pronto e approvare insieme un indirizzo condiviso?  Il dubbio, a questo punto, è inevitabile: il problema era davvero la proposta o semplicemente chi l’ha presentata?
 
La Cavalcata non può essere ostaggio delle ripicche personali della destra di maggioranza contro quella all’opposizione, che proseguono da prima della campagna elettorale (rifiuto di candidare Tosoni nelle loro liste). Per questo rivolgiamo una richiesta molto semplice al vicesindaco Torresi: presenti pubblicamente il progetto del Museo della Cavalcata che sostiene di avere già in cantiere. Se esiste, saremo i primi a valutarlo nel merito e a dare il nostro contributo. Se invece non esiste, si abbia almeno la correttezza di dirlo. Perché sulla Cavalcata si può discutere e ci si può confrontare anche duramente. Ma su una cosa non dovrebbero esserci divisioni: la Cavalcata è di Fermo. Non della maggioranza, non dell’opposizione e non di una singola persona».
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