Non si è fa attendere la risposta del Comitato Residenti Tre Archi (Co.r.ta) rispetto alla replica dei giorni scorsi dall’Ast di Fermo in merito alla situazione della medicina generale nel territorio di San Tommaso-Lido Tre Archi e Paludi. Il Comitato «prende atto delle precisazioni dell’Azienda sanitaria, ma sottolinea come la risposta dell’AST, nei fatti, non smentisca le criticità sollevate dai residenti. Conferma il punto centrale della questione: dopo il pensionamento del precedente medico di medicina generale, che assicurava la propria presenza per quattro giorni alla settimana, dal 23 luglio il nuovo medico è presente sul territorio un solo giorno alla settimana e per appena un’ora».

«Non vogliamo alimentare polemiche – afferma il Co.r.ta – ma chiediamo di partire dai dati concreti. Prima avevamo una presenza medica per quattro giorni alla settimana, oggi abbiamo un’ora. È evidente che non si possa parlare di un servizio equivalente e, soprattutto, di una risposta sufficiente alle necessità dei residenti». Il Comitato evidenzia inoltre che il problema non riguarda soltanto Lido Tre Archi, ma un bacino territoriale più ampio che comprende San Tommaso, Lido Tre Archi e la zona Paludi, dove vivono numerosi anziani e cittadini che non dispongono di un mezzo proprio per gli spostamenti. Per questo motivo, secondo il Co.r.ta, il riferimento alla disponibilità di altri medici nel Comune di Fermo non può rappresentare una risposta risolutiva.

 

«Dire a un anziano o a una persona senza automobile che può rivolgersi a un medico situato in un’altra zona della città significa non tenere conto delle difficoltà reali con cui molti residenti devono confrontarsi. I collegamenti con il trasporto pubblico non sempre consentono spostamenti semplici e veloci. La medicina territoriale, per essere realmente tale, deve essere accessibile anche fisicamente». Lo stesso vale per la Casa della Comunità di Porto Sant’Elpidio. Il comitato ne riconosce l’importanza e il ruolo nell’organizzazione dell’assistenza sanitaria territoriale, ma ritiene che la presenza di quella struttura non possa sostituire un servizio adeguato di medicina generale nei quartieri interessati. Viene valutato positivamente l’annuncio dell’Ast di essersi già attivata, insieme al Comune di Fermo, per incrementare la presenza del medico di medicina generale a Lido Tre Archi e per l’apertura di un ambulatorio a Capodarco. «Accogliamo favorevolmente questo impegno. Allo stesso tempo, però, il fatto stesso che si stia lavorando per aumentare la presenza del medico dimostra che quella attuale non è sufficiente. Adesso chiediamo che alle rassicurazioni seguano rapidamente i fatti».

 

Si chiede quindi all’Ast di rendere noti tempi e modalità dell’incremento annunciato, chiarendo quante ore e quanti giorni di presenza medica verranno garantiti e a partire da quando. «La richiesta dei residenti è semplice: avere un medico realmente presente sul territorio e un servizio proporzionato al numero e alle esigenze delle persone che vivono a San Tommaso, Lido Tre Archi e Paludi. Un’ora alla settimana non può essere considerata una risposta adeguata».

 

Il Comitato rivolge infine un appello anche all’assessore regionale alla Sanità Paolo Calcinaro, che conosce direttamente questa realtà territoriale per aver ricoperto il ruolo di sindaco di Fermo.
«Invitiamo l’assessore Calcinaro a verificare personalmente la situazione e a farsi parte attiva affinché venga trovata rapidamente una soluzione. Il confronto è molto semplice: prima quattro giorni di presenza alla settimana, oggi appena un’ora. Chiediamo alla Regione, all’AST e al Comune di lavorare insieme perché venga ripristinato un livello di assistenza realmente adeguato».

Per i Residenti di Tre Archi, dunque, la questione resta aperta. L’obiettivo non è alimentare uno scontro istituzionale, ma ottenere una risposta concreta a un bisogno quotidiano della popolazione.
«San Tommaso, Lido Tre Archi e Paludi non hanno bisogno di un medico presente soltanto sulla carta. Hanno bisogno di un medico realmente accessibile, con giorni e orari adeguati alle esigenze del territorio».

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