Centro Sangiorgese

Dopo la sentenza del Consiglio di Stato che ha di fatto bocciato la gestione in house del porto affidata alla Sgds Multiservizi e le critiche sollevate dal Pd per bocca del capogruppo in Consiglio, Nicola Loira, anche i civici di Centro Sangiorgese prendono posizione sulla vicenda. «Tutti i nodi vengono al pettine. La sentenza del Consiglio di Stato sulla gestione del porto turistico segna un passaggio politico e amministrativo che non può essere liquidato con un semplice «prendiamo atto» scrivono i componenti civici. «In primo grado, il Tar Marche aveva respinto il ricorso presentato dalle società interessate, ritenendo legittimo l’operato del Comune. Il Consiglio di Stato ha però ribaltato quella decisione, annullando gli atti relativi all’affidamento temporaneo della gestione alla Sgds e rilevando l’assenza di adeguate valutazioni sulla convenienza economica della scelta. In sostanza, il Comune avrebbe dovuto decidere fin dall’inizio, sulla base di un’istruttoria completa e adeguatamente motivata, tra l’affidamento in house e una procedura a evidenza pubblica. Il problema non è essere favorevoli o contrari per principio alla gestione attraverso la partecipata comunale. Il punto è un altro: quando si amministra un’infrastruttura strategica per Porto San Giorgio e per l’intera provincia, ogni scelta deve poggiare su dati verificabili, comparazioni economiche, sostenibilità finanziaria e un serio studio di fattibilità».

Centro Sangiorgese ritiene che «l’approssimazione amministrativa rischia di produrre incertezza, nuovi ritardi e ulteriori conseguenze per la città, per gli operatori e per tutto il territorio provinciale. Adesso non servono slogan né fughe in avanti. Prima di riproporre l’affidamento in house, l’Amministrazione deve presentare pubblicamente un piano economico e industriale credibile, dimostrare la reale convenienza della scelta per il Comune e chiarire quali investimenti, servizi e risultati intenda garantire. I contribuenti hanno il diritto di sapere come verranno impiegate le risorse pubbliche e quali benefici concreti ne deriveranno». Partendo da queste considerazioni si chiede quindi un confronto aperto su questo argomento. «Il porto non può essere gestito attraverso decisioni temporanee o soluzioni costruite strada facendo. È una delle principali risorse economiche e turistiche di Porto San Giorgio e dell’intera provincia e merita competenza, programmazione, trasparenza e responsabilità. Il Centro Sangiorgese non chiede di fermare tutto, ma di fare finalmente le cose per bene. La città deve conoscere numeri, costi, benefici e prospettive prima che venga assunta una nuova decisione. Gli errori amministrativi non possono continuare a ricadere sui cittadini e sul futuro del nostro porto».

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