«La salute è un diritto fondamentale e deve essere garantito a tutti e non un privilegio per pochi. Il quartiere San Tommaso – Lido Tre Archi chiede alle autorità il ripristino di un livello di assistenza sanitaria territoriale adeguato al numero degli abitanti e alle loro concrete condizioni di vita». Dopo gli appelli del comitato Co.r.t.a. e la comunicazione dell’Ast in merito alla giornata aggiuntiva di un medico di famiglia a Lido Tre Archi, a seguito del pensionamento del professionista che ha operato nel quartiere fino a luglio, sulla vicenda interviene anche il consigliere comunale di opposizione Saturnino Di Ruscio (Servire Fermo).
E lo fa con un’interrogazione al sindaco, alla Giunta comunale e al Presidente della Commissione consiliare sulla Sanita per sapere «se intendono intervenire urgentemente e concretamente nei confronti del Presidente della Regione Marche, dell’Assessore regionale alla Sanità, dell’Ast di Fermo e del direttore Ast di Fermo affinché venga garantita una presenza medica stabile e adeguata nel quartiere. Se e quale medico è stato individuato per il quartiere, quanti giorni alla settimana sarà effettivamente presente a San Tommaso – Lido Tre Archi, quali saranno gli orari di ambulatorio, quali soluzioni sono previste per garantire continuità assistenziale alla popolazione, se è vero che nella nuova organizzazione la sede stabile del nuovo medico è indicata nel comune di Porto Sant’Elpidio».
Sulla questione torna anche il comitato Co.r.t.a. che non si accontenta dell’ulteriore giornata: «Più che una risposta, sembra una provocazione». E incalza con il suo portavoce, Gabriele Voltattorni: «Da un’ora a due ore settimanali. Supponendo 15 minuti a paziente, potranno essere visitate appena otto persone. E gli altri? Facciamo una lotteria? Prendiamo atto dell’ultima comunicazione dell’Ast di Fermo sulla medicina generale a San Tommaso-Lido Tre Archi e nella zona Paludi. L’Ast annuncia che, dalla prossima settimana, il medico di medicina generale presente nel quartiere aumenterà la propria attività: da un’ora a settimana si passerà a due ore, distribuite su due giornate, martedì dalle 10.45 alle 11.45 e giovedì dalle 15.45 alle 16.45. Ci permettiamo però di dirlo con estrema chiarezza: più che una risposta concreta, sembra una provocazione. Il precedente medico di base era presente quattro giorni alla settimana. Oggi, dopo il pensionamento, siamo passati a una presenza di un’ora. E la soluzione annunciata dall’Ast consiste nell’aggiungere un’altra ora. Quindi, dopo le nostre proteste, il risultato è: un’ora in più alla settimana. È difficile non ricorrere all’ironia per descrivere una situazione che, però, non ha assolutamente nulla da ridere, perché quando è in gioco la salute delle persone l’ironia lascia rapidamente spazio alla preoccupazione. Facciamo comunque un piccolo calcolo. Ipotizziamo appena 15 minuti per una visita. In un’ora possono essere visitati al massimo quattro pazienti. Con due ore settimanali arriviamo a otto pazienti complessivi. E tutti gli altri? A questo punto, con una battuta amara, suggeriamo all’Ast una soluzione per evitare possibili problemi di ordine pubblico davanti all’ambulatorio: dotare il medico di bigliettini numerati come quelli di una lotteria. I primi quattro fortunati del martedì vincono la possibilità di essere visitati. Altri quattro potranno tentare la sorte il giovedì. Per tutti gli altri, appuntamento alla prossima estrazione. È una provocazione, naturalmente. Ma serve a rendere evidente l’assurdità della situazione. Perché la salute non può essere affidata alla fortuna, alla capacità di arrivare prima degli altri o alla disponibilità di un passaggio in automobile. Il territorio di riferimento comprende San Tommaso-Lido Tre Archi e la zona Paludi, con numerosi anziani, famiglie e cittadini che non dispongono di mezzi propri. I collegamenti con il trasporto pubblico sono inoltre insufficienti per consentire a tutti di raggiungere agevolmente altri studi medici. Dire che a Fermo ci sono altri medici disponibili o che a Porto Sant’Elpidio esiste una Casa della Comunità non risolve il problema di chi non ha la possibilità concreta di raggiungerli. Apprezziamo che l’Ast abbia mantenuto l’impegno annunciato nei giorni scorsi di incrementare la presenza medica. Ma un incremento di un’ora alla settimana non può essere considerato una soluzione definitiva. E soprattutto non può essere paragonato alla situazione precedente, quando il medico era presente quattro giorni alla settimana. Ringraziamo l’Ast per l’ora aggiuntiva – dichiara Gabriele Voltattorni – ma ci chiediamo seriamente se questa sia la risposta che un territorio di queste dimensioni meritava. Non vogliamo prendere in giro nessuno e soprattutto non vogliamo che venga presa in giro la popolazione. L’Ast parla di un servizio che dovrebbe diventare “quanto più capillare possibile”. Bene. È esattamente ciò che chiediamo. Ma allora servono fatti, non soltanto piccoli aggiustamenti che lasciano sostanzialmente invariato il problema. Chiediamo quindi che venga indicato un piano concreto per riportare la presenza della medicina generale a un livello adeguato alle esigenze del territorio, considerando non soltanto Lido Tre Archi, ma l’intero bacino di San Tommaso e della zona Paludi. Perché se la situazione è questa, la domanda rimane una sola: dei cittadini che hanno bisogno di un medico, ma non rientrano negli otto ipotetici pazienti della settimana, chi si occupa? Vorremmo davvero poter chiudere questa vicenda con una risata – conclude Voltattorni – ma purtroppo quando si parla della salute delle persone non c’è proprio niente da ridere. È una situazione vergognosa e chiediamo all’Ast e alla Regione Marche di affrontarla seriamente e definitivamente. Due ore alla settimana non sono una risposta adeguata. Sono soltanto due ore. E la salute dei cittadini non può essere una questione di fortuna.



















