Con il 31,3% delle imprese appartenenti al comparto artigiano sul totale delle imprese, la provincia di Fermo è la terza più artigiana d’Italia, alle spalle di Nuoro (31,7%) e Cuneo (31,5%).
Un dato che restituisce il peso che il mondo dell’artigianato continua ad avere nell’economia e nell’identità produttiva del Fermano.
«Fermo si conferma un territorio a forte vocazione imprenditoriale, ma la situazione congiunturale attuale impone cautela e soprattutto non fermarsi ad una valutazione troppo trionfalistica». Così i vertici della Cna di Fermo commentano lanalisi dellArea Studi e Ricerche Cna sulla distribuzione provinciale delle imprese, secondo la quale in provincia si contano 95,5 imprese ogni 1000 abitanti, dato che colloca Fermo al terzo posto nella graduatoria nazionale, ben sopra la media italiana di 80,6.
Ma la fotografia cambia quando si guarda alla dinamica delle imprese. In tre anni Fermo ne ha perse 332, pari al -5,8%, una contrazione superiore alla media regionale. Anche i dati più recenti della Camera di Commercio delle Marche evidenziano una situazione ancora fragile: nel primo trimestre 2026 il saldo tra iscrizioni e cessazioni a Fermo è stato negativo.
«Il dato sulla propensione imprenditoriale conferma una caratteristica profonda del nostro territorio – sottolinea il presidente Cna Fermo, Emiliano Tomassini – ma non deve diventare un alibi per sottovalutare le difficoltà. Fermo continua ad avere una straordinaria densità di imprese e una forte identità artigiana, ma proprio per questo dobbiamo preoccuparci quando vediamo diminuire il numero delle aziende. Dietro ogni impresa che chiude c’è un patrimonio di competenze, lavoro e relazioni che rischia di andare perduto. La capacità di fare impresa è una ricchezza del territorio, ma va sostenuta e rinnovata».
A pesare sono condizioni di mercato sempre più difficili, a partire dai costi energetici, cui si aggiungono quelli delle materie prime, della logistica e del lavoro. Una pressione che incide soprattutto sulle micro e piccole imprese e riduce gli spazi per investimenti e crescita. «Per le piccole imprese il tema dei costi è direttamente collegato alla competitività – evidenzia il Segretario Generale Cna Fermo, Andrea Caranfa – Energia e materie prime continuano a comprimere i margini, mentre restano aperte questioni strutturali come la difficoltà nel reperire personale qualificato, il ricambio generazionale e la necessità di investire in innovazione e transizione digitale e ambientale. Servono condizioni che consentano alle imprese di programmare: interventi sul costo dell’energia, accesso al credito, formazione e strumenti efficaci per favorire investimenti e passaggi generazionali».
Per Cna Fermo, dunque, il primato della provincia nella densità imprenditoriale e artigiana rappresenta soprattutto un patrimonio da preservare. La sfida non è soltanto continuare a fare impresa, ma creare le condizioni perché le aziende possano restare competitive, investire e trasferire alle nuove generazioni competenze e attività che rappresentano una parte essenziale dell’economia fermana.















