Riceviamo da Annalisa Faricelli, per conto di alcuni genitori dell’istituto “Mancinelli” di Montelparo, e pubblichiamo:
«Invecchiare sapendo di dover lasciare in questo mondo un figlio disabile è l’incubo peggiore per un padre e una madre. Ma quando si ha la certezza di averlo affidato a mani competenti, amorevoli ed esperte, allora quell’incubo si dissolve…in un mondo che quotidianamente porta alla ribalta della cronaca storie di ordinari maltrattamenti, l’istituto Mancinelli di Montelparo ha sempre rappresentato un fiore all’occhiello per la regione Marche. Non è semplicemente un residenziale dedicato a persone con disabilità, ma è una vera e propria famiglia. Intendiamoci, non è perfetto; ma del resto, neanche la famiglia del Mulino Bianco esiste veramente. È però un luogo in cui i nostri figli sono stati accolti con amore e vengono seguiti quotidianamente con cura, impegno e competenza, sia dal punto di vista personale che medico.
Negli anni sono stati affrontati tantissimi problemi e l’istituto, nella persona del dirigente generale, non si è mai risparmiato, né in termini di presenza, né di impegno, né di tempo. I genitori e i familiari hanno potuto sempre contare su di lui e sul personale di ogni livello, oltreché sul dirigente medico e su tutte le figure che a diverso titolo ruotano intorno agli ospiti in qualsiasi giorno dell’anno. Non ci sono mai stati rifiutati incontri, consulenze mediche o chiarimenti anche a livello amministrativo. La salute e il benessere degli ospiti sono sempre stati il primo obiettivo, così come lo sarebbero per i genitori e i familiari.
Da alcuni mesi la situazione al Mancinelli si è andata via via deteriorando a causa di questioni politiche: la nuova dirigenza, a distanza di quattro mesi dalle elezioni è ancora totalmente vacante e impegnata a risolvere problemi sulla legittimità degli incarichi.
E intanto, (…) i nostri ragazzi non escono da due mesi, e hanno perso quella preziosa routine che dà loro tanta sicurezza. Non c’è un referente, non c’è una email, le famiglie non sono state convocate per un aggiornamento sulla situazione. Siamo stufi. I giochini di potere non ci interessano, ci manca la possibilità di contattare i referenti ogni volta che ne abbiamo bisogno e, soprattutto, ci manca la serenità dei nostri figli. (…) Non avete a che fare con numeri, ma con esseri umani, non dimenticatelo».


















