In queste ore il consigliere comunale di opposizione Leonardo Tosoni, e il gruppo di minoranza di centrodestra di Fermo, sono tornati su quanto accaduto nei giorni scorsi nella chiesa di Lido San Tommaso – Tre Archi, dove alcune persone hanno disturbato la celebrazione di un battesimo, tanto da dover richiedere l’intervento delle forze dell’ordine. Un episodio che narra una difficoltà di integrazione in un quartiere spesso sotto la lente per episodi poco gradevoli.
«Parliamone, senza pregiudizi ma anche senza far finta di niente. Parliamone insieme per trovare soluzioni tali da costituire un primo passo per la gestione strutturale di un fenomeno che nell’estate appena trascorsa si è fatto sentire e non poco, specie nei quartieri di San Tommaso e Lido Tre Archi – ha commentato il gruppo consiliare – l’episodio narrato dai giornali locali, di Domenica 13 giugno, quando una cinquantina di nomadi di origine romanì ha interrotto più volte una funzione religiosa presso la Chiesa di San Tommaso di Canterbury, è solo uno dei tanti che si sono registrati negli ultimi mesi. Chiamate continue di cittadini e turisti sono state pane quotidiano durante l’estate, per la Polizia Locale e per Forze dell’Ordine».
«Va detto, per evitare strumentalizzazioni e polemiche, che il fenomeno non sembra aver avuto un eccessivo impatto sulla sicurezza pubblica, né un sensibile legame con la commissione di reati ai danni dei cittadini – aggiunge il centrodestra – tuttavia, gli schiamazzi, i bivacchi, e lo scarso rispetto delle norme di decoro da parte dei nomadi c’è stato, e rischia di generare un clima di tensione con i cittadini residenti che la politica ha il dovere di prevenire. Il dialogo, il rispetto tra popoli e culture, costituiscono l’orizzonte verso cui navigare, ma affinché questo si compia con profitto per tutti è necessario far rispettare le regole, ed evitare comportamenti prevaricatori e dannosi. L’utilizzo di docce pubbliche sulle spiagge libere con bagnoschiuma e saponi, come documentato più volte alla Polizia Locale, è vietato dalla legge perché crea danni all’ambiente; gli schiamazzi e il bivacco su intere aree frequentate da minori e turisti non è consono a una località turistica come la nostra, e non fa bene alla promozione della città».
«Questo non significa reprimere, cacciare, né tantomeno affidarsi a facili e beceri slogan – sottolinea il gruppo – esiste un problema, va cercata una soluzione. Vanno sgomberati i bivacchi se non rispettano le norme, chiusi i varchi ai caravan nei punti critici e ipotizzata la creazione di un’area di sosta temporanea il cui accesso è subordinato al rispetto della legge e al pagamento (almeno) delle utenze».
«L’intolleranza non si combatte predicando un buonismo astratto, ma garantendo le condizioni tali per cui è possibile instaurare la convivenza – conclude Tosoni – aumentare l’organico della Polizia Locale è un tema su cui il Comune di Fermo si deve interrogare. Così come, servirebbe un assessorato in grado di confrontarsi con le novità aperte dalla elaborazione giuridica recente, che favorisce la cooperazione tra Stato ed Enti locali nella promozione di una maggiore vivibilità urbana e nella prevenzione della criminalità per mezzo di un monitoraggio sussidiario. Serve visione, quella che sembra mancare all’attuale amministrazione, ferma al piccolo cabotaggio, priva di creatività e poco avvezza allo studio di proposte originali. I problemi si risolvono con l’apertura e il confronto, non con le imposizioni o con la voce grossa di chi dice che va tutto bene quando non è così».

















