Si è tenuto al Teatro del Falco di Montefalcone Appennino, l’incontro “Terre lente, vite lunghe“. Il turismo immersivo attraverso i paesaggi dell’entroterra”, promosso dalla Nomeni cooperativa sociale con il comune di Montefalcone Appennino, l’Ambito territoriale 21, l’Ambito territoriale 24, Locomotive Impresa sociale e in collaborazione con Fondazione Magna Carta.

Trasformare la narrazione delle aree interne, superando la logica della rassegnazione legata allo spopolamento e all’invecchiamento demografico per accendere i riflettori su uno straordinario patrimonio di paesaggi, memoria e qualità della vita: questo il cuore del convegno.

L’incontro ha rappresentato un momento di riflessione strategica e multidisciplinare per tracciare il futuro dei borghi e dell’entroterra marchigiano ed appenninico. Il filo conduttore dei lavori si è articolato attorno a quattro direttrici fondamentali: la valorizzazione del “tempo lento”; il turismo esperienziale e Silver; tecnologia, dati e intelligenza artificiale; patto generazionale e rigenerazione sociale.

Francesca Rossi Bollettini, referente del progetto Appennino Connesso 2026 per la Fondazione, ha invitato a guardare le aree interne per le loro potenzialità: il tempo lento non è un ritardo, ma un’occasione per migliorare la qualità della vita.

Il sindaco Cesare Milani ha sottolineato l’importanza di accogliere chi arriva, perché non si limiti a passare.

L’antropologo Giacomo Recchioni ha messo in guardia dalla brandizzazione, che rischia di semplificare una terra fragile, e ha indicato la strada di un turismo di qualità che parta dai marchigiani.

Vincenzo Cammarata (Lutech) ha spiegato come dati e intelligenza artificiale possano aiutare a costruire progetti sostenibili anche oltre i finanziamenti pubblici.

In collegamento, il senatore Guido Castelli, Commissario straordinario per la ricostruzione sisma 2016, ha ricordato che una casa ricostruita è un’opportunità solo se qualcuno torna ad abitarla: nell’Appennino si deve poter vivere bene a ottant’anni come costruire il proprio futuro a venti.

Susanna Mensitieri (coordinatrice del Master in Turismo e Territori dell’Università Luiss di Roma) ha descritto gli over 65 come un segmento attivo e le aree interne come hub di longevità. La chiave, ha spiegato, è un patto tra generazioni: gli anziani custodiscono la memoria, i giovani la trasformano in nuove proposte.

Sono intervenuti anche Lorenzo Tomassetti, presidente della Pro Loco, il consigliere comunale William Liberatori, che ha presentato un progetto di cicloturismo sui Monti Sibillini, e Tommaso Quarta, presidente della cooperativa Nomeni.

Per la Fondazione Magna Carta, Carlo Mascio ha definito le aree interne “aree fragili”, la cui fragilità può diventare leva di sviluppo, e ha presentato la piattaforma GoApps.

L’Iniziativa è finanziata dalla Regione Marche – Fondo Coesione Italia 21-27 e realizzata dalla Nomeni cooperativa sociale – Progetto iMarche Silver Culture & Spettacolo.

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