Riceviamo dalle famiglie Berdini, Cappannari, Fortunati, Sergolini, Fabrizi (e altri residenti di Contrada Gabbiano di Fermo) e pubblichiamo:

«Neanche i più alti vertici della Chiesa cattolica sono ormai immuni alle trappole viarie del Comune di Fermo. L’altra sera, Sua Eccellenza il vescovo di Assisi-Foligno, recatosi a Montegiorgio per la presentazione di un libro sui Fioretti di San Francesco, ha provato che cosa significhi transitare nelle periferie dimenticate di Fermo. Impostato il navigatore per raggiungere l’evento, l’auto è stata dirottata attraverso Pollenza e fatta passare per le strade di Contrada Gabbiano, fino a Montegiorgio.
(…) Una figuraccia istituzionale di portata nazionale che fotografa impietosamente lo stato di degrado in cui versa l’isola amministrativa fermana. Eppure, la giunta comunale continua a ignorare i cittadini. Era stato promesso che a settembre sarebbero partiti i lavori di manutenzione. Ma la realtà dei fatti si è rivelata l’ennesima farsa: come sempre, vengono mandati sul posto operai a mani vuote o senza alcuna indicazione seria, a cui non viene permesso di allargare né di mettere mano alla struttura delle carreggiate. Incredibilmente, dal Comune arriverebbero ordini assurdi: “Da Fermo dicono di non allargare!”.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti, in particolare su strada Tarucchio, che oggi rappresenta un delirio totale, un vero e proprio torrente di fango, solchi profondi e pietraie dove transitare è un terno al lotto per la propria incolumità.
La misura è colma. I residenti non ne possono più delle chiacchiere e degli interventi-pannicello caldo. In questo tempo, prima di attendere il 2029 per l’asfalto, l’Amministrazione ha il dovere assoluto di muoversi con i mezzi necessari e idonei: le strade vanno allargate a norma, spianate per bene, dotate di scoli e argini adeguati, e infine riempite di breccia pressata a dovere con i giusti rulli compressori.
Continuare a lasciare la Contrada Gabbiano in questo stato di abbandono, tra divieti immotivati e incompetenza amministrativa, è una vergogna inaccettabile che grida giustizia. I residenti pretendono risposte e fatti immediati, prima che la situazione degeneri definitivamente».
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