Saturnino Di Ruscio

Riceviamo dal consigliere comunale di opposizione, Saturnino Di Ruscio (Servire Fermo) in replica al consigliere Edoardo Candidori (Piazza Pulita) e pubblichiamo:
«Non immaginavo che contro di me si potesse arrivare ad inventare l’inverosimile ma così è e ci sarà da lavorare per gli avvocati e ce ne sarà per tutti. A  Candidori rispondo che la lettera del 2020 non era indirizzata a me ma al Sindaco, nei casi ti riguardano personalmente le pratiche vengono assegnate ad altro Dirigente e nel caso in questione, se non ricordo male, rispose negativamente la dott.ssa Serafina Camastra. Posso segnalare casi molto importanti dei quali se ne riparlerà in futuro ma per altri motivi. Ora spero che non vada ancora avanti altrimenti peggiora solo la sua situazione dimostrando di non conoscere il funzionamento della burocrazia comunale o pensando di avere a che fare con dei lettori sprovveduti.
Andiamo alle cose più serie.
Che all’amministrazione comunale fermana, nonostante la disponibilità di un valido Ufficio legale interno, abbia una particolare predisposizione per gli incarichi a legali esterni, con i conseguenti contenziosi, spesso persi, non è una novità. L’incarico esterno dal costo di oltre 18.000,00 euro per il ricorso al Tar contro la centrale Biometano a San Marco le Paludi ne è una testimonianza. D’altronde sono soldi dei cittadini, non provengono dalle tasche degli amministratori pagati profumatamente per i loro grossolani e costosi errori! Ma non è detto che prima o poi qualcuno li chiami a risponderne!
Nel caso che mi riguarda, trattandosi di atto pubblico, si parla di un incarico conferito con delibera della Giunta del 30 luglio 2026  n. 264, alla Avv. (…) con una spesa quantificata in 10.447,30 euro, in parte prelevati dal Fondo di Riserva, quello che si utilizza per cause eccezionali e non prevedibili  come neve, alluvioni, ecc.. L’oggetto parla di integrazione del collegio difensivo.
La delibera di Giunta e la proposta di consiglio su cui si fonda la mia decadenza si basano anche sulle osservazioni e i pareri del legale esterno incaricato, che vengono richiamati negli atti e quindi condivisi. Atteso che l’amministrazione comunale sta “spiattellando” sugli organi d’informazione notizie non pubbliche, endo-procedimentali, in alcuni casi anche personali e false, che sono quindi diventate di dominio pubblico, è bene che gli interessati alla questione vengano messi a conoscenza del contenuto dei pareri…
Senza entrare negli aspetti deontologici occorre rilevare quanto segue:

1) E’ stata contestata la modalità con la quale è stato trasmesso al Comune di Fermo l’atto di cessione del diritto controverso, ovvero la necessità della notifica.

La notizia al Comune di Fermo della cessione, da parte di Saturnino Di Ruscio, del diritto controverso non richiedeva nessuna notificazione, essendo notoriamente quest’ultima prevista per gli atti processuali ovvero per i casi espressamente previsti dalla legge: il citato atto è stato reso noto al Comune di Fermo attraverso la consegna all’Ufficio Protocollo e l’avvenuta conoscenza dello stesso atto è confermata dalla notifica della citazione alla Corte d’Appello avvenuta dopo 1 ora e 59 minuti e la risposta inviata in data 9.9.2026.

2) Secondo il legale del Comune di Fermo “In base all’atto di divisione, il diritto reale risulta essere stato trasferito ma il Di Ruscio mantiene il suo diritto di credito nei confronti del Comune di Fermo. Tale diritto di credito è ormai totalmente svincolato dal diritto di proprietà di beni immobili, che hanno dato origine alla pretesa indennitaria: che la proprietà ora, sia appannaggio di altri soggetti, non elide il diritto del Di Ruscio a ottenere il pagamento della somma individuata dalla sentenza”. L’AFFERMAZIONE E’ PRIVA DI FONDAMENTO.

Nel contratto di divisione è stato previsto il trasferimento alle altre comproprietarie anche di “tutti gli oneri e diritti, presenti, passati e futuri, anche personali, relativi ai contenziosi pendenti”. La definizione di “diritti personali” comprende chiaramente i diritti di credito, che notoriamente si distinguono da quelli reali, di carattere assoluto. Queste sono le basi del Diritto Privato e vale per gli avvocati e i Consiglieri comunali avvocati.
3) L’Avvocato del Comune sostiene che a clausola di cessione dei diritti anche personali, contenuta nel contratto divisione,  è una “clausola di stile”. FALSO. Contrariamente a quanto è affermato nel parere del legale in data 9.10.2026, l’assegnazione di tutti gli oneri e diritti, presenti, passati e futuri, anche personali, relativi ai contenziosi pendenti è circostanziata “in ordine agli appezzamenti di terreno assegnati con questo atto”. In tal senso la Corte di Cassazione si è pronunciata nella sentenza del  29 settembre 2011, n. 19876 nella quale ha enunciato il seguente principio: “In tema di interpretazione dell’accordo negoziale, le clausole di stile sono costituite soltanto da quelle espressioni generiche, frequentemente contenute nei contratti o negli atti notarili, che per la loro eccessiva ampiezza e indeterminatezza rivelano la funzione di semplice completamento formale, mentre non può considerarsi tale la clausola che abbia un concreto contenuto volitivo ben determinato, riferibile al negozio posto in essere dalle parti”.
4) Sempre l’Avvocato esterno afferma “Né ritengo praticabile la paventata cessione a terzi del suo diritto, rimanendo egli il dante causa e trattandosi di negozio del tutto simulato finalizzato ad aggirare l’oggettivi esistenza della causa di incompatibilità“. Ora arriviamo ad accusare lo scrivente, le sorelle e presumo anche il Notaio di un reato punito dal codice civile e in alcuni casi anche da quello penale ovvero la simulazione di un atto pubblico. Come se mia madre non fosse deceduta il 2 giugno 2026, non abbia fatto con le sorelle la successione ereditaria il 10 settembre e il 23 settembre le divisioni con l’attribuzione dei rispettivi beni appartenenti all’asse ereditario, inclusi quelli oggetto del contenzioso. Non so se anche qui ci sono rilievi di carattere penale, non per me ma per chi ci accusa di reati, qualcuno lo accerterà.  Insomma, la vicenda è surreale e debbo ricorrere all’ironia di Ennio Flaiano adattandola alla nostra realtà “A Fermo la situazione politica è grave ma non è seria”.
PS Come anticipato ieri, oggi l’avvocato ha presentato al Giudice della Corte d’Appello di Ancona la richiesta d’estromissione dal giudizio e l’anticipo dell’udienza. Siamo trasparenti e non nascondiamo nulla!».
DI SEGUITO I FILES ALLEGATI DA SATURNINO DI RUSCIO ALLA SUA NOTA-COMUNICATO STAMPA
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