Il sindaco di Fermo, Alberto Scarfini

Conferenza dei Sindaci, l’opposizione affila i coltelli. E aggiunge una possibile freccia al suo arco. E’ cosa nota che l’opposizione abbia depositato una mozione per una richiesta di urgente convocazione della conferenza dei sindaci dell’Ast di Fermo «per il contrasto all’emergenza delle liste d’attesa, la gestione dei ritardi nei referti istologici e le criticità strutturali del personale sanitario» presente all’ordine del giorno del Consiglio comunale di questa sera.

Ma oggi tra alcuni esponenti del centrosinistra all’opposizione inizia a circolare anche un’altra indiscrezione che la minoranza potrebbe usare proprio contro l’amministrazione fermana, a partire dallo stesso sindaco.

Il primo cittadino Alberto Scarfini, infatti, sarebbe in pole position per raccogliere il testimone della Conferenza dei Sindaci dal suo predecessore, Paolo Calcinaro (che dopo due legislature con la fascia tricolore è stato nominato assessore regionale alla Sanità). Ma la sua elezione potrebbe non essere così scontata, anzi. Bene ricordare che sono i 40 sindaci del Fermano, ognuno con un preciso peso specifico legato a diversi fattori comunali, a scegliere.

Ma al netto delle dinamiche interne tra sindaci del Fermano, c’è un’opposizione di centrosinistra che sta comunque issando le barricate. Il motivo? Semplice: l’indiscrezione di cui sopra sarebbe legata a una presunta incompatibilità (meramente deontologica?) del sindaco a ricoprire la presidenza poiché socio di un laboratorio analisi e socio, nonché membro del cda, di un centro medico, dunque due società che lavorano nella sanità privata. Tutto assolutamente legittimo, per carità. Ma per la minoranza potrebbe rappresentare un elemento se non ostativo perlomeno di opportunità, di etica, diciamo così, nella sua elezione. E gli esperti di diritto del centrosinistra sarebbero già al lavoro.

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