Riceviamo dal Comitato Arretramento A14 e Fs Marche sud e pubblichiamo:
«In merito a commenti relativi al nostro comunicato stampa dell’altro giorno circa l’impossibilità di realizzare la terza corsia autostradale nelle Marche sud alla luce di quanto evidenziato dal nuovo di Piano di Assetto Idrogeologico, ci corre l’obbligo di precisare quanto segue.
A chi sostiene che tutta la nostra costa è sottoposta a un rischio, tra cui quella nord, in cui la terza corsia, comunque, si è realizzata rispondiamo che è vero che tutto il litorale marchigiano ha lo stesso problema idrogeologico sulla costa, è altrettanto vero che il passaggio dell’A14 è stato localizzato proprio ai piedi della collina prospiciente la costa da Porto Sant’Elpidio a San Benedetto del Tronto, mentre da Pesaro a Porto Sant’Elpidio il passaggio è più internato; infatti, da Porto Sant’Elpidio verso sud cambia proprio la morfologia che vede la prima collina a ridosso della costa.
Tale problematica era ben nota ai progettisti dell’opera tanto che il primo progetto prevedeva un passaggio internato anche da Porto Sant’Elpidio a San Benedetto del Tronto che fu cambiato esclusivamente con una forzatura politica da parte di rappresentanti locali che allora partecipavano al governo, nonostante sul territorio si espresse una larga opposizione a questa modifica irragionevole. Facciamo inoltre presente che allora, quando fu progettata e realizzata l’A14 sul nostro territorio alla fine degli anni ‘60, non era ancora stato deliberato il Piano di Asseto Idrogeologico. Il Piano per l’Assetto Idrogeologico (Pai) della Regione Marche è stato approvato il 21 gennaio 2004 con la Deliberazione del Consiglio Regionale n. 116.
Il Pai della regione è stato inoltre integrato nella pianificazione di distretto dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Centrale, che ha adottato i nuovi progetti del Pai Distrettuale Idraulico e Frane con le deliberazioni C.I.P. n. 67 e 68 del 26 maggio 2026. Quindi oggi qualsiasi intervento che dovesse essere effettuato sul sito ove insiste l’A14 deve necessariamente confrontarsi con quanto evidenziato dal Pai riguardo al rischio idrogeologico e pertanto riteniamo che alla luce di quanto emerso la realizzazione della terza corsia sia impossibile.
Condividiamo che il problema idrogeologico è diffuso e che comunque va tenuto presente per qualsiasi tipo di soluzione alternativa si prendesse in considerazione. Osserviamo parimenti che dalla mappatura del Pai si rileva una particolare criticità sulla costa e che è possibile trovare soluzioni per il governo di tale rischio relativamente alla bretella arretrata da Porto Sant’Elpidio a Teramo da noi proposta. Concludiamo con un appello: la situazione sull’A14 nelle Marche sud è drammatica non solo per i 10 anni di lavori di manutenzione che sono ancora in corso, ma per una pericolosità strutturale di questo tratto che per incidenti, lavori o possibili frane, costituisce un gravissimo pregiudizio a tutta la dorsale adriatica.
Non possiamo perdere altro tempo, occorre in questa fase studiare un’alternativa progettuale risolutiva, come potrebbe essere la bretella autostradale arretrata da Porto Sant’Elpidio a Teramo che si aggiunge al tratto dell’A14 nelle Marche sud. Avrebbe il pregio di creare un’alternativa di transito nel caso se ne bloccasse una per incidenti, lavori o eventi meteorologici, nonché di spalmare il traffico su due arterie rendendole così entrambe più sicure.
Invitiamo ad unirsi alla nostra richiesta al Governo affinché venga redatto al più presto lo studio di fattibilità della bretella arretrata da Porto Sant’Elpidio a Teramo».
















