Una giornata all’insegna della riconoscenza, del senso civico e della celebrazione del merito. Nella suggestiva cornice della Sala Consiliare della Provincia di Fermo, si è svolta ieri pomeriggio la cerimonia ufficiale di consegna degli Attestati di Benemerenza ai Maestri del Lavoro del territorio fermano, già insigniti dal Presidente della Repubblica della prestigiosa Stella al Merito del Lavoro per l’esemplare e pluriennale carriera svolta come lavoratori dipendenti.

Un appuntamento denso di significato che ha visto riuniti i vertici istituzionali del territorio, uniti nel rendere omaggio a figure che  con silenziosa dedizione e rettitudine, hanno contribuito in modo determinante alla crescita del tessuto economico e sociale della provincia.

Il momento centrale dell’evento è culminato con la consegna degli attestati ai quattro lavoratori che hanno saputo distinguersi, ciascuno nel proprio ambito di competenza, per perizia, laboriosità e condotta morale: Sandra Scipioni (50 & Più Enasco Fermo), Gianluca Piergallini (Inas Cils Fermo), Rossano Pietracci (KOS Care S.r.l.), Giuliano Pistonesi (Ditta Violoni S.r.l.)

Accolti dal caloroso applauso della sala e dalla commozione dei familiari presenti, i quattro neo-decorati hanno posato per la tradizionale foto di rito insieme a tutte le autorità. Una testimonianza tangibile di come la dedizione al proprio dovere rappresenti il più saldo punto di riferimento per il futuro della comunità fermana.

Ad aprire la serie degli interventi è stato il Presidente della Provincia di Fermo, Michele Ortenzi, che ha voluto soffermarsi sull’etimologia e sul valore profondo della parola: «Il termine “magister”, maestro, racchiude in sé l’idea di chi sa fare e sa guidare. Voi premiati siete l’espressione più nobile di questa maestria quotidiana, maturata giorno dopo giorno nei luoghi di lavoro».

Parole a cui hanno fatto eco le riflessioni del Prefetto di Fermo, Edoardo D’Alascio, che ha posto l’accento sulla dimensione etica del riconoscimento richiamando il motto latino e pluribus unum (fra molti, uno): «I Maestri del Lavoro rappresentano fari e punti di riferimento per l’intera comunità. Le loro storie non sono solo traguardi personali, ma testimonianze vive ed esempi indispensabili per trasmettere alle nuove generazioni la cultura del sacrificio, dell’onestà e del senso del dovere».

A delineare il valore civico della categoria è stato il Console provinciale Giorgio Fiori, che ha ricordato con orgoglio la consistenza e la vivacità del Consolato, nel fermano forte di ben 167 Maestri del Lavoro, una realtà che si distingue per una costante e preziosa funzione sociale a supporto delle scuole e della collettività.

Sul significato più intimo della professione si è espresso anche il Presidente del Consiglio Comunale di Fermo, Giulio Pascali: «Questo è un momento di alto valore morale, che premia l’impegno e la serietà dei nostri concittadini e ci ricorda il senso più intrinseco del lavoro, quale motore di dignità e realizzazione personale».

A rappresentare i territori di origine e le realtà produttive locali sono intervenuti due sindaci della provincia. Il primo cittadino di Monte Urano, Andrea Leoni, ha sottolineato il ruolo fondamentale di queste figure in una terra a forte vocazione manifatturiera: «Oggi più che mai abbiamo bisogno di certezze  e i nostri premiati ne sono la prova tangibile. La nostra comunità vanta una grande storia d’impresa che si fonda proprio sulla qualità e sulla lealtà di lavoratori come loro». Dello stesso tenore l’intervento del sindaco di Altidona, Giuliana Porrà, che ha rimarcato come queste storie incarnino «un autentico senso di appartenenza, di unità e di rispetto per il valore del lavoro, pilastri senza i quali nessuna comunità può guardare con fiducia al futuro».

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