La gestione del Patrimonio Comunale di Porto San Giorgio è finito sotto la lente del gruppo “Porto San Giorgio Città Aperta”

A tal proposito, riceviamo e pubblichiamo la risposta dell’assessore Fabio Senzacqua, che fa il punto della situazione.

«Il patrimonio comunale finisce sotto la lente delle forze politiche che si stanno svegliando in vista della campagna elettorale, ma da assessore al Patrimonio debbo stigmatizzare la narrazione social di chi sta bollando le chiusure di locali pubblici e privati per dimostrare che Porto San Giorgio si sta spegnendo e mi dispiace dover tirare in ballo il passato. Se oggi ci sono situazioni che richiedono tempo per essere risolte è anche perché abbiamo ereditato un patrimonio in una situazione che dire approssimativa è un eufemismo. Contratti mancanti, polizze fideiussorie assenti e canoni arretrati di anni ed anni che pesano nelle casse comunali. Prima di scattare fotografie e sollevare polemiche, bisognerebbe conoscere le condizioni reali di ogni singolo bene pubblico quelli di ‘Porto San Giorgio Città Aperta’ sanno che diversi beni pubblici sono stati realizzati su terreni ancora di proprietà privata? E che per intervenire con bandi pubblici è necessario affrontare la questione dell’acquisizione che necessita? E’ il caso del Tentacolo, come del palasport e del stadio nuovo. Chi in passato ha dato in gestione beni non in regola ha commesso un errore. Quando ci siamo insediati abbiamo trovato un patrimonio nelle mani di società e associazioni con contratti scaduti e canoni non solo non pagati ma anche non sollecitati. E’ quanto accaduto, ad esempio, per l’ex scuola di via Marsala: abbiamo lavorato per regolarizzare le posizioni e recuperate gran parte delle somme dovute. Un lavoro meno appariscente di una dichiarazione politica, ma fondamentale per rimettere ordine nella gestione. Prendo ad esempio il Giardino d’estate e il ristorante il Faro: sono stati utilizzati due pesi e due misure dall’opposizione e dai suoi follower. Intransigenti sul Giardino d’estate, nonostante fosse l’unica concessione con fideiussione a garanzia che è stata escussa, indulgenti sul ristorante Il Farò che per anni e anni non ha versato canoni accumulando 90 mila euro di debito e senza una polizza di copertura. Perché l’ex sindaco, che aveva la delega al patrimonio, non ha regolarizzato la posizione e richiesto la polizza a garanzia? Perché non sono state avviate le procedure di recupero di quelle somme? Interrogativi ai quali sarebbe opportuna una risposta dell’opposizione Pd di oggi, così i futuri alleati potranno sapere come hanno gestito e tutelato i beni pubblici. E’ lo stesso modus operandi della concessione porto turistico che ha impegnato gli uffici fin dall’inizio del mandato, condizionandone l’attività con ritardi sui bandi. E’ facile, per chi si prepara alla prossima competizione elettorale, fotografare l’ex Tentacolo e chiedere perché non sia ancora stato messo a bando. Più difficile è conoscere e spiegare le problematiche strutturali. Questioni che non si possono ignorare e che devono essere affrontate prima di procedere. Si può pretendere di mettere a bando un bene senza che il Comune ne abbia la piena disponibilità? Comunque le forze di sinistra possono stare tranquille: nei primi mesi del 2027, una volta regolarizzati e messi a norma gli atti relativi alla proprietà, procederemo con i bandi perché l’obiettivo dichiarato dall’amministrazione Vesprini è quello di rendere il patrimonio comunale una risorsa capace di produrre valore e garantire una gestione efficace. Vogliamo che i beni pubblici siano valorizzati, utilizzati e messi nelle condizioni di generare opportunità per nuovi e, magari, giovani operatori. Ma amministrare significa anche rispettare le procedure, risolvere le questioni irrisolte e garantire che ogni concessione parta da presupposti solidi. I bandi non si fanno per inseguire una polemica politica ma quando il Comune è nelle condizioni giuridiche di farli, nell’interesse della città e dei cittadini».

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