«Il Consiglio regionale ha scelto di riunirsi qui, nel cuore dell’Appennino, in uno dei luoghi che hanno vissuto sulla propria pelle la violenza del sisma. È una scelta che parla di vicinanza, di ascolto e di responsabilità. Essere qui non è un semplice atto di cortesia istituzionale ma la dimostrazione che la Regione non ha dimenticato questi borghi ed è rimasta a loro fianco».

Queste le prime dichiarazioni della consigliera regionale Milena Sebastiani, intervenuta nel corso della seduta aperta del Consiglio Regionale, tenutasi oggi a Mucci a dieci anni dal terremoto. 

«Dieci anni sono un tempo lunghissimo. Un tempo infinito per chi ha perso la propria casa, per chi ha visto crollare in pochi secondi i sacrifici di una vita, per chi ha dovuto reinventare la propria quotidianità. A queste persone, alla straordinaria dignità e resilienza del popolo dell’entroterra marchigiano, va oggi il nostro primo e più profondo pensiero – ha sottolineato la consigliera – Il terremoto ha colpito le case, le chiese, le scuole, le strade. Ha ferito luoghi che custodivano ricordi, affetti, abitudini e sacrifici di intere generazioni. Ma ha anche costretto tante persone a lasciare il proprio paese, il proprio quartiere, la casa nella quale erano cresciute e nella quale avevano immaginato di trascorrere il futuro. Per chi ha vissuto tutto questo, dieci anni non sono una ricorrenza astratta. Sono dieci anni di attesa, di difficoltà, di cambiamenti spesso imposti e non scelti. Sono anni nei quali molte famiglie hanno dovuto reinventare la propria quotidianità, mentre continuavano a chiedersi quando sarebbero potute tornare a casa».

«Come esponente del gruppo ‘I marchigiani’ e di questa maggioranza, sento però il dovere di andare oltre la commozione. Per troppo tempo la politica ha guardato a queste aree ferite come a un problema da arginare o, peggio, come a dei musei della memoria a cielo aperto: luoghi da visitare per le commemorazioni, ma destinati a un malinconico abbandono nel resto dell’anno. Questo governo regionale ha voluto e saputo cambiare punto di vista. Ha smesso di compatire le aree interne e ha iniziato a considerarle il cuore pulsante della nostra regione. In questi dieci anni la ricostruzione ha attraversato fasi diverse. Ci sono stati ritardi, procedure complesse, difficoltà che hanno pesato sulle famiglie e sulle amministrazioni. Sarebbe ingiusto dimenticarlo, soprattutto nei confronti di chi quelle difficoltà le ha vissute ogni giorno».

Milena Sebastiani

«Negli ultimi anni, grazie al lavoro del Governo, del Commissario alla ricostruzione, della Regione, degli uffici speciali e dei Comuni, dei professionisti e delle imprese, molti interventi sono avanzati e tanti cantieri sono stati completati. Oggi la vera sfida che abbiamo davanti, a dieci anni da quel dramma, è la ricostruzione economica e sociale. La sfida che abbiamo davanti non riguarda solo gli edifici. Ricostruire significa permettere a una comunità di ritrovarsi, di vivere e di guardare avanti. Una casa che torna agibile è un traguardo fondamentale. Ma attorno a quella casa devono esserci servizi, lavoro, occasioni di incontro e prospettive per le nuove generazioni. Dobbiamo continuare a investire nella sanità territoriale, affinché le persone, soprattutto gli anziani e chi vive nei centri più piccoli, possano trovare risposte accessibili, vicine e immediate, come fatto con la ricostruzione dell’ospedale di Amandola. Dobbiamo migliorare i collegamenti, la viabilità e le infrastrutture digitali, perché oggi la possibilità di studiare, lavorare e fare impresa dipende anche dalla capacità di un territorio di essere connesso. E dobbiamo accompagnare le attività economiche: le imprese artigiane, l’agricoltura, il commercio, la ristorazione, il turismo, le piccole attività di famiglia che rappresentano il tessuto vivo dei nostri borghi. Un negozio che riapre, un laboratorio che continua a lavorare, un giovane che decide di avviare un’impresa nel proprio paese sono segnali di rinascita che hanno un valore per tutta la comunità. Il Governatore ha sempre considerato l’entroterra e l’Appennino una parte essenziale del progetto di sviluppo della nostra Regione. Sappiamo che se muore l’Appennino, muoiono le Marche e non possiamo permetterlo».

Riguardo le recenti indagini della magistratura sulla ricostruzione, la Sebastiani ha espresso il suo sostegno al Governatore, Francesco Acquaroli e all’operato dell’amministrazione regionale. «Le recenti notizie sulle indagini che riguardano la ricostruzione impongono a tutti un’assunzione di responsabilità. Mi sento di rivolgere il mio pieno e sincero sostegno al presidente Acquaroli. Allo stesso tempo ho fiducia nel lavoro dei magistrati e delle forze dell’ordine, i quali stanno lavorando per ricostruire la verità dei fatti. A tal proposito credo nella legge e nello stato di diritto, meno a chi punta semplicemente il dito per pura propaganda. Ai giudici spetterà il compito di giudicare, a noi quello di tutelare le tante famiglie che devono ancora rientrare nelle proprie case o che stanno cercando di rilanciare le proprie attività dopo le ferite del terremoto. Dobbiamo tutelare anche gli operai, gli artigiani ed i professionisti onesti impegnati nella ricostruzione, che rischiano di perdere il proprio posto di lavoro».

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