Fratture multiple e la necessità d’intervento chirurgico. Purtroppo oltre lo shock, le due donne che si sono trovate coinvolte nel fattaccio di via Elpidiense, hanno riportato anche lesioni fisiche. Ad aver la peggio la donna alla guida, per lei fratture ad entrambe le braccia e qualche costola. Per gli arti si renderà necessario il passaggio in sala operatoria sotto i ferri. Se l’è cavata meglio, si fa per dire, la donna sul lato passeggero, per lei una costola incrinata e la dimissione dal Murri prevista per oggi dopo la notte passata in osservazione.

Le due viaggiavano a bordo della Fiat Punto che percorreva la strada in direzione del quartiere Cretarola. Centrate in curva, sul lato guidatore frontale, dall’auto che stando alle prime ricostruzioni avrebbe speronato al termine di un inseguimento la Renault Clio sui cui viaggiavano tre persone. Dall’urban suv nero sarebbe poi sceso un uomo (ripreso con lo smartphone da uno dei tre passeggeri speronati), avrebbe imbracciato un tubolare per fuochi pirotecnici e sparato petardi e mattoni verso la stessa vettura speronata. Una ricostruzione che, bene rimarcarlo, è tutta da accertare e su questo stanno lavorando gli investigatori delle forze dell’ordine.

Una scena da film, che sembra collegata a quanto era avvenuto nemmeno ventiquattr’ore prima, sulla strada statale adriatica: coinvolte sempre due fazioni, cittadini nordafricani, muniti di colpi pirotecnici utilizzati per offendere. E prima ancora all’aggressione di giovedì sera in via Trieste. Allora ora la domanda sorge spontanea: cosa c’è dietro a tutto questo? I fatti sono collegati? A loro volta, si collegano all’episodio di sangue avvenuto, si diceva, a nord della città? Tutte domande su cui indagano gli inquirenti.

Nel frattempo il malcontento serpeggia dagli uffici istituzionali ai cittadini, stanchi di trovarsi nel mezzo di una (micro?) criminalità che sempre più guarda alla macro nel mercato dello spaccio di stupefacenti e non solo. Stasera occasione di confronto, e altro non potrebbe essere, sarà il consiglio comunale della città. Tra i punti più attesi, quello che all’ordine del giorno si discuterà per ultimo, e portato in aula consiliare da Paolo Petrini: “Istituzione di un presidio fisso della Polizia Locale nel quartiere Faleriense. Rafforzamento della presenza istituzionale della sicurezza urbana e del controllo del territorio”. Argomento mai caldo come ora.

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