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A Cerolini sequestrato
un impero da 21 milioni di euro

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Giuseppe Cerolini questa mattina alla caserma della Finanza

Giuseppe Cerolini questa mattina alla caserma della Finanza di Macerata

 

di Gianluca Ginella

Un piccolo impero economico che va dalla ristorazione, ai distributori di carburante, e di cui fanno parte anche un centro estetico e un negozio di calzature. Il patron della Civitanovese, Giuseppe Cerolini, attraverso tre società a lui riconducibili, ha interessi in diverse province e in molteplici settori. Aziende che nel corso delle indagini della Guardia di finanza sono state via via sottoposte a sequestri preventivi (in sostanza sono sempre rimaste aperte ma gestite da un consulente nominato dal giudice). Indagini che sono cominciate da tempo sul conto di Cerolini, condotte dal procuratore Giovanni Giorgio e dal sostituto Enrico Riccioni. Questa mattina l’ultimo atto (almeno per il momento) con l’arresto del patron della Civitanovese e di un suo collaboratore, il 66enne Giovanni Aldo Mellino (leggi l’articolo). Il rischio, secondo il gip Domenico Potetti che ha firmato le due ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico (che i due indagati hanno acconsentito di indossare), era che potessero essere commessi altri illeciti.

Il colonnello Amedeo Gravina

Il colonnello Amedeo Gravina

Questo alla luce di quanto fin qui accertato dai finanzieri: almeno cinque anni di frodi fiscali, pianificate e organizzate. Questo sostengono gli investigatori.

E a capo di tutta l’organizzazione ci sarebbe il patron della Civitanovese. Nonostante le indagini già aperte sul suo conto e in merito alle quali Cerolini ha sempre ribadito di essere estraneo alle contestazioni, insieme a Mellino avrebbe continuato ad evadere le imposte. In questo caso lo avrebbe fatto aprendo (Mellino) una azienda in Bulgaria, la Adzhi Em-Eood. A questa due società riconducibili a Cerolini la Effemme srl e la Meg srl avrebbero emesso fatture per 410mila euro senza pagare l’Iva. «Qui ci troviamo di fronte ad una criminalità economica allo stato puro – ha detto il comandante provinciale della Guardia di finanza, Amedeo Gravina –. Qui siamo all’arroganza pura perché si è continuato nel comportamento illecito anche dopo i sequestri e le indagini».

Sequestri cominciati lo scorso gennaio quando le Fiamme gialle, su input della procura, hanno dato esecuzione ad una ordinanza del gip che ha disposto sequestri per 13 milioni di euro. A marzo, altri 8 milioni di euro erano stati sequestrati per una presunta evasione fiscale. Le società che facevano riferimento alle aziende di Cerolini erano diverse. Una di queste è la Effemme srl, questa società gestiva 5 distributori di carburante: un Total Erg a Falconara (sulla via Flaminia), un Reteitalia a Chieti, un Total Erg a Porto San Giorgio, in via Costa, un Ip a Grottazzolina, in via Stazione, un distributore Total Erg a Bagnacavallo.

Il Lido a Civitanova

Il Lido a Civitanova

Poi il ristorante Nero di sole, a Porto Sant’Elpidio, il centro estetico Estetica 54 a Civitanova, il bar Da Checco al Deep, a Porto Recanati, e il ristorante Deep Blu, sempre a Porto Recanati. La Cerolini srl ha invece visto i sequestri di un negozio di calzature (Cerolini 1967) a Firenze, in piazza Pitti, il bar Piccolo Aragno di Porto Sant’Elpidio, la macelleria Recchi, a Civitanova, la pizzeria La Cittadella, di Civitanova, il ristorante Trattoria Assunta, a Civitanova, il ristorante Conte De Vico, a Civitanova, il ristorante Annibal Caro, a Civitanova, il bar gelateria Lido Cluana, a Civitanova, il Caffè Venanzetti, a Macerata (recentemente lo storico locale si è svincolato dalla gestione Cerolini), il bar del Teatro, a Civitanova Alta. Infine la società Cerolini gestione e commercio srl gestiva il ristorante Lido Cluana, anche questo sequestrato nel corso delle indagini.

Il Caffè Venanzetti

Il Caffè Venanzetti

Ognuno dei locali si intende gestito e posto sotto sequestro al momento delle indagini. Cerolini è finito in manette questa mattina all’alba relativamente ad una indagine su di una presunta maxi evasione fiscale che sarebbe stata perpetrata attraverso una società bulgara. Nessuna dichiarazione, al momento dai legali di Cerolini.

 

 


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