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La perizia dei Ris: dna ignoto sul paletto oltre quello di Mancini,
nessuna traccia di Emmanuel

martedì 27 settembre 2016 - Ore 16:32
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aggressione fermo

Gli attimi successivi allo scontro tra Mancini ed Emmanuel

di Paolo Paoletti

Un documento di 388 pagine in cui i carabinieri del Reparto investigazioni scientifiche di Roma hanno ricostruito ogni minimo dettaglio scientifico e biologico sugli oggetti rinvenuti nel luogo dove Emmanuel ha perso la vita e sugli indumenti indossati dai protagonisti della vicenda. Grafici, valutazioni tecniche, tutto esaminato senza tralasciare neanche un dettaglio. Esiti della perizia che i legali di entrambe le parti stanno studiando in queste ore. Risultati che sono arrivati in Procura a Fermo nella giornata di venerdì e che sono tutt’ora al vaglio del pm Mirko Monti.

emmanuel_fermo (1)Alcune notizie erano già trapelate nei giorni scorsi (leggi l’articolo), ma oggi è arrivata l’ufficialità, con alcune novità. Secondo il fascicolo del Ris, sul palo della segnaletica è escluso che ci siano impronte o tracce del dna di Emmanuel Chidi Namdi. C’è invece la presenza certa di tracce di Amedeo Mancini, più esattamente in tre punti  del segnala stradale sulla base e sull’impugnatura. Viene inoltre rilevata la presenza di una scalfitura sulla parte della segnaletica che ha battuto a terra. Oltre a quello di Mancini è risultato esserci anche, su due punti del segnale stradale, in maniera residuale, il dna di un terzo soggetto ignoto. Non sono presenti invece le tracce del vigile urbano che, arrivato sul posto, ha dichiarato di aver spostato il segnale stradale. Ad essere esaminata anche la maglietta indossata da Emmanuel che presenta tracce di sangue e quindi di dna sia dello stesso Emmanuel che di Amedeo Mancini, questo dovuto probabilmente alla colluttazione tra i due.

Una perizia che solleva una serie di interrogativi sulla ricostruzione dei fatti. Secondo i testimoni sarebbe stato Emmanuel a colpire Mancini con il segnale stradale, a seguito dell’insulto razzista rivolto a Chinyere, tesi che, dopo la perizia dei Ris, viene rimessa in discussione. C’è però l’assenza di tracce anche del dna del vigile urbano che ha dichiarato di aver toccato e spostato il paletto. Da qui le ipotesi. Nodi che il Pm Monti la Procura di Fermo dovranno sciogliere.  Il gesto di spostare il paletto da parte del vigile comporta una presa differente, molto più leggera, rispetto ad un’impugnatura usata per colpire qualcuno come avrebbe fatto Emmanuel. Considerando dunque che il peso del segnale è di 15 chili, l’assenza d’impronte del vigile, di fatto, non andrebbe a mettere in dubbio l’assenza del dna di Emmanuel che, nell’ipotesi in cui avrebbe colpito Mancini, avrebbe usato sicuramente una presa differente e ben diversa dal vigile urbano.  Dal fronte opposto però si sollevano altre domande. La presenza del dna di Mancini alla base del segnale potrebbe essere giustificata dal fatto che sia stato proprio lui ad essere colpito dal paletto? Se Emmanuel fosse stato colpito avrebbe lasciato tracce evidenti del suo dna. E ancora. Di chi è il dna del terzo sconosciuto che è stato rinvenuto sul paletto? La strada verso una soluzione del caso è ancora lunga. Intanto alla luce di questi ultimi sviluppo anche nel mondo politico fermano si è riacceso un dibattito quanto mai caldo.

 

 


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