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Olimpiadi, le medaglie
orgoglio delle Marche

GIOCHI DI RIO - Il presidente del Coni regionale Peschini tira le somme della spedizione brasiliana. "Soddisfatto dei risultati ottenuti, ci confermiano una terra dove la cultura sportiva è solida e radicata. È così che nascono e crescono i nostri campioni”
mercoledì 28 settembre 2016 - Ore 12:19
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Assunta Legnante

Assunta Legnante

 

Con il ritorno a casa degli atleti paralimpici si chiude il capitolo Rio ed il quadriennio che ha portato ai Giochi del 2016. Un’avventura che ha regalato emozioni, quattro medaglie ed importanti successi alle Marche. A fare un bilancio complessivo, il presidente del Coni Marche, Germano Peschini, soddisfatto dei risultati degli atleti marchigiani. “Ci hanno resi orgogliosi ed hanno fatto onore a questo territorio, portandone alti i colori. A loro va il nostro grazie”, commenta Peschini.  L’esperienza di Rio 2016 si chiude per le Marche con quattro medaglie. Tre argenti conquistati alle Olimpiadi: quello nel fioretto femminile di Elisa di Francisca, quello nella pallanuoto femminile di Francesca Pomeri, quello nella pallavolo maschile del capitano della nazionale Emanuele Birarelli. E poi c’è l’oro di Assunta Legnante nel getto del peso alle Paralimpiadi, il secondo dopo quello vinto quattro anni fa a Londra.
Il ringraziamento del presidente Peschini va anche a chi non è riuscito a conquistare una medaglia, ma ha dato grande prova di sé sui campi di gara del Brasile e di ciò che lo sport marchigiano sa esprimere. A Martina Centofanti, che per un soffio non è riuscita a conquistare il podio nella ginnastica ritmica con la sua squadra delle Farfalle, arrivata quarta. A Simone Ruffini, quinto nel nuoto di fondo. A Massimo Fabbrizi, sesto nel tiro a volo. Un grazie anche a Giorgio Farroni, che pur non essendo al massimo della sua forma fisica si è comunque piazzato quinto nel ciclismo su strada alle Paralimpiadi e Ruud Koutiki, il più giovane atleta marchigiano ai Giochi paralimpici di Rio, settimo alla finale dei 100 metri.

Giampaolo Medei con la medaglia d'argento al collo

Giampaolo Medei con la medaglia d’argento al collo

“Della grande squadra degli atleti marchigiani non vanno poi dimenticati i tecnici ed i medici – sottolinea Peschini – tra i migliori in ambito internazionale, che, come sempre, hanno dato un contributo fondamentale al successo dei nostri campioni, ed hanno tenuto alti i colori della regione”. Si parla di Giovanna Trillini, già campionessa olimpionica, allenatrice della fiorettista Di Francisca e Annalisa Coltorti, sempre del team Di Francisca. Ma anche del medico dell’Italvolley Piero Benelli e poi di Fabrizio Pasquali, arbitro di pallavolo. E ancora Gianlorenzo Blengini, allenatore della nazionale di pallavolo e Giampaolo Medei suo vice, Piero Fenati, giudice di gara del tiro a segno, Don Mario Lusek, assistente religioso della nazionale italiana, Matteo Carancini, scout man del volley e Veronica Pesaresi del Coni-delegazione Cip, Massimo Pistoni, allenatore di Assunta Legnante.
“Un pensiero ed un saluto – riprende Peschini – vanno anche a Stefano Cerioni, coach jesino di fioretto, allenatore dell’atleta russa Inna Deriglazova, che purtroppo ha strappato l’oro in finale alla nostra Elisa Di Francisca”. Conclude Peschini: “Non possiamo, dunque, che essere orgogliosi dei nostri atleti e dei nostri tecnici. Le Marche si confermano un territorio sportivo molto fertile, dove nascono e si formano grandi campioni, ma anche dove è presente una buona cultura sportiva, che si diffonde partendo dallo sport di base. È, infatti, solo avendo radici salde e forti che si può arrivare in alto”.
Conclusa l’avventura di Rio, ora si apre il nuovo quadriennio olimpico. Si guarda già a Tokio 2020 dove, insieme agli altri campioni, è atteso anche Gianmarco Tamberi.


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