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Amedeo Maisto, dalla Campania al Fermano al passo del maratoneta

Italia ed Europa, ma nella lunga carriera del podista non mancano partecipazioni ad importanti kermesse persino oltre continente. E non è finita qui
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Amedeo Maisto impegnato sulla Muraglia Cinese

FALERONE – Dall’età di 8 anni è impegnato a coltivare la sua grande passione: la corsa. Oggi, che di lustri ne ha qualche in più, tra un massaggio e un altro nel suo studio di fisioterapia continua a rendere onore alla lunga personale carriera. Amedeo Maisto, nato a Pompei nel 1974, si è trasferito nel 1995 dalla città di residenza Torre Annunziata a Falerone.

Due anni prima aveva però esordito nella Nazionale Militare di Atletica leggera arrivando niente meno che secondo alla 120 Km del Belgio. Nelle Marche si disimpegna dapprima in tante gare con società locali, collezionando ottimi piazzamenti, poi le sue performance salgono ancora di tono nel 2004, precisamente con i campionati italiani di gara su strada in salita a Spoleto.

Nel 2010 però lamenta un  serio infortunio: la rottura del tendine di Achille. L’operazione e le conseguenti lunghe terapie sono concomitanti ad una nuova sfida lanciata ad un amico che, con un’amara prospettiva, lo vedeva definitivamente fuori dai giochi. La provocazione stimola Amedeo che non fa sconti, ed eccolo perciò  partecipare  vivo e vegeto a New York, nella maratona nel 2013 con tanto di ottimo piazzamento. Il triste presagio è dunque più che smentito.

Nel  Novembre 2015 si replica con la maratona di Atene, la patria della corsa di Filippide, poi è un crescendo fino a maggio di quest’anno, con la The Great Walk Marathon of Cina. La corsa sulla muraglia cinese lo vede terzo assoluto nella categoria over 40.

A novembre è previsto il ritorno ad Atene, in agenda a dicembre sono piazzate le competizioni in Trentino, ad Aprile del prossimo anno Vienna, agosto 2017 Helsinki e nell’ottobre che verrà di li a poco niente meno che la sfacchinata del circolo polare artico, in Groenlandia, di 63 km in 2 giorni. Ci sarà poi la tappa in Sud Africa. Un calendario ad altra frequenza dunque, con mete suggestive che Amedeo vivrà tutte d’un fiato.

Nel suo lungo curriculum anche le gare in Francia, Germania, Belgio, Turchia ed Ungheria. “Per me correre è una sorta di terapia, di liberazione dalla tossine frutto dello stress del lavoro e della quotidianità – commenta il maratoneta di origini campane da anni residente nel fermano – Come mi fu detto in passato, non esiste la strada per la felicità me è la strada stessa la felicità. Sono stato un po’ come l’Araba Fenice, risorta dalla sue ceneri: la metafora si lega all’episodio dell’infortunio al tendine di Achille, momento in cui tutti mi davano per finito. Finché in me ci sarà la forza in grado di spingere il fisico e di far reggere le gambe, cercherò di onorare l’amore per il podismo che ho sempre avuto in me. Il ricco calendario di appuntamenti presi su scala internazionale ne è la prova”.

Paolo Gaudenzi


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