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500 euro a famiglia per ospitare un rifugiato:
progetto Sprar per 32 richiedenti asilo

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sprar

di Alessandro Giacopetti

Il progetto intitolato Era Domani, organizzato dallo SPRAR è una risorsa per il territorio cittadino”, a dirlo è Mirco Giampieri, assessore ai Servizi Sociali del Comune di Fermo riferendosi al sistema di accoglienza e integrazione finanziato dal Ministero dell’Interno, che coinvolgerà 32 richiedenti asilo, 18 uomini adulti e 10 donne, oltre a 2 nuclei monoparentali con un paio di minori al loro interno. Dopo una prima fase di circa 6 mesi all’interno di appartamenti presi in affitto in alcune zone di Fermo i 32 si sposteranno all’interno di famiglie residenti nel capoluogo, per un tempo variabile da 6 a 9 mesi.
Alessandro Fulimeni, responsabile progetti dell’Agenzia RES ha sottolineato come sia “Estremamente importante che il Comune di Fermo aderisca alla rete messa in piedi dallo SPRAR al fine di promuovere la cultura dell’accoglienza in tempi così difficili. Il riferimento è alle chiusure verso i migranti che vediamo attualmente in alcuni paesi d’Europa. Si tratta di accoglienza reale. Lo SPRAR ha un’esperienza maturata da altri progetti con i rifugiati. Questo è il quinto che organizziamo. E’ importante perché non fa assistenzialismo e vuole dotare i beneficiari dell’autonomia e dell’inclusione sociale e lavorativa di cui hanno bisogno”.
sprarE’ un progetto specifico che evita le grandi concentrazioni di persone in un unico ambiente perché prevede l’inserimento dei 32 soggetti all’interno di famiglie selezionate. Sarà l’Ufficio Servizi Sociali del Comune a valutare i motivi che spingono i componenti delle famiglie a voler accogliere il rifugiato, considerando anche altri parametri come la possibilità per il soggetto di avere un proprio spazio all’interno della casa. Le famiglie avranno 500 euro a copertura costi di vitto e alloggio. Anche i richiedenti asilo inseriti nel progetto sono selezionati e valutati a seconda delle loro storie personali, del background e delle attitudini. Devono avere un percorso di inserimento lavorativo e saper parlare la lingua italiana. Firmano un contratto che ad esempio proibisce l’accattonaggio; inoltre non possono rifiutare il percorso di integrazione previsto.
E’ Maria Iolanda Dezi dell’equipe di lavoro a spiegare che “Vogliamo accompagnare i soggetti coinvolti in un percorso lavorativo e sociale. Gli utenti, dopo il progetto, dovranno essere autonomi e fruire dei servizi che il territorio offre, ad esempio mezzi pubblici e servizi sanitari, ma anche appuntamenti e luoghi culturali. Cerchiamo di costruire spazi comuni di confronto e dialogo: per questo alcuni rifugiati stanno frequentando il corso Il Senso del Partire, organizzato dall’Associazione Missionaria Aloe, quale opportunità di inserimento a Fermo”. Lo SPRAR ha aderito al Tavolo per la legalità e al Forum nazionale sull’Agricoltura sociale sul quale verrà organizzato presto un corso relativo proprio all’agricoltura sociale.
Marco Milozzi, altro componente della squadra che porta avanti il progetto ha sottolineato che “Il lavoro di inserimento sociale deve permettere alle persone che ne escono di muoversi in autonomia. Quindi al centro del progetto, personalizzato per ciascuno, c’è la persona con i suoi obiettivi. Inoltre stiamo lavorando sulla comunicazione dell’attività. Abbiamo fatto 4 incontri nei quartieri per far capire il progetto. Fondamentali due cose – secondo Milozzi: l’inserimento nella scuola attraverso la formazione e l’accompagnamento nella conoscenza della lingua italiana con insegnanti volontari; l’inserimento al lavoro attraverso tirocini formativi per una sorta di avviamento”.
Francesco Trasatti, vicesindaco e assessore alla Cultura e Turismo ha affermato che è “Impossibile immaginare uno stop dei flussi migratori verso l’Italia e soprattutto dei richiedenti asilo che fuggono da guerre e situazioni di disagio. Importante è come lo stato e gli enti mettono in campo strumenti e modalità di accoglienza in modo concreto, chiaro e lucido. E’ la prima volta – ha sottolineato il vicesindaco Francesco Trasatti – che il Comune di Fermo aderisce al sistema di accoglienza rifugiati, scelta che si sposa con una serie di misure: ad esempio presto a Fermo ci saranno tre giorni di incontri sul binomio arte e e integrazione con partecipanti da tutta Italia. Si svolgerà inoltre un ciclo di incontri con le scuole sempre sul tema dell’integrazione”.


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