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I bambini della scuola dell’infanzia dell’Isc “U.Betti” protagonisti grazie al metodo Reggio Children

FERMO - Il famoso “metodo Reggio”, citato dalla rivista statunitense Newsweek, è considerato tra i 10 migliori metodi educativi esistenti
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metodo-reggio-asiloFormazione, Innovazione e Condivisione. Sono queste le principali aree di interesse e impegno dell’ ISC “U.Betti” di Fermo. La formazione dei docenti dell’Istituto, negli ultimi anni, ha visto indirizzarsi verso l’innovazione nella ricerca educativa. In particolare, le docenti della scuola d’infanzia, da sempre impegnate nelle buone pratiche e alla ricerca di nuovi metodi di apprendimento, credono nel ruolo attivo del bambino, portatore e “costruttore” di un’intelligenza propria. Questa ricerca le ha condotte direttamente a Reggio Emilia, esattamente presso il Centro Internazionale “Loris Malaguzzi” Reggio Children. Nasce qui il famoso “metodo Reggio”, citato dalla rivista statunitense Newsweek che lo considera tra i 10 migliori metodi educativi esistenti. Padre di questo metodo è la mente luminare del pedagogista Loris Malaguzzi che durante il secondo dopoguerra, dedicò la sua vita allo sviluppo e alla realizzazione del progetto.
La visita presso il centro ha permesso alle docenti di vedere l’organizzazione degli spazi e delle attività adottate dalle scuole d’infanzia di Reggio Emilia. Il benvenuto per tutti avviene nella Piazza “Agorà”, uno spazio presente in tutte le scuole comunali della città. Hanno visitato e osservato con attenzione i prodotti realizzati dai bambini nel Museo permanente sito all’interno del Centro e che periodicamente viene allestito con nuove produzioni creative. Un altro punto di forza di questo metodo sono , quelli che Loris Malaguzzi chiama, “Atelier”, spazi privilegiati per l’esperimento dove tutta la scuola è un laboratorio per l’autoapprendimento del bambino. Ogni ambiente è organizzato tenendo presente anche questa impostazione di base e quindi dotato delle attrezzature che favoriscano la sperimentazione; importante è che ogni luogo possa essere abitato dai bambini, che devono poter accedere e usare ogni spazio – compatibilmente con le sue caratteristiche – dalla cucina alla direzione.
Da questa esperienza è scaturito l’obiettivo d’Istituto di costruire e organizzare nuovi spazi che consentano al bambino di esprimere le sue potenzialità, le sue competenze, le sue curiosità; di esplorare, ricercare da solo e con gli altri, coetanei e adulti; di sentirsi “costruttori di progetti” e del “progetto” più ampio che è quello educativo.


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