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Popsophia conquista Fermo,
è record con Philofiction

SUCCESSO - Philofiction è riuscito a portare nella cittadina marchigiana un pubblico di giorno in giorno più numeroso e più appassionato
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Il primo festival italiano dedicato alla filosofia delle serie tv, che si è svolto a Fermo dal 6 all’8 ottobre, ha raggiunto e superato le aspettative: Philofiction è riuscito a portare nella cittadina marchigiana un pubblico di giorno in giorno più numeroso e più appassionato.
Studenti, insegnanti, avvocati e curiosi provenienti da tutta Italia sono accorsi a Philofiction per partecipare a questo inedito progetto nazionale, formativo per il mondo scolastico e di aggiornamento per il mondo forense, che ha dimostrato come le serie tv possano insegnare e spiegare la filosofia, e non solo. Le tre giornate di lezioni, masterclass e workshop si sono svolte nell’Auditorium San Martino sempre gremito, dove filosofi, registi e critici televisivi hanno aperto il dibattito sulle implicazioni estetiche, filosofiche, didattiche e giuridiche delle serie tv di ultima generazione.

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Il regista, sceneggiatore e attore Luca Vecchi del collettivo The Pills, idolo di tutti gli studenti presenti all’appuntamento, ha parlato delle nuove frontiere della comicità dal web alla televisione. Tutti aspetti della realizzazione di una fiction sono stati analizzati da due professionisti del settore: la sceneggiatrice Valentina Capecci e il regista Alessandro Valori. L’eterna lotta tra crimine e giustizia nei legal drama come CSI, Bones, Perry Mason e tanti altri, è stata analizzata nella rassegna Pop Crime, realizzata in collaborazione con l’Ordine degli Avvocati di Fermo, grazie agli interventi degli avvocati Simone Emiliani, Igor Giostra, e del medico legale Mariano Cingolani. Un appuntamento inedito nell’offerta culturale di Popsophia è stato “Serial Forum”: un talk in cui gli ospiti si sono confrontati – a colpi di dialoghi e spezzoni televisivi – intorno alle fiction più amate dal pubblico. I filosofi Monia Andreani e Tommaso Ariemma hanno parlato del gioco di potere in Trono di Spade; il giornalista Salvatore Patriarca e l’avvocato Marcello Fattore hanno spiegato intrecci tra realtà e finzione di Gomorra; gli scrittori Cesare Catà e Simone Regazzoni hanno analizzato gli amori turbolenti e disperati dell’ospedale di Grey’s Anatomy.

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Philofiction si è poi concluso in grande stile con il Philoshow “Erotica Mente: la nuova educazione sentimentale da Lucio Battisti a Sex and the City”. Uno spettacolo filosofico-musicale ideato e diretto da Lucrezia Ercoli che ha realizzato un vero “scandalo” culturale accostando le canzoni romantiche di Battisti eseguite dal gruppo musicale Factory alle immagini scabrose delle quattro ragazze newyorkesi protagoniste della fiction.
Un enorme successo che ha valicato i confini regionali e che è arrivato alla stampa nazionale: il noto programma “Fahrenheit” di Rai Radio Tre ha dedicato l’apertura della puntata del 6 ottobre proprio alle serie tv, interrogando la direttrice artistica di Popsophia Lucrezia Ercoli sulla genesi del corso di formazione ispirato alla pop filosofia.
“Popsophia ama da sempre le sfide e gli accostamenti sperimentali. Possiamo dire, senza presunzione, di essere nati per questo. Quando abbiamo iniziato a contaminare filosofia e serie tv, ormai sei anni fa, i custodi del culturalmente corretto hanno gridato allo scandalo. Ma il successo di Philofiction ci ha dato ragione” ha dichiarato Lucrezia Ercoli.

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