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Antidoto contro la crisi del calzaturiero:
si prova con un tavolo comune

MONTEGRANARO - Il sindaco Ediana Mancini intervenuta al convegno voluto dal presidente della Romit Enrico Ciccola: "Noi sindaci abbiamo l'arma della pressione politica"
mercoledì 19 ottobre 2016 - Ore 20:11
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di Loredano Zengarini

Si è svolto oggi all’hotel Horizon un incontro che ha coinvolto imprenditori, politici, rappresentanze sindacali, associazioni di categoria e mondo delle università per confrontarsi sullo stato del distretto calzaturiero. Il convegno, fortemente voluto dal presidente della Romit Enrico Ciccola, ha voluto confrontarsi sui temi delle criticità del comparto con l’imprenditore che ha posto l’accento sulle difficoltà del momento che sta attraversando l’ intero settore, sulla ricaduta che avrebbe nel sociale la perdita di posti di lavoro, la necessità di coinvolgere le istituzioni sin dalla politica locale fino alla governance europea. Infine sulla necessità di pressioni nei confronti della comunità europea da parte di politica, associazioni di categoria e degli stessi imprenditori per l’ istituzione del marchio Made in Italy per il settore, quindi all’apertura di un tavolo di lavoro che coinvolga anche il mondo delle università. Infine ha palesato l’ importanza della costituzione di un rapporto di reciprocità con i paesi extracomunitari a partire dal colosso cinese attuale primo attore dell’ economia mondiale. Gridi di allarme e proposte recepiti dalla platea che ha condiviso le idee di Ciccola. Fra i partecipanti Ediana Mancini (sindaco di Montegranaro), Maurizio Di Cosmo (segretario provinciale Cgil Fermo), Andrea Gentili (sindaco di Monte San Giusto), Aronne Perugini (presidente della Provincia di Fermo), Claudio Pettinari (Pro Rettore Vicario dell’Università di Camerino) e Alfonso Cifani (segretario regionale Cisl Marche).

Ediana Mancini

Ediana Mancini

“Siamo dentro una crisi sistemica –ha detto Ediana Mancini– e le ultime fiere ci dicono che le cose non migliorano. E allora cosa chiede questa categoria alle istituzioni? Di raccogliere un grido di allarme. Noi, come sindaci, abbiamo un’arma importante, vale a dire quella della pressione politica. Siamo preoccupati, perché ci giungono voci di aziende importanti che hanno difficoltà e ci siamo chiesti tra colleghi sindaci come ci dobbiamo preparare. Siamo convinti che bisogna trovare qualcosa di nuovo, di diverso, la vera sfida è questa e c’è la necessità di fare squadra. E se oggi ha un senso la Provincia, possiamo essere noi sindaci a prendere in mano questa questione da un punto di vista politico”. In collegamento telefonico Gian Luca Gregori, docente dell’Università Politecnica delle Marche, ha posto l’attenzione sul brand del made in Italy e sulla necessità di una regolazione normativa che faccia chiarezza e crei coerenza nell’utilizzo da parte delle piccole imprese che ne vogliono fare il punto di forza e delle grandi multinazionali che ne fanno un uso improprio per motivi di convenienza pur non facendo veramente Made in Italy. Dicendo che le università marchigiane potrebbero essere per fare una mappatura della situazione utile ad un futuro intervento normativo che deve avere il pieno supporto della politica locale e delle associazioni di categoria che devono fare chiarezza sul tema. Maurizio Di Cosmo ha rimarcato la ricaduta tragica che si potrebbe avere nel prossimo futuro con la perdita degli strumenti della mobilità e della cassa integrazione con le aziende che saranno costrette a ricorrere ai licenziamenti, con le conseguenze che ci saranno nel sociale di un territorio che ha il maggior difetto nella mancanza di unità. La necessità di un’unità e di puntare in futuro su innovazione e qualità per recuperare competitività. Di tavolo comune ha parlato anche il presidente della provincia Aronne Perugini per creare una sinergia che travalichi individualismi e protagonismi, allargando la proposta anche alla vicina provincia di Macerata per creare delle priorità che siano le priorità di tutti per raggiungere gli obbiettivi comuni e fare delle scelte. Infine Alfonso Cifani ha proposto proprio la creazione di un tavolo permanente ufficiale e chiedendo un diverso atteggiamento da parte di tutti per raggiungere le giuste soluzioni anche attraverso l’ utilizzo dei fondi europei.


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