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“In viale Cavallotti
qualcosa di sconvolgente”
e il comitato scrive alla Soprintendenza

PORTO SAN GIORGIO - Franco Paci: "Ineluttabilmente violate alcune cautele a cui la Soprintendenza aveva condizionato l'intervento"
mercoledì 19 ottobre 2016 - Ore 18:55
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pista-ciclabile-viale-cavallotti

La pista ciclabile in fase di realizzazione lungo viale Cavallotti

I tutori del viale alberato che collega il centro al quartiere nord, su cui sono in corso i lavori per la realizzazione di una pista ciclabile, pomo della discordia, non mollano la presa. E dopo aver puntato l’indice, ormai da mesi e mesi, sul progetto, ora prendono carta e penna, e scrivono alla Soprintendenza: “Quello che sta avvenendo in questi giorni a Porto San Giorgio – scrive Franco Paci per conto del comitato – è qualcosa di sconvolgente. Nonostante le nostre istanze tese ad evitare la distruzione di un bene tutelato, garantito dal decreto del Ministero competente il 21 dicembre del 2012 all’esito di un’approfondita istruttoria, e di molti cittadini, l’amministrazione, forte di un parere favorevole espresso dalla Soprintendenza, ha iniziato la costruzione di una strada all’interno dei giardini storici innocentemente denominata “pista ciclabile” per accreditare verso l’opinione pubblica l’utilità dell’opera. La Soprintendenza, nell’esprimere parere favorevole, aveva comunque condizionato l’intervento all’osservanza di alcune cautele che, nella specie, risultano a nostro avviso ineluttabilmente violate. Non abbiamo notizia dei dettagli esecutivi dell’opera e delle modalità d’intervento preventivamente assentite dalla Soprintendenza” e così il comitato punta l’indice su: “Un progetto che elimina radicalmente proprio le peculiarità (disegno e materiali) poste a fondamento del provvedimento di tutela, di fatto, cancellando i connotati dell’insieme, modificando definitivamente la destinazione d’uso, consolidata in oltre cento anni di storia, mediante una gigantesca colata di cemento che sacrifica le aiuole delimitate da roccette, la vegetazione e le panchine per favorirvi l’accesso di veicoli. Chissà cosa avrebbe detto Antonio Vandone, padre del liberty torinese, progettista dei giardini storici di viale Cavallotti a Porto San Giorgio. Non resta che sperare che almeno a Rocca Tiepolo, del 13esimo secolo, non sia riservato un trattamento analogo”.

 


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