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Caso Asite, Di Ruscio contro Rossi:
“Nessuno infanghi il mio operato”

FERMO - L'ex sindaco, sul caso Asite, non ha per nulla gradito l'intervento del consigliere a nome di L'Altra Fermo e Fermo migliore. E elenca la lista delle operazioni da lui compiute: "A beneficio della collettività fermana e a garanzia dell'ambiente"
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Saturnino Di Ruscio

L’ex sindaco Saturnino Di Ruscio

Ci sono vari modi di speculare sui rifiuti, c’è chi ci specula per guadagnare soldi alla faccia dell’ambiente e delle comunità e c’è chi lo fa con demagogia politica. L’ex sindaco Saturnino Di Ruscio proprio non ha gradito le critiche del consigliere Massimo Rossi sulla gestione dei rifiuti a Fermo. Di Ruscio cita le sue recenti dichiarazioni:
“La discarica di San Biagio, di proprietà dell’Asite, di proprietà del Comune di Fermo, deve essere progettata e gestita in funzione delle esigenze di smaltimento dei rifiuti degli abitanti del bacino fermano, oppure, come avviene da tre amministrazioni comunali a questa parte, deve operare, a discapito dell’ambiente, nel lucroso e “torbido” mercato dei rifiuti?” (leggi l’articolo). E poi passa al contrattacco: “Ho fatto un po’ di conti ed ho appurato di essere stato chiamato in causa perché prima del sindaco Calcinaro e prima della Brambatti, il terzo sindaco sono stato io. Siccome so come ho amministrato il comune di Fermo, non permetto a chicchessia di calunniare il mio operato sempre teso al raggiungimento del pubblico interesse, al bene della mia comunità e secondo uno spirito di solidarietà. Per chi non fosse informato preciso che sono stato dirigente del settore ambiente fin dal 1991. Ho seguito la discarica comunale sin dal mese di novembre dell’anno 1991, quindi altre 6 amministrazioni inclusi due Commissari prefettizi. Ma è sotto le due amministrazioni Fedeli (1993-2001) che il servizio ha subito una sua strutturazione (dirigente Di Ruscio). Dopo le emergenze degli anni precedenti con sopraelevazioni ed “ulteriori sopraelevazioni”, d’intesa con altre istituzioni pubbliche, è stato avviato un piano al fine di garantire lo smaltimento dei rifiuti a tutto il bacino per i prossimi 50 anni nonché la massima protezione ambientale. C’è stato un importante progetto di ampliamento della discarica che ha consentito lo smaltimento di un milione di metri cubi di rifiuti (circa 800.000 tonnnellate), sono stati realizzati l’impianto per il trattamento in loco del percolato (precedentemente conferito al depuratore comunale) e l’impianto per la captazione del biogas e la successiva cogenerazione mettendo in sicurezza le parti utilizzate della discarica e ricavandone un reddito non indifferente. Con la regione Marche è stato realizzato e attivato l’impianto per il trattamento e la biostabilizzazione dei rifiuti urbani con non pochi problemi. E’ stato realizzato l’impianto per la produzione del compost di qualità e tanto altro ancora. Anche durante l’amministrazione Fedeli molti rifiuti provenivano da fuori bacino, ricordo Ascoli Piceno e Macerata, per aiutare i territori in difficoltà che probabilmente, contrariamente agli amministratori più illuminati del comune di Fermo, non avevano programmato correttamente la gestione dei rifiuti nel lungo periodo. L’amministrazione Di Ruscio ha seguito il solco della precedente amministrazione, oltre a dover mettere a regime tutti gli impianti realizzati o in corso di realizzazione (collaudi e messa a punto dopo il periodo di prova) nonché trovare una soluzione al decreto legislativo Letta del 2000 e alla finanziaria 2001 del governo Berlusconi che impedivano agli enti locali di gestire tale attività, divieto di assunzioni e tanto altro ancora. La mia amministrazione ha ritenuto opportuno non privatizzare il servizio, come fatto da altre amministrazioni (Porto Sant’Elpidio ha ceduto tutte le sue quote al socio privato) ma, con la costituzione della società Asite, ha mantenuto la proprietà e il controllo pubblico del servizio utilizzando uno strumento (società pubblica) molto agile e snello. Probabilmente più interessati a fare che a propagandare non abbiamo spiegato bene alla popolazione la bontà dell’operazione, lasciando spazio a chi diceva che stavamo privatizzando il servizio. Da zero abbiamo realizzato una società che, in base al bilancio, dovrebbe avere un valore superiore ai 25 milioni di euro, in altre parole oggi i cittadini di Fermo si trovano 25 milioni di euro in più, così come con la Solgas. Non chiedo applausi ma un doveroso rispetto. Ma non finisce qui. Per garantire a tutto il territorio fermano per i prossimi 50 anni la sicurezza di sapere dove portare i rifiuti e con quali costi abbiamo dato mandato all’Asite di acquistare terreni confinanti, già trattati da altri privati concorrenti, di predisporre progetti di ampliamento per il futuro e d’intesa con la Provincia di Fermo, definire la nuova tariffa con la quota “post mortem” necessaria per garantire la manutenzione delle parti della discarica oggi esaurite e quelle che lo saranno nei prossimi 50 anni. Nei miei dieci anni di amministrazione sono stati presi rifiuti da fuori bacino quando la Provincia o la Regione l’hanno chiesto e per risolvere problemi dei territori limitrofi, per dovere di solidarietà. Abbiamo preso i rifiuti campani, su richiesta del Commissario di Governo, appositamente incaricato, quando i rifiuti erano “smaltiti” anche nelle prime pagine dei giornali di tutto il mondo. Il conferimento è avvenuto per un periodo limitato, mi sembra 2 mesi, su ordinanza del Commissario stesso, su indicazione della regione Marche che individuò i siti includendo la nostra discarica. La tariffa fu avallata dalla regione Marche che verificò la congruità e senza ricorrere a “inutili” intermediari; quindi parliamo di un problema nazionale alla cui temporanea risoluzione non ci siamo sottratti. Naturalmente sono altrettanto schietto nell’affermare che gli introiti di quei rifiuti sono stati utili all’Asite e, indirettamente, alla comunità fermana perché ci ha consentito di contenere il livello della tassa rifiuti. Ricordo che il conferimento fu bloccato dalla Provincia di Fermo, cosa che non è avvenuta negli anni successivi in casi non di emergenza nazionale o di solidarietà tra vicini ma per motivi di altro genere.
Pertanto respingo al mittente le accuse perché la mia amministrazione, non con qualche errore, ma solo chi non fa non sbaglia ma resta fermo, ha garantito la sicurezza ambientale, la proprietà e gestione pubblica del servizio e dei beni, tariffe molto basse ai Comuni e ai cittadini, sicurezza di smaltimento nei prossimi 50 anni e non ha mai speculato sui rifiuti esterni ne ricorso ad intermediari ma trattato sempre con i produttori di rifiuti anche attraverso soggetti istituzionali. Scusate se è poco


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