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Report Industria Marche,
piccoli segnali positivi
per fatturato e redditività

L'ANALISI - Per sei aziende su dieci sono aumentate le vendite; freno ancora tirato, però, sugli investimenti. Romano Prodi: “Piccolo è bello, ma per essere belli bisogna crescere”. Diego Della Valle: “Stare nelle Marche è un valore aggiunto”
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Imprese Marche, la tabella del Sole24 Ore sui dati della Fondazione Aristide Merloni

Imprese Marche, la tabella del Sole24 Ore sui dati della Fondazione Aristide Merloni

 

ALESSANDRO FELIZIANI

 

di Alessandro Feliziani

In un recente libro sul capitalismo italiano, lo storico Giuseppe Berta, sostiene che l’Italia non è fatta per le grandi imprese. Le aziende di casa nostra – rileva l’autore, docente alla Bocconi – si sentono a loro agio in una dimensione più ristretta in cui riescono a presidiare segmenti particolari di beni e servizi.
Una conferma di questa tesi viene anche da un’analisi della nuova “Classifica delle principali imprese marchigiane”, presentata ad Ancona dalla Fondazione Aristide Merloni che da trent’anni la predispone nell’ambito delle attività dell’Osservatorio sulle aziende, gestito in collaborazione con l’Università politecnica delle Marche.
Dalla classifica 2016, stilata sulla base dei bilanci dello scorso anno, emergono diversi casi di imprese virtuose che – anche in un periodo di pesante crisi economica – hanno dimostrato capacità di crescita, riuscendo ad imporsi con successo sui mercati internazionali. Come la realtà industriale italiana è riuscita spesso a sorprenderci in questi anni, si tratta in molti casi di imprese di media o anche piccola dimensione. Non mancano ovviamente le eccezioni, come nel caso di Tod’s che, consolidando la sua terza posizione in classifica, al 31 dicembre 2015 ha per la prima volta oltrepassato un valore annuo di vendite superiore al miliardo di euro.

Diego Della Valle ieri sera ad Ancona

Diego Della Valle ieri sera ad Ancona

Non a caso, però, l’azienda di Casette d’Ete, pur essendo oggi una società di larghe dimensioni – è anche quotata in Borsa – condivide con tante altre aziende medio piccole un modello industriale che ha saputo fare grande il made in Italy e che per le Marche è stato un prezioso modello di sviluppo. Cioè quella formula basata su un’impresa essenzialmente familiare, nata sull’individualismo dell’imprenditore, ma soprattutto sulla sua intelligenza, con una programmazione accorta e un’attenzione quasi maniacale alla qualità.
Lo ha sottolineato lo stesso Diego Della Valle, intervenuto per ritirare dalle mani del presidente della Fondazione, l’ex parlamentare e ministro Francesco Merloni, il riconoscimento assegnato alla Tod’s per l’ottima performance registrata nel 2015 e per la costante crescita negli ultimi trent’anni. Della Valle ha sostenuto che “stare nelle Marche è un valore aggiunto, perché in questa regione c’è tutto quello che si può desiderare per vivere e operare al meglio: gente perbene, saldo attaccamento al territorio e al lavoro. Ma per avere successo – ha proseguito il patron della Tod’s – bisogna anche essere innamorati del proprio lavoro e fare le cose con serietà, ricordandosi che l’azienda ha anche un rilevante valore sociale e quindi l’imprenditore ha una responsabilità verso il territorio al quale deve restituire parte della propria fortuna”.
La storia economica, soprattutto italiana, ha dimostrato che le imprese crescono, si consolidano e riescono ad assumere anche rilevanti dimensioni quando la proprietà è emotivamente coinvolta nell’azienda, specie se l’ha fondata o contribuito a fondarla, continuando sempre a sentirla come patrimonio di famiglia. Al contrario, quando la proprietà diventa solo un’identità finanziaria, viene a mancare ogni diretta responsabilizzazione di carattere sociale, l’azienda perde quindi il legame anche con il territorio e, al primo vento di crisi, l’impresa stessa il più delle vote è destinata a dissolversi. E nella stessa nostra provincia esempi del genere, purtroppo, non ne mancano.

merloni-ottavi

Francesco Merloni e Nando Ottavi

I “BEST PERFORMER” DELL’INDUSTRIA MARCHIGIANA – In un mercato oggi globale, l’imprenditore non può prescindere però dal perseguire due obiettivi fondamentali per la crescita: l’innovazione e l’internazionalizzazione.
Oltre al positivo caso “Tod’s”, durante l’incontro alla Loggia dei Mercanti sono state presentate altri tre aziende che hanno fatto di questi strumenti altrettanti fatti di sviluppo.
Il Calzaturificio Romit di Montegranaro che in un periodo di difficoltà per l’intero comparto calzaturiero ha fatto registrare nel 2015 un incremento di fatturato del 28,3%, con una quota di export del 95%. Il suo amministratore, Enrico Ciccola, ha introdotto un ulteriore elemento che ha consentito all’azienda di superare le difficoltà di questi anni: l’essere una piccola azienda che vive a stretto contatti con grandi griffe della moda. Oltre ad una produzione propria, l’azienda lavora, infatti, per grandi marchi e questo ha permesso a tutto il team di acquisire un notevole grado di specializzazione e di capacità tecnica per poter realizzare un prodotto di alta qualità.

Andrea Piazzarulli

L’intervento di Andrea Pizzarulli

La qualità, infatti. Essa è un punto di forza anche di Nuova Simonelli di Belforte del Chienti, altra impresa industriale che la Fondazione Merloni ha presentato come esempio di “best performer” per fatturato e redditività. Nando Ottavi, presidente dell’azienda produttrice di macchine professionali per caffè esportate in 121 paesi, ha “imputato” il successo internazionale al forte impegno nella ricerca. Un fattore, quest’ultimo, su cui l’azienda ha investito sin dall’inizio per potersi presentare sul mercato sempre con prodotti altamente innovativi. Sono stati proprio l’innovazione e la qualità – ha detto Ottavi – ad aprire le porte di mercati extraeuropei dove l’azienda è arrivata a detenere quote superiori al 20% (Nord America), fino anche al 40% in alcuni paesi dell’area del Pacifico.
Innovazione spinta all’ennesima potenza è alla base del successo di Civitanavi System, una Start Up nata nel 2012 a Civitanova Marche. Andrea Pizzarulli, il suo fondatore, dieci anni fa aveva inventato e poi prodotto il Raadx, un microcomputer in grado di interfacciare comunicazioni dati tra diversi dispositivi senza la mediazione di un personal computer. Oggi l’azienda si occupa di sistemi per la navigazione satellitare venduti in tutto il mondo e nella sede di Civitanova ogni giorno si studia e si progetta qualcosa di nuove per essere i primi ad arrivare sul mercato.

Romano Prodi ieri ad Ancona

Romano Prodi ieri ad Ancona

IL MODELLO MARCHE –  Oggi fare impresa è sempre più difficile e anche il modello marchigiano può conservare la sua validità se si “aggiorna”.  “Piccolo è bello, ma per essere belli bisogna crescere” ha detto Romano Prodi, ospite d’onore, al quale il presidente della Fondazione, Francesco Merloni, ha affidato il compito di tracciare le conclusioni dell’incontro anconetano. Per l’ex premier la robustezza dell’impresa familiare è un elemento fondamentale, ma la continuità dell’azienda richiede continui investimenti. Portando l’esempio della Cina, dove ogni giorno nascono tredicimila imprese, Prodi ha ricordato l’ineludibile legame che esiste tra innovazione e crescita. Ma questo – ha detto l’ex presidente delle Commissione europea – non può prescindere da robusti investimenti nella ricerca. Un’accusa che Prodi ha rivolto all’impresa italiana è proprio quella di destinare troppe poche risorse proprio alla ricerca. Nel suo intervento, l’uomo politico ed economista non ha mancato di fare cenno anche ad un altro aspetto, più sociale, quello delle nuove tecnologie che in parte tendono a comprimere l’occupazione. “È un problema molto serio”, ha detto Prodi, che va tenuto presente ed affrontato dal sistema paese.

LA CLASSIFICA DELLE AZIENDE MARCHIGIANE – La classifica delle principali imprese marchigiane 2015 (368 aziende complessivamente) è stata presentata dai due responsabili della ricerca, Valeriano Balloni e Donato Iacobucci.
In cima alla graduatoria c’è la Indesit Company. L’azienda fondata nel 1975 da Vittorio Merloni, già simbolo di quella imprenditoria marchigiana che si era saputa internazionalizzare senza perdere il forte legame con il tessuto sociale del proprio territorio, è ormai marchigiana solo per la sua collocazione fisica. Ceduta al gruppo americano Whirlpool, ha mantenuto – anche se per poche migliaia di euro – la prima posizione in classifica, nonostante una notevole calo (-10,4%) delle vendite, associato però ad un recupero di redditività.

Al secondo posto la Ariston Thermo Group che, ancora in mano alla famiglia Merloni, nel 2015 ha consolidato la posizione con un tasso di crescita del 6,8% sfiorando il miliardo e mezzo di fatturato. Il gruppo di Fabriano – per quarant’anni guidato da Francesco Merloni (già ministro dei lavori pubblici nei governi Amato e Ciampi), oggi presidente onorario della società, oltre che presidente della Fondazione intitolata al padre Aristide – è l’azienda marchigiana più internazionalizzata, con siti produttivi in dodici paesi. Nel 2015 ha costituto una nuova consociata in Indonesia e inaugurato un nuovo polo logistico a San Pietroburgo.

L’ANALISI ECONOMICA – Nella loro relazione, i curatori della classifica rilevano che sei imprese ogni dieci hanno chiuso l’esercizio 2015 con un progresso nel volume d’affari e quasi la metà di esse hanno registrato incrementi superiori al 10%. Il generale miglioramento osservato nel 2015, tuttavia, non ha consentito a molte imprese marchigiane di riportarsi ai livelli precedenti la crisi finanziaria del 2008. Laddove la ripresa c’è stata, essa non si è tradotta in un aumento di investimenti e ciò a causa dell’incertezza delle prospettive di crescita della domanda. “Incertezza che è andata rafforzandosi nel corso dei primi mesi del 2016”, in cui si registrano segni negativi per i settori dell’elettrodomestico, delle pelli e calzature, del tessile e abbigliamento, mentre i segnali positivi del 2015 si mantengono anche nell’anno corrente per i comparti della meccanica e del mobile.
Peraltro, secondo un’indagine effettuata dalla Banca d’Italia sull’impresa industriali regionali con almeno 20 addetti, gli investimenti programmati nel corso di quest’anno si dovrebbero att


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