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Impianti radio, Galieni:
“Necessari piani comunali,
potenziare attività dell’Arpam”

ANTENNE- Il tecnico: "prevedere sanzioni da comminare in caso di inottemperanza alle disposizioni di legge, con un regime sanzionatorio chiaro, applicabile, giusto e proporzionato alle infrazioni. La legge regionale va adeguata al nuovo panorama normativo nazionale"
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antenne-radio

di Belinda Marini

 

Ieri al terzo piano dell’assemblea legislativa delle Marche di Ancona, si è riunita la III Commissione assembleare permanente. Al primo punto dell’ordine del giorno, l’incontro con l’ingegner Mario Galieni sulla proposta di legge n. 73/16 “Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 13 novembre 2001, n.25 – Disciplina regionale in materia di impianti fissi di radiocomunicazione al fine della tutela ambientale sanitaria della popolazione” e sulla proposta di legge n.55/16 “ Disciplina regionale in materia di impianti di radiocomunicazione” .

Convocato e ascoltato quale tecnico esperto in materia, Galieni, nel ribadire la necessità di un adeguamento della legge regionale al nuovo panorama normativo nazionale, oltre che alla giurisprudenza più recente, ha evidenziato alcuni aspetti ad hoc da contemplare, sia procedimentali che tecnico/giuridici.

In ordine ai primi ha ravvisato alcune necessità:
1) L’ obbligatorietà stringente della redazione dei piani comunali per la disciplina delle installazioni degli impianti di telefonia mobile, di trasmissione dati e di tele-radio diffusione, con la possibilità da parte dei singoli Comuni o associazioni di Comune di redigere gli stessi.
2) l’emanazione da parte della Regione e per quanto di sua competenza, di tutti quei provvedimenti che possano ampliare i tempi di istruttoria ( ad oggi, molto ridotti) e le modalità di percorso che la documentazione compie, in modo da rendere efficiente il risultato;
3) il potenziamento dell’attività dell’Arpam, prevedendo un programma di rilievo delle emissioni elettromagnetiche di ciascun impianto, al fine di vigilare sull’ottemperanza della legislazione nazionale, circa i monitoraggi sui propri impianti effettuati in metodo di “autocontrollo” dalle Compagnie telefoniche.

“In ordine agli aspetti tecnici, si ribadiscono – le considerazioni emerse in base all’intervento di Galieni – i criteri localizzativi degli impianti, che prevedono l’assoluto divieto, senza ulteriori deroghe, di installazione su ospedali, scuole ed asili, parchi pubblici, case di cura e edifici di culto, impianti sportivi ed immobili vincolati ai sensi del D. Lgs. n. 42/2004. Questo in virtù di una ratio che vuole disciplinare nella maniera più idonea possibile la distribuzione degli impianti, combattendo la diffusione in modalità di “antenna selvaggia”.

L’ultimo aspetto affrontato è quello giuridico ed è quello in cui si propone la necessità di prevedere sanzioni da comminare in caso di inottemperanza alle disposizioni di legge, con un regime sanzionatorio chiaro, applicabile, giusto e proporzionato alle infrazioni.

“Auspico che questo mio modesto contributo – chiosa Galieni – sia recepito con buona volontà da tutte le parti, al fine di conseguire un risultato utile per il bene comune”.

“L’attenzione della Regione è significativa, l’impegno – aggiungono dalla Regione stessa – è forte.


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