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Morbo di Crohn e patologie croniche intestinali,
a Fermo la Ibd unit: un’eccellenza

MACARRI - “Un’organizzazione di cui possiamo andare fieri e che prevede una serie di percorsi di multidisciplinarietà coinvolgendo più specialisti che seguono i pazienti a 360°".
venerdì 28 ottobre 2016 - Ore 16:36
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macarri-inaugurazione

di Nunzia Eleuteri

 

Malattie che colpiscono i giovani fra i 15 e i 45 anni. Malattie infiammatorie croniche intestinali (acronimo inglese Ibd). Sempre più frequenti. Ancora inguaribili ma curabili. Tra queste, il morbo di Crohn e la Rettocolite ulcerosa, malattie a causa sconosciuta.

A Fermo un reparto di eccellenza, guidato dal professor Giampiero Macarri, garantisce dal 2011 un percorso dedicato e facilitato ai pazienti.

E’ un nuovo approccio della gestione delle patologie che non si ferma alla visita gastrointestinale ma coinvolge collegialmente più reparti.

Ne ha parlato oggi il professor Macarri all’ospedale Murri di Fermo, inaugurando la “IBD Unit” davanti a colleghi e giornalisti e alla presenza del sindaco della città, dell’assessore al bilancio della regione, dei dirigenti Asur: “Un’organizzazione di cui possiamo andare fieri e che prevede una serie di percorsi di multidisciplinarietà coinvolgendo più specialisti che seguono i pazienti a 360°. Un grande lavoro di gruppo dello staff medico, del personale del comparto e segreteria. È qualcosa che stiamo già facendo ma che presentiamo oggi per mettere al corrente il territorio del servizio che lo staff può offrire”.

Tra le ideatrici del progetto la dottoressa Piergallini che Macarri invita ad intervenire:“Abbiamo voluto pensare a tutti i risvolti legati alla patologia – dichiara – occupandoci del paziente e dei suoi familiari su tutti i fronti. Una malattia che richiede molti controlli nel tempo, che per ora non prevede guarigioni ma cure. Aspettiamo che la scienza ci offra nuove possibilità. Nel frattempo, non possiamo che mettere tutto il nostro impegno per far funzionare al meglio il servizio ai pazienti. Ogni anno abbiamo circa 1.200 accessi ed è sempre più ridotto il numero dei ricoveri. Questo comporta uno sgravio economico all’azienda ospedaliera ma anche uno sgravio umano per le persone interessate che vivono così sempre meno l’ospedalizzazione”.

 

Entusiasta il sindaco di Fermo, Paolo Calcinaro:”Devo e voglio portare il ringraziamento della città a tutti coloro che lavorano qui e si mettono in gioco in un percorso di miglioramento nei servizi sempre più qualificati“.

 

Ringraziamento confermato dall’assessore regionale, Fabrizio Cesetti: “Sono qui in rappresentanza della regione Marche e non posso che fare i complimenti al Prof. Macarri e allo staff che dirige e con cui collabora. Stiamo andando nella direzione giusta – continua l’assessore al bliancio – in un percorso di professionalità, competenza e multidisciplinarietà che abbraccia non una provincia ma l’intera regione con un contenuto di eccellenze come questa di Fermo da cui possiamo già preparare la strada per il nuovo contenitore che accoglierà tutti questi servizi di grande qualità”.

 

Il direttore di Area vasta 4, Licio Livini ha concluso sottolineando come questo possa essere un esempio di buona sanità dovuta alla collaborazione tra medici e staff per dare la migliore risposta al paziente:“Un servizio così ha sostenibilità economica garantendo la massima qualità. Un obiettivo tra i più ambiziosi che si possa avere. Obiettivo che qui è già realtà. Speriamo ora che la Ibd Unit di Fermo possa essere accreditata alla regione come centro di riferimento”.

 

 

 


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