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Sisma, la gestione dell’emergenza sanitaria, il medico dei migranti sarà destinato agli sfollati

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di Paolo Paoletti

Le strutture periferiche che abbiamo non hanno avuto lesioni particolari. Continuiamo a fare quello che si faceva prima della scossa di domenica. Stesso discorso vale per l’ospedale Murri di Fermo dove non ci è bastato un sopralluogo ma ne abbiamo fatto un secondo. Non abbiamo registrato lesioni da creare allarme. Continuiamo a garantire le attività. Notizia che ha suscitato una certa soddisfazione è stata quella dell’espianto di organi fatto domenica, tra le varie scosse del terremoto, un gesto di valore che va sottolineato. I nostri  bravi operatori hanno potuto fare anche questo”. Sono le parole del direttore d’Area Vasta 4 Licio Livini che questa mattina, insieme a Vicenzo Rea direttore di distretto, hanno fatto il punto sull’emergenza sanitaria e sulla gestione degli sfollati.

EMERGENZA AMANDOLA

Diversa la situazione che riguarda l’ospedale di Amandola: “Rimane l’inagibilità di gran parte della struttura  – ha detto Livini – rimangono pochi spazi e in questi cerchiamo di garantire alcuni servizi. In una stanza stiamo cercando di mettere più servizi che si alternano. Abbiamo dovuto chiudere la dialisi. Sono stati chiesti dei container, da collocare in prossimità dell’ospedale, per allestire all’interno alcuni servizi. Quello che viene offerto ad Amandola cerchiamo di garantirlo, è una nostra priorità”.

Si sta studiando anche una nuova viabilità per l’accesso: “E’ stata compromessa la strada  visto che è venuta già la torre della chiesa vicino l’ospedale. Questa mattina erano presenti i nostri tecnici sul posto per ridisegnare i percorsi di accesso. Recuperata e aperta la radiologia con un accesso che passa da dietro”. Priorità che è rappresenta dai dializzati. “Per questo – ha spiegato Rea –  il direttore Livini si è attivato per la ricerca di un modulo di dialisi mobile che non è nelle acquisizioni della protezione civile nazionale e che va quindi ricercato con noleggio presso aziende private”. Area Vasta che ribadisce la garanzia di tutto il percorso che riguarda l’emergenza, il resto è subordinato alla disponibilità degli spazi. Direttore di distretto Rea che ha poi toccato il tema del personale per quel che riguarda l’ospedale montano: “Ho necessità di collocare in altre sedi il personale. E’ una decisione dolorosa. Abbiamo un obbligo di legge di metterli in sicurezza. Il direttore Livini si sta battendo da domenica sera cercando di avere una soluzione con container sul modello di Porto Sant’Elpidio. Sembra che al momento dalla direzione della protezione civile siano terminati. Sembra che almeno 4 moduli li riusciamo a recuperare”.

Per quanto riguarda la Rsa di Amandola è stata ricollocata a Montegranaro come già detto a suo tempo. Questo permette all’Inrca di Fermo di avere a disposizione 14 posti letto da subito per ricoveri di lungo degenza, per accogliere le richieste di posti letto.

LA GESTIONE DEGLI SFOLLATI

Direttore Rea che ha evidenziato quelle che sono state le difficoltà a ridosso dell’emergenza, ovvero il censimento e la collocazione degli sfollati. I numeri dell’Asur parlando di 5753 persone a ieri. Oggi il sindaco di Porto Sant’Elpidio stima circa 6 mila persone. “Il flusso è stato inarrestabile – ha detto Rea –  vi faccio l’esempio di una paziente di Visso la cui famiglia era stata assegnata a Porto Sant’Elpidio e lei, con bisogno di assistenza, a Tortoreto lido. Siamo riusciti a portarla ieri pomeriggio a Montegranaro per farla restare vicino ai suoi familiari”.

LO STOP AI MIGRANTI DAL MINISTERO

Parlando ancora di assistenza medica agli sfollati, sarà garantito un medico che girerà a chiamata tra le varie strutture ricettive per le necessità degli sfollati. Si tratta della dottoressa Silvia Scaramuzza, recuperata dal percorso per l’emergenza migranti: “Che – ha detto Rea – non arriveranno più in questo territorio in futuro almeno per i prossimi anni”.

IL MODELLO PORTO SANT’ELPIDIO

Con il presidio allestito invece a Porto Sant’Elpidio viene garantita assistenza infermieristica con un presidio di 12 ore al giorno davanti all’Holiday. C’è stata inoltre la disponibilità di tutti i pediatri dell’area vasta fermana che sono a disposizione per visite direttamente nei loro ambulatori e due ore al giorno nella postazione di Porto Sant’Elpidio.

Un modello valido, quello messo in campo dall’Area Vasta 4, tanto da essere preso come modello per realtà come Camerino e come il fabrianese dove stanno emergendo una serie di criticità nelle strutture sanitarie danneggiate.


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