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Referendum, il comitato veregrense per il ‘no’ si presenta

MONTEGRANARO - Un momento nato per presentarsi e soprattutto per esporre le ragioni del No che hanno unito un gruppo non omogeneo in quanto a credo politico
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Montegranaro Comitato No

Un momento della riunione di ieri

di Loredano Zengarini

Simone Pirro

Simone Pirro

Primo incontro con la cittadinanza del costituendo Comitato per il NO. Nella suggestiva cornice del locale “The Kave” i promotori del Comitato Franca Branchesi, Ermanno Vitali, Simone Pirro, Lucio Melchiorri, Paolo Marinelli e Danilo Del Gobbo Acciaretti hanno incontrato i cittadini. Un momento nato per presentarsi e soprattutto per esporre le ragioni del No che hanno unito un gruppo non omogeneo in quanto a credo politico, ma omogeneo nel dire No a questo referendum. Il primo a parlare è Ermanno Vitali che parte subito all’ attacco “Le riforme vanno concertate e si fanno confrontandosi con tutti e non imposte come in questo caso. Tutto va a favore della centralità dello stato, il senato viene trasformato in mera espressione delle segreterie di partito e questo è già un più che valido motivo per contrastare questa riforma, che ci toglie una delle più importanti espressioni della democrazia, ovvero scegliere i nostri rappresentanti. Le regioni non conteranno più nulla e tutto verrà deciso a Roma, si passerà ad una sorta di presidenzialismo occulto. Nulla di avverso contro il presidenzialismo, ma in questo caso avremmo un presidente che non è scelto dal popolo e nemmeno vedo un Winston Churchill alla guida del paese in questo momento”.

Considerazioni che forniscono l’ assist all’intervento alla presidente del Comitato Franca Branchesi che segue quello di Ermanno Vitali. Un intervento più corposo anche perché la Branchesi affronta la questione anche da un punto di vista giuridico iniziando dal questione del quorum che non è previsto “Basterà un solo voto in più perché la riforma

Franca Branchesi

Franca Branchesi

passi e quindi bisognerà fare opera di convincimento presso tutti per andare a votare, perché il quorum in questa consultazione non esiste”. La Branchesi poi passa all’ analisi dei vari punti del referendum “L’ art 1 della nostra costituzione dà al popolo un potere di sovranità illimitata, Renzi la vuole rendere invece una sovranità limitata e lo fa attraverso un quesito referendario che accorperà tutti i punti della riforma senza spiegare niente, un quesito trabocchetto per chi andrà a votare” quindi il discorso si sposta sul Senato “Verrà ridotto dagli attuali 315 a solo 100 senatori che non saranno espressione del popolo , 74 che saranno scelti dalle regioni, 21 dai sindaci e 5 che saranno indicati dal presidente della repubblica (gli ex senatori a vita) , l’ abbattimento dei costi sarà irrisorio ed intorno al 20% del costo totale. Nel 2015 sono stati spesi 495 milioni per il senato nel complessivo, di cui solo 179 per i senatori. Cosa più preoccupante sarà che gli amministratori locali che ne faranno parte saranno coperti dall’ immunità diplomatica anche nelle loro funzioni presso la regione e nei comuni. Non avrà più potere legislativo e potrà dare solo pareri non vincolanti, svuotandone completamente l’ utilità, diventando cosi un sperpero di costi”. Pure la legge elettorale dell’ Italicum non piace alla Branchesi “primo non è stata fatta da un governo eletto del popolo, poi darà a chi vince le elezioni con un 40% dei consensi un potere troppo forte quasi assoluto, che con la scomparsa del senato ci porterà a una non democrazia, una democratura, come amo definirla, rischiamo di finire come la Turchia e Bielorussia democrazie trasformate quasi in dittature dove le opposizioni vengono messe a tacere con metodi dittatoriali da governi che accorpano tutti i poteri. Ci sono altri metodi per ridurre i costi della politica mantenendo la peculiarità della democrazia nel nostro paese”.

Ermanno Vitali

Ermanno Vitali

Diversa la valutazione sul fantomatico CNEL “Un organo semisconosciuto, formato da rappresentanti sindacali, forze economiche e sociali, ridotto a 24 componenti, che non percepiscono alcuna indennità, con 50 dipendenti , costa relativamente poco circa 8,7 milioni di Euro, ma sono comunque risorse che vengono gettate al vento dal momento che non produce nulla e non è di alcuna utilità, i dipendenti potrebbero essere convogliati su uffici diversi e l’ organo chiuso. Il problema è che è stato inglobato nel quesito, se vi fossero stati quesiti diversi per ogni punto questo sarebbe stato un sì”. Infine conclude l’ intervento con l’ Invito a non stravolgere la costituzione unica cosa importante per il Comitato del NO. Dopo la Branchesi è la volta di Lucio Melchiorri a prendere la parola “La costituzione và modificata per essere al passo con i tempi, ma non è questa la strada giusta. Abbiamo tutti idee diverse noi del comitato, ma le infelici scelte del governo nell’ andar a modificare la costituzione ci ha uniti”. Simone Pirro pone l’ attenzione sulle slide del governo “Le promesse fatte da Renzi sul Ponte dello Stretto, su Equitalia e pensioni non sono altro che spot elettorali in vista della consultazione referendaria, Invito tutti a darci una mano nel nostro comitato non ci sono porte aperte per il semplice fatto che le porte qui non esistono, siamo completamente aperti a chiunque voglia aderire e darci una mano”. Sulla stessa sintonia gli interventi di Paolo Marinelli e Danilo Del Gobbo che concordano con chi li ha preceduti, fra i presenti che hanno partecipato anche interventi di Mauro Lucentini, Giuseppe Viozzi che proposto di programmare una serie di assemblee pubbliche presso circoli e quartieri di Montegranaro infine ha chiuso la serata l’ intervento dell’ ex assessore regionale Fausto Franceschetti invitato da Franca Branchesi “E’ gia un’anomalia che una riforma sia imposta da un governo. Un problema di metodo che diventa di sostanza. E’ vero che se si vota NO non cambia nulla, ma è anche vero che si vota Sì si torna indietro”.

 


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