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Io corro più veloce della paura, i disabili si raccontano grazie all’Anffas

FERMO - A moderare l'incontro sarà il giornalista Daniele Iacopini. Previsti gli interventi di Roberto Vespasiani, Stefania Scatasta, Elio Carfagna e Vanessa Cicci.
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“Io corro più veloce della paura”, questo il titolo del momento di approfondimento in programma sabato 19 novembre alle 15.30 al Fermo Forum e promosso dall’Anffas Fermana. “Come genitori e parenti di persone con disabilità intellettiva e relazionale – spiegano i componenti dell’associazione fermana –  ciò che da sempre ci preme far comprendere ai più, è il concetto che i nostri ragazzi, seppur viaggiando con una marcia diversa, altro non chiedono di poter fare quello che fanno i loro coetanei cioè studiare, lavorare, praticare attività sportive o ricreative di qualsiasi altro genere. Una vita normale. Trasmettere questo messaggio non è mai semplice, ma noi siamo sempre alla ricerca di un veicolo che possa farlo”. Da qui la proposta di una mamma: perché non fare un cineforum sulla disabilità?. Il presidente di Anffas, Fortunato Cutini, sempre pronto ad accogliere le proposte dei suoi associati, ha così messo in moto tutto ciò che ha portato al convegno del 19 novembre “Io Corro Più Veloce della Paura”. A moderare l’incontro sarà il giornalista Daniele Iacopini. Previsti gli interventi di Roberto Vespasiani, Stefania Scatasta, Elio Carfagna e Vanessa Cicci.

“Dovendo affrontare temi importanti e volendo lasciare spazio al dibattito sugli stessi – spiegano i genitori –  ci siamo rivolti a tre professionisti del settore, che, a titolo completamente gratuito, come servizio di volontariato, ci hanno supportato e guidato in un percorso che ha avuto inizio a luglio di quest’anno. I temi che volevamo trattare erano diversi: sessualità, inclusione scolastica, inclusione sociale, inclusione lavorativa, auto rappresentanza, ma non era possibile condensare tutto in una sola serata cercando, tra l’altro, di fare qualcosa che suscitasse un certo interesse, uno stimolo a parlarne. Abbiamo visionato alcuni film, poi ci siamo confrontati, qualcosa mancava c’era il rischio di non riuscire a colpire nel segno. Abbiamo pensato allora di lavorare con dei cortometraggi, con qualcosa che canonicamente non è lungo e che quindi non avrebbe dovuto portare al rischio noia. Abbiamo visionato qualcosa come 30 cortometraggi, ne abbiamo selezionati 5 o 6 e ci siamo nuovamente confrontati. Qualcosa mancava ancora, nonostante i corti fossero in linea con i temi prefissati, la trattazione era comunque fuorviante a causa della finzione cinematografic”. Ad un tratto, continuando a discutere sul da farsi, è venuta fuori la proposta di Matilde, uno degli esperti coinvolti nel progetto: perché non facciamo parlare direttamente ir agazzi ? Perché non lasciamo che siano loro a raccontarsi ? A parlare delle loro esperienze di vita ”.

Una proposta che ha subito colpito nel segno, in linea con il principio del ‘nulla si di noi senza di noi’ su cui si basa la Convenzione ONU per i diritti delle persone con disabilità. Dunque i disabili che parlano di loro stessi. Così è nato “Io Corro Più Veloce della Paura”, l’incontro dibattito che potrebbe fare da apertura ad una serie di eventi sui temi riguardanti la disabilità con l’assoluta novità di dare voce in prima persona a coloro che nonostante i luoghi comuni, sono perfettamente in grado di presentare le loro richieste e manifestare le loro aspettative. “Un sentito ringraziamento – concludono i genitori –  va agli esperti volontari e ai relatori istituzionali che hanno abbracciato subito l’iniziativa e che nell’ambito dell’incontro tratteranno temi che vanno dalla sfera dell’inclusione scolastica a quella lavorativa concludendo con gli aspetti sempre positivi della pratica sportiva”.


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