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Strali del comitato contro l’amministrazione:
“Sono nati ispirandosi a noi
ma hanno ucciso la democrazia”

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Alcuni esponenti del comitato per la salvaguardia del viale Cavallotti

Alcuni esponenti del comitato per la salvaguardia del viale Cavallotti

Una denuncia tagliente, velenosa, mossa anche dalla consapevolezza che ormai, per riportare il viale a come lo hanno amato loro, non c’è più nulla da fare. E’ quella emersa oggi dalla conferenza stampa del comitato per il verde e il viale Cavallotti che, per scuotere le coscienze, tira fuori anche una pubblicazione di Franco Loira, padre del sindaco, non senza una chiusura che sa tanto di anatema elettorale: “C’è già chi sta chiedendo agli altri, ai prossimi, di risanare il viale”. Tornando al libro di Loira padre: “In quel testo, ‘Porto San Giorgio, memorie, nostalgie, rimorsi di fine millennio’ si parla del valore degli alberi del viale Cavallotti. Il viale  è un bene monumentale che in quanto tale andava al limite restaurato, loro lo hanno distrutto. Ricordiamo i giorni in cui un giardiniere si prendeva cura degli alberi, delle siepi, delle aiuole, di quel giardino all’italiana oggi drammaticamente scomparso. Per tutto ciò era stato vincolato dalla Soprintendenza. Invece quest’amministrazione non si è nemmeno degnata di recuperare un disegno, un progetto. E tutto questo per fare cosa? Un pezzo di pista ciclabile quando simili infrastrutture vanno inserite in un progetto più ampio, come fanno in molte città italiane e estere, di ridimensionamento del traffico. Sono tre anni che proviamo a dirglielo. Non ci hanno mai permesso di intavolare un discorso, e dicono che siamo stati sconfitti. Sono stati sconfitti il concetto di democrazia e l’amministrazione nel suo rapporto con i cittadini.

La pista ciclabile in fase di realizzazione nel viale Cavallotti

La pista ciclabile in fase di realizzazione nel viale Cavallotti

Hanno quasi raddoppiato i costi e dimezzato le opere. La città perde un angolo di memoria importantissima per l’identità collettiva. I terremotati vogliono ricostruire, qui da noi è calpestata la memoria del paese. Viale Cavallotti fa parte di un presidio storico con le sue piante. Gli alberi hanno memoria e sensibilità, in loro – il comitato cita la pubblicazione di Loira senior – stampata una parte della nostra memoria, si parla di una sorta di salotto. Si parla di luogo simbolo identitario. Questa amministrazione si è costituita contemporaneamente a noi contro l’amministrazione Agostini. Loro volevano segnare una differenza. Nel programma hanno attinto alle nostre sensibilità con tanto di programmazione di salvaguardia del verde pubblico. Queste pagine – si torna al libro di Franco Loira – che hanno fermato Agostini non hanno fermato loro. E guardate il massacro generale. Anziché un giardino lasceranno ai posteri una pista ciclabile. Hanno iniziato a tagliare non appena insediatisi. Noi avevamo dato loro lumi con un programma basato sulla salvaguardia dell’ambiente. E ora non ci danno più voce. Il sindaco parla di democrazia partecipata. Avevamo raccolto 1550 firme. A quello si è risposto col silenzio. La passata amministrazione ha iniziato a tagliare, è vero, ma loro hanno cancellato il viale. E’ un’amministrazione di incultura anche se volevano averne di più di altri. Questa è la sinistra. Nel momento elettorale siamo stati loro utili contro la destra distruttiva. Adesso gli Attila sono altri. Hanno giocato sulle parole: riqualificazione è equivalso a cancellazione”.

g.f.


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