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Comuni del fermano esclusi dal ‘cratere’,
il senatore Ceroni: “Sconcertante”

IL CASO POLITICO - Il senatore di Forza Italia:"Bisogna inserire tutti i comuni che hanno subito danni dal terremoto nel cratere. E se qualcuno sostiene che è la stessa cosa stare dentro o fuori, non si capisce perché esista questa distinzione. Tanto più il fatto che una serie di città come Spoleto, Macerata, Ascoli, Teramo che hanno avuto gli stessi danni di Fermo sono dentro mentre Fermo è fuori
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remigio ceroni

“Sconcertanti”, questa la definizione del Senatore Remigio Ceroni ai due decreti legge relativi al terremoto e all’esclusione di comuni come Fermo, Sant’Elpidio a Mare, Montegranaro e non solo. Ceroni che parla anche da sindaco di Rapagnano, altro comune dell’entroterra non inserito nel ‘cratere’. “Viene il sospetto – spiega Ceroni – che i comuni non allineati politicamente siano stati penalizzati. Martedì prosegue la discussione in Senato il nostro voto favorevole al provvedimento, come Forza Italia, ci sarà solo se verranno accolti i nostri emendamenti e saranno ristabilite le giuste condizioni per votarlo”.

Senatore Ceroni che entra nel merito dei decreti terremoto: “Innanzitutto le risorse stanziate rappresentano solo un cinquantesimo di quanto necessario per consentire la ricostruzione. Non si capisce perché Renzi abbia chiesto una flessibilità dello 0.2 per cento, pari a 3.4 miliardi, e ne stanzi nel decreto poco più di 1.2 in più 5 anni. La seconda questione è che bisogna cancellare una serie di articoli che renderanno difficile e prolungata la ricostruzione”.

Ceroni che entra poi nel merito delle esclusioni: “ Bisogna inserire tutti i comuni che hanno subito danni dal terremoto nel cratere. E se qualcuno sostiene che è la stessa cosa stare dentro o fuori, non si capisce perché esista questa distinzione. Tanto più il fatto che una serie di città come Spoleto, Macerata, Ascoli, Teramo che hanno avuto gli stessi danni di Fermo sono dentro mentre Fermo è fuori. Lo stesso discorso vale per i piccoli comuni che hanno subito danni e che non sono stati inseriti nel cratere e che a queste condizioni sarebbero maggiormente penalizzati rispetto agli altri.  Anche Rapagnano non c’è, vedremo quale sarà la scelta futura”.

Per far fronte all’emergenza abitativa Ceroni conclude: “ Abbiamo proposto di acquisire gli immobili invenduti distribuiti sui comuni del territorio per collocarci le famiglie sfollate in alternativa alle casette che potrebbero essere realizzate solo se non si riesce a soddisfare pienamente le necessità di tutti. Una volta che sarà terminata la ricostruzione e le famiglie potranno tornare nelle loro case, questi spazi verrebbero destinati all’edilizia residenziale sociale”.

P.P.


© RIPRODUZIONE RISERVATA


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