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‘Non cediamo!’ il centro storico di Fermo si riorganizza con nuovi spazi:
la battaglia di Trasatti

FERMO - "In giunta - spiega Trasatti - abbiamo approvato una delibera in cui recepiamo la disponibilità di una serie di strutture del centro storico che potranno ospitare gli eventi in programma. Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo, Camera di Commercio, centro culturale San Rocco, la Cisterna Art Cafè, hotel Astoria"
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di Paolo Paoletti

“Non cediamo! Dopo un anno e mezzo di lavoro fatto sul ripopolamento del centro storico, il rilancio dei musei e della cultura, non cediamo di fronte a quello è accaduto, anzi, dobbiamo rilanciare”. Il vice sindaco di Fermo e assessore alla Cultura Francesco Trasatti è ben determinato: il terremoto non potrà annullare l’impegno messo in campo fino ad ora per quanto riguarda la cultura.  In questa direzione si è attivata una  rete di solidarietà per la messa a disposizione di spazi per mantenere vive le iniziative in centro. Privati, associazioni, hotel, enti pubblici: tutti uniti per trovare delle sedi alternative al palazzo dei Priori, al centro congressi San Martino, agli spazi di Villa Vitali resi inutilizzabili dal sisma.

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I danni nella Sala dei Ritratti

“In giunta – spiega Trasatti –  abbiamo approvato una delibera in cui recepiamo la disponibilità di una serie di strutture del centro storico che potranno ospitare gli eventi in programma. Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo, Camera di Commercio, centro culturale San Rocco, la Cisterna Art Cafè, hotel Astoria: tutti spazi che i privati hanno messo  a disposizione. Il prossimo passo sarà quello della sottoscrizione di una convenzione di tre mesi per poter usufruire di tutte queste sale per le iniziative programmate “. Per quanto riguarda gli spazi comunali ancora agibili si potrà contare sul teatro dell’Aquila, il caffè letterario, la sala del Buc Machinery , la sala lettura della biblioteca Spezioli e le piccole cisterne che saranno però destinate ad ospitare, per tutto il periodo natalizia, la tradizionale mostra dei presepi.

La sfida riguarda dunque gli eventi che comportano una capienza di pubblico media, non sufficiente per le sale a disposizione, in quanto troppo piccole o troppo grandi nel caso del teatro dell’Aquila. “Se prima la presenza di sale intermedie era ridotta – spiega Trasatti – oggi con l’emergenza terremoto questa necessità si fa ancora più pressante. Anche per questo stiamo valutando con i vigili del fuoco la possibilità di rendere operativa solo la platea del teatro dell’Aquila, ad esempio per la stagione concertistica per la quale, al momento, abbiamo dovuto sospendere le prime date”. Da esaminare anche il capitolo costi. Se aprire solo la platea comporterà le stesse spese di apertura del teatro completo allora sarà difficile optare per questa scelta, in caso di costi ridotti, in primis il personale di sala, si potrebbe proseguire in tal senso.

Ultima, ma non per importanza, la pinacoteca. “Stiamo ragionando su un allestimento ridotto, nel più breve tempo possibile, all’interno della sala degli incontri, a piano terra di palazzo dei Priori dove si trova l’aula didattica di Sistema Museo. Si tratterebbe di un’esposizione temporanea, una mini pinacoteca per non lasciare questo vuoto per tutti i visitatori del periodo natalizio. Le tavolette di Jacobello del Fiore sono in sicurezza. Ovviamente tutta questa operazione viene fatta in contatto costante con la soprintendenza delle Marche e con il funzionario di zona. La linea è quella di un riallestimento minimal della pinacoteca”.

 


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