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Referendum, Cencetti contro il Pd: “Perché fanno campagna per il sì con le star e non con le categorie deboli?”

PORTO SAN GIORGIO - L'ex dem e ex portavoce Marche 2020: "L'attuale presidente del consiglio, quando si è presentato per la prima volta la gente ha detto di voler abolire il Senato, non di trasformarlo in una Camera da 100 senatori non eletti dal popolo"
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Stefano Cencetti

Si scaldano gli animi a Porto San Giorgio sul referendum del prossimo 4 dicembre. Gli schieramenti del Sì e del No sono sempre più schierati. E c’è anche chi, come l’ex portavoce di Marche 2020, e ex Pd, Stefano Cencetti, esce allo scoperto. E oltre a dichiararsi convinto sostenitore del No, punzecchia il suo ex partito: “Mi meraviglia il fatto che il Pd stia facendo una campagna per il sì, intervistando star, tutte personalità dello spettacolo, artisti, attori ecc, mentre snobba i docenti scolastici, le categorie dei lavoratori, artigiani, disoccupati e pensionati che manifestano per il no al referendum. Mi sorge un dubbio amletico: il centrosinistra non dovrebbe fare gli interessi delle categorie più deboli, invece di farsi sponsorizzare da personaggi ben messi economicamente, per usare un eufemismo?”. Cencetti gioca già d’anticipo su cui ha pronta la replica tirando in ballo il suo passato e magari l’accusa del “veleno dell’ex”: “Ah questo proprio no. Quando io sostenevo Renzi c’era chi nel Pd lo chiamava eretico. E non dimentichiamoci che l’attuale presidente del consiglio, quando si è presentato per la prima volta la gente ha detto di voler abolire il Senato, non di trasformarlo in una Camera da 100 senatori non eletti dal popolo. Non pagati? E i rimborsi e le indennità dove le mettiamo? Ha parlato anche di una riforma elettorale per il pieno mandato ai cittadini. E invece ci ritroveremmo con i capilista bloccati. E poi altra domanda: quando segretario del Pd era Veltroni, l’allora premier Berlusconi aveva proposto una sola Camera. Il centrosinistra si oppose con le unghie e con i denti. Cosa è cambiato da quel giorno?”


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