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“Provinciali farsa, da noi
solo presenza simbolica e critica”

FERMO - Gli esponenti di L'Altra Fermo e Fermo Migliore, Massimo Rossi e Giulia Torresi: "Non si tratta di una scelta ideologica ma di quella doverosa coerenza nei comportamenti, nella collocazione e nelle scelte quotidiane, senza le quali la politica è condannata a rimanere anni luce distante dal sentire dei cittadini"
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Massimo Rossi

Massimo Rossi

“Chiediamo almeno un po’ di mestizia al cospetto dell’istituzione provincia agonizzante. Ci avevano insegnato a scuola che solo gli avvoltoi e le iene si accalcano con festosa avidità intorno agli esseri morenti… purtroppo dobbiamo rivedere tale convinzione alla luce della corsa in atto per il raggiungimento di uno strapuntino nell’assise di un ente Provincia agonizzante. Una finta elezione, vietata ai cittadini a cui – scrivono Massimo Rossi e Giulia Torresi, consiglieri comunali di Fermo de l’Altra Fermo e Fermo Migliore – viene negato il suffragio universale (esattamente come il Senato della Repubblica che il Governo Renzi vorrebbe regalarci), che in realtà ha il sapore di una vera e propria spartizione a tavolino tra i partiti. Prova ne è che, a quanto ci risulta, dovrebbe esserci, un solo candidato presidente come si conviene nei “migliori regimi democratici”.

Maria Giulia Torresi

Maria Giulia Torresi

Un tavolino, in cui la parte del leone la fa proprio il Pd di Renzi, proprio quello che ha ridotto quell’istituzione democratica in questo stato desolante, e che ora vuole assestargli il colpo di grazia con la sua “deforma costituzionale”, sulla quale siamo chiamati a breve a pronunciarci. Un’istituzione di area vasta con potenzialità strategiche che, seppur spogliata di rappresentatività democratica, risorse economiche e funzioni rilevanti, resta titolare di importanti competenze per la vita dei cittadini come ad esempio: l’edilizia scolastica e la salvaguardia dell’ambiente. Funzioni che sino all’annunciato azzeramento, saranno svolte appunto, da soggetti scelti a tavolino tenuti a rispondere esclusivamente al partito nelle cui sedi sono stati designati e portati all’elezione. Per queste ragioni una serie di consiglieri comunali del Fermano, tra cui gli scriventi, dotati di autonomia, dignità e coerenza, di ispirazione indipendente o di sinistra, ha verificato le condizioni di una presenza simbolica e fortemente critica a queste elezioni farsa. Una presenza che non sarebbe stata certamente messa in piedi per il mero raggiungimento di qualche posticino inutile e privo di legittimazione democratica, ma essenzialmente per un forte e pubblico richiamo ai principi di democrazia e giustizia sociale della Costituzione. Principi oggi calpestati per effetto delle politiche di governo nazionali e locali (si pensi ai tagli di risorse ed al famigerato patto di stabilità) subalterne ai poteri finanziari europei ed internazionali. Un tentativo, questo, successivamente abbandonato per assumere una posizione di astensione attiva” con Rossi e Torresi che puntano l’indice su discutibili dinamiche interne ai partiti con ripercussioni su ogni singolo consigliere e che smentiscono qualsiasi voce secondo cui: “Ci sarebbe una qualche commistione tra i consiglieri della sinistra ed una lista che dovrebbe mettere insieme esponenti civici con rappresentanti della destra. Quella stessa destra che, seppure in un gioco delle parti, ha condiviso col Pd le responsabilità della grave deriva antidemocratica che questo Paese sta vivendo. In una situazione come questa, tanto grave quanto insopportabile, gli amministratori locali del Fermano che da posizioni democratiche non si riconoscono nelle politiche messe in atto dagli attuali partiti di Governo, e precedentemente dalla destra berlusconiana, ritengono infatti che non ci siano localismi che tengano, e che le scelte devastanti sul piano sociale e democratico operate a livello centrale dalle stesse forze politiche, non possano essere considerate esterne ed estranee rispetto alla quotidianità della propria azione di governo locale. Non si tratta di una scelta ideologica ma di quella doverosa coerenza nei comportamenti, nella collocazione e nelle scelte quotidiane, senza le quali la politica è condannata a rimanere anni luce distante dal sentire dei cittadini”.


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