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Viaggio tra chirurgia estetica e plastica,
parola allo specialista il video

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L'intervista a Stefano Spitoni, chirurgo plastico/ricostruttivo e estetico

stefano-spitoni

“Quando si vedono in giro delle cose terrificanti è perché gli interventi sono stati fatti male, quelli fatti bene non si  notano. Questa è una regola d’oro”. Parola di Stefano Spitoni, specialista in chirurgia plastica-ricostruttiva e estetica. “Iniziamo subito col dire che la chirurgia estetica, come specializzazione, non esiste. Nella chirurgia ricostruttiva non siamo soggetti a critiche perché non fa notizia. Sì, invece, in quella estetica anche se è una disciplina molto seria. A prima visita andrebbe considerato se i pazienti possono raggiungere un determinato risultato, anche per evitare contenziosi. Ma ci sono anche dei problemi importanti e in quel caso il risvolto psicologico c’è perché può vedersi migliore e quindi sentirsi più sicuro. Benessere e bellezza? 35 anni fa le donne mi chiedevano quando sarebbero potute tornare a fare le faccende domestiche, oggi quando possono tornare in palestra. In questi anni c’è stata una modernizzazione in tutto. Quasi il 90% dei pazienti che conosco frequenta le palestre. L’importante è piacersi. Molti, però, localizzano i loro difetti dove realmente non ci sono. E spesso sono proprio le donne più belle quelle più insicure. La chirurgia estetica, quindi, va d’accordo col benessere. Chi affronta questo tipo di intervento ama stare bene, anche nel caso dei maschi. Ci si piace di più e ci si sente più sicuri”. Ma ci sono anche degli errori, da evitare: “Un tempo chi arrivava con le pagine gialle era un paziente potenzialmente pericoloso, oggi c’è internet che ha sì aperto una finestra sul mondo ma l’ultima parola spetta allo specialista. E i pazienti più pericolosi sono proprio quelli che non sono in sintonia con noi”. Allora quali sarebbero gli step da seguire? “Ci sono delle società di riferimento dove si registrano tutti i soci della nostra specializzazione. Però il fattore più importante è la reputazione che ci siamo creati. L’approccio è quello del passaparola. E se non si sa come muoversi ci sono, appunto, dei siti specializzati che possono aiutare a guidarci. Palmatea offre tutto quello che offre una clinica del settore. Anni fa negli Usa si operava in day surgery, ora ci siamo arrivati anche noi. A Palmatea facciamo qualsiasi intervento, anche i più complessi. Oggi la chirurgia della nostra specializzazione, a partire dalle tecniche operatorie, è sicuramente meno invasiva. Il dolore post-operatorio è praticamente inesistente. Gli uomini si rivolgono a noi per poche operazioni, e  sono sempre quelle. Sono un pò noiosi. E non sono bravi pazienti. La donna è molto meglio. Ha un range molto più ampio. Il risultato è fondamentale perché si vede la felicità del paziente. Quello che non sopporto, però, è quando arriva un paziente che pensa di sapere tutto perché un conoscente gli avrebbe detto chissà cosa oppure avrebbe letto qualcosa su internet. Meglio ricevere un consiglio o una disillusione che un portare addosso un intervento che non è servito a nulla”


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