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Il Rotary di Fermo
racconta le opere di Grisostomi Travaglini

FERMO - In Zambia, Malawi, Tanzania e anche Cambogia. Presso il CFD Balestrini di Fermo, il Rotary International 2090° distretto Italia club di Fermo avrà il piacere di presentare il volume di Emidio Grisostomi Travaglini “Ricordi di un Medico Ortopedico nel ‘900 in Italia e in Africa”.
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Prof. Emidio Grisostomi Travaglini

Prof. Emidio Grisostomi Travaglini

di Nunzia Eleuteri

 

Altruismo:“viva inclinazione o amore verso il prossimo, che si traduce in un’attiva partecipazione alla risoluzione di problemi, difficoltà, necessità altrui”.

E’ questa la definizione che si può leggere nei dizionari italiani. Ed è questa la parola che più di ogni altra ha caratterizzato la vita del prof. Emidio Grisostomi Travaglini, chirurgo ortopedico fermano, che dal 1992 si dedica con grande determinazione e passione, alla realizzazione di ospedali per la cura di bambini con handicap nello Zambia.

Compiuta, perfezionata e ampliata l’opera nel corso del decennio 1992-2002, oggi lo Zambian-Italian Hospital di Lusaka è una realtà organizzata al servizio di tanti piccoli africani che vi trovano calorosa accoglienza e alta professionalità in campo medico. Un ulteriore passo è rappresentato dal nuovo servizio medico di cardiochirurgia, inteso a dare un futuro più sereno a tanti bambini che potranno tornare a sorridere.

 

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Scritti, documenti, appunti, fotografie presentano i molteplici aspetti di un’esperienza di vita densa e irripetibile, caratterizzata da grande e serio impegno nella fase giovanile, dal raggiungimento di un’alta professionalità in campo medico fino a raggiungere il nobile atteggiamento che, al di là delle irrilevanti problematiche del vivere quotidiano non di rado intriso di egoismo e avidità, si apre alle necessità degli altri. Ciò che il professore compie, supportato da una formidabile preparazione scientifica e da una lunga esperienza clinica, è un vero ed esemplare atto d’amore. Nel libro del prof. Grisostomi “Ricordi di un medico ortopedico nel ‘900 in Italia e in Africa”, scorrono le immagini di terribili malformazioni di cui soffrono bambini africani ma anche immagini di speranza perché qualcuno si è preso cura di loro e ha steso una mano per aiutarli a riconquistare un posto dignitoso nella vita. In Zambia, Malawi, Tanzania e anche Cambogia per curare gli esiti devastanti provocati dallo scoppio di mine anti-uomo.

 

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Il prof. Grisostomi racconta momenti essenziali della sua vita perché vuole significare ai giovani medici e alle generazioni del terzo millennio che la vita va vissuta fino in fondo, in ogni situazione, favorevole o no che sia, impegnando le proprie capacità e la professionalità acquisita non tanto per sé ma anche per gli altri.

 

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Domani, martedì 6 dicembre alle ore 21 presso il CFD Balestrini di Fermo, il Rotary International 2090° distretto Italia club di Fermo avrà il piacere di presentare il volume di Emidio Grisostomi Travaglini “Ricordi di un Medico Ortopedico nel ‘900 in Italia e in Africa”. Un quadro d’insieme sull’instancabile attività umanitaria condotta da un quarto di secolo nell’Africa sud-orientale: Zambia, Malawi, Tanzania a cura del Prof. Stefano Papetti.

 

La serata prevede, a cura dell’autore, anche la presentazione del libro di Franco Emidi “Cinque petali e un delitto”: un’appassionante vicenda che si snoda, sul finire del XVI sec., tra il centro di potere attestato a Montalto e una ‘villa’ di pastori nel cuore dei Monti Sibillini. Un lavoro che scaturisce da una serie di studi riguardanti il nostro territorio, nella seconda metà del Cinquecento, che nel 1992 produssero il titolo “La Zecca Pontificia a Montalto” e nel 2002 una seconda pubblicazione “Le Medaglie di Sisto V della Collezione Grisostomi di Fermo” entrambe edite a cura del Rotary Club e finalizzate a uno scopo umanitario: la realizzazione dell’Ospedale Italo-Zambiano di Lusaka.

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Scriveva il Prof. Emidio Grisostomi nella premessa: “Il nostro Club sta portando avanti un’opera umanitaria: l’apertura di un ospedale per la cura di bambini handicappati nello Zambia, in Africa, dove l’assistenza sanitaria è quasi inesistente per carenza di strutture ospedaliere”.

A distanza di dieci anni, il volume sulle medaglie sistine riportava in apertura una foto dello Zambian-Italian Hospital di Lusaka, già realizzato.

“Cinque petali e un delitto” di Franco Emidi, vuole accompagnare e sostenere l’ulteriore iniziativa di attivazione di un servizio di cardiochirurgia infantile sempre a Lusaka (Zambia).

Il libro tratta di vicende in forma di romanzo, riferite al periodo 1590-1598, inserite in un contesto storico vero, così come risulta da documenti di prima mano consultati in diversi archivi e/o da precedenti pubblicazioni di vari autori.

L’azione si svolge tra Montalto, dove esisteva una organizzazione stabile e definita del potere e di amministrazione della giustizia, (Presidato Sistino) e la zona montana della catena dei Sibillini dove i rapporti umani erano regolati da antiche consuetudini e i ritmi di vita scanditi dal contatto quotidiano con le greggi e la natura. I personaggi si muovono in una realtà percorsa dal banditismo che tende a riemergere dopo la decisa azione di contrasto attuata da Sisto V, mentre le popolazioni sono messe a dura prova da carestie ricorrenti, a seguito di stagioni agrarie disastrose. Intanto la presenza di una Zecca attiva nel vecchio incasato di Montalto induce a frodi in campo monetario, severamente punite, in applicazione di quanto stabilito da rubriche dedicate presenti nel Libro degli Statuti. Ne emerge un’economia di sopravvivenza alimentata nella zona montana dalle risorse boschive e dallo sfruttamento dei pascoli, mentre diffusamente l’ombra dell’usura tende ad avvelenare i rapporti umani e non è infrequente il ricorso a pratiche di magia per interpretare particolari momenti del vivere quotidiano.

 

L’evento al CFD Balestrini di Fermo, domani, martedì 6 dicembre alle 21, sarà quindi non solo un momento culturale e di incontro ma anche l’opera di reperimento fondi per dispositivi e attrezzature ospedaliere negli ospedali in Zambia perché, ricordando le parole di Madre Teresa di Calcutta, “Alla fine della nostra vita saremo giudicati per l’amore che abbiamo dato”.


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