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“Tradimenti”, al teatro dell’Aquila
arrivano Ambra Angiolini
e Francesco Scianna

FERMO - Dal Comune: "Scritta nel 1978 e ambientata tra Londra e Venezia, Tradimenti di Pinter (Nobel 2005) - fanno sapere dal Comune - nasce dallo spunto autobiografico della sua lunga relazione extraconiugale"
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Pagella d'oro teatro dell'Aquila
Mercoledì la stagione del teatro dell’Aquila prosegue con Tradimenti, spettacolo affidato all’interpretazione di Ambra Angiolini, Francesco Scianna e Francesco Biscione diretti dalla sapiente regia di Michele Placido. La stagione è promossa dal Comune con l’Amat e il contributo della Regione Marche e del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.

“Scritta nel 1978 e ambientata tra Londra e Venezia, Tradimenti di Pinter (Nobel 2005) – fanno sapere dal Comune – nasce dallo spunto autobiografico della sua lunga relazione extraconiugale. Partendo da un dialogo che segna la fine del sentimento e coinvolge i tre protagonisti, l’autore si diverte a spiazzare lo spettatore con un gioco a ritroso che va dal 1977 fino al 1968. Il Sessantotto rivoluzionò il comportamento di un’intera generazione di giovani e l’inganno diventa allora il passepartout per un’apparente libertà di coppia. La storia di quegli anni ci parla di amori finiti, ma soprattutto di tradimenti politici, ideologici e sociali, come osserva il regista Michele Placido, per il quale forse questo testo si può anche leggere come fallimento di un’utopia rivoluzionaria.

Robert ed Emma sono apparentemente una coppia felicemente sposata e sono buoni amici di Jerry e sua moglie Judith. In una festa nel 1968 Jerry confessa a Emma di amarla e lei ricambia lo stesso sentimento. Affittano un appartamento dove s’incontrano per fare l’amore. Cinque anni dopo, Robert costringe finalmente Emma ad ammettere di averlo tradito. Emma lavora come manager in una galleria d’arte e cerca di fuggire dal suo infelice matrimomio con Robert, convinta che lui l’abbia tradita in passato e si vendica con Jerry, suo amante. Finito il rapporto con Jerry, rimane sposata con Robert per altri quattro anni vivendo un matrimonio infelice. La sua più grande debolezza è la totale inconsapevolezza delle conseguenze che hanno le sue azioni sulle persone vicino a lei. Jerry, un agente letterario e scrittore, è un illuso romantico, sembra un essere innamorato dell’amore. La sua impulsiva voglia d’amore per Emma istiga la realizzazione del loro rapporto, tradendo l’amico Robert e la moglie Judith. Anche se tenero e amabile di persona, è troppo ingenuo per accorgersi che sarà manipolato da Emma e di conseguenza da Robert. Robert è il più perspicace, il più arguto, il più scaltro dei tre personaggi e di mestiere è un editore. Si accorge dell’infedeltà di sua moglie Emma e riesce a scovare la verità rivolgendosi a lei con metodo quasi investigativo. Pratico e logico nei modi di fare, dopo aver trovato una lettera di Jerry indirizzata a Emma, decide di turbare con gusto i sogni di Emma che schiacciata dalle proprie bugie e dal tradimento finalmente confessa”.


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