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Torre di Palme per due anni tra i borghi più belli d’Italia, obiettivo: incrementare il turismo

FERMO- A 104 metri sul livello del mare con 878 abitanti, costruita come protezione dell'antico porto della città romana di Palma, nel 1861 divenne frazione di Porto San Giorgio, passando nel 1878 a Fermo
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di Alessandro Giacopetti

Per i prossimi due anni, anche Torre di Palme, farà parte dei Borghi più belli d’Italia. La frazione del capoluogo fermano è il 23esimo Comune nelle Marche ad entrare nel ristretto club, hanno spiegato oggi nella sala Rollina del teatro dell’Aquila gli assessori comunali, Francesco Trasatti e Mauro Torresi, il presidente regionale Amato Mercuri, e quello nazionale Fiorello Primi. Lo statuto dell’associazione infatti prevede che frazioni di comuni con più di 15.000 abitanti possano essere inserite per due anni nell’associazione, e per quanto riguarda Torre di Palme ciò avviene alla vigilia del 2017, dichiarato “anno del turismo nei borghi”, che prevede molteplici iniziative. In Provincia di Fermo si aggiunge a Moresco e Servigliano. Per i prossimi due anni, quindi, starà all’amministrazione fermana saper sfruttare le opportunità offerte da tale riconoscimento. “E’ una grande soddisfazione e un segnale per rilanciare la bellezza del borgo in chiave turistica” ha detto Francesco Trasatti, assessore alla Cultura e Turismo. “Torre di Palme è un luogo importante e un gioiello inestimabile ora incastonato in un circuito nazionale che ne incrementerà il flusso turistico” ha aggiunto Mauro Torresi, assessore al Commercio, residente tra l’altro nell’attigua Marina Palmense.
“Se fosse comune autonomo sarebbe nel club da diversi anni – ha esordito Amato Mercuri, presidente regionale dei Borghi più belli d’Italia ed ex sindaco di Moresco – anticipando come l’anno del turismo nei borghi sarà l’occasione per rilanciare questi piccoli gioielli attraverso ad esempio, la giornata internazionale della musica prevista per il 21 giugno 2017, o la notte romantica del 24 giugno, che ciascun borgo declinerà secondo le proprie specificità, partendo da una base condivisa”.

“Torno a Fermo dopo gli anni trascorsi all’Istituto Tecnico Montani – ha detto Fiorello Primi presidente nazionale dell’associazione – e trovo il centro storico come li ricordavo, ben mantenuti, così come il teatro dell’Aquila. Solo i negozi, come è logico, sono cambiati, ciò dimostra che qui c’è la tutela del patrimonio”. Lo stesso presidente Primi ha spiegato poi “l’interesse anche internazionale che c’è verso la conoscenza dell’Italia nascosta, quella vera, dei dialetti, delle tradizioni, della cucina tipica, dei panorami. Per questo non tradurremo più la parola borghi in lingue straniere ma vogliamo che diventi nota all’estero come come ‘spaghetti’ o ‘pizza’”.


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