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L’arcivescovo Conti alle istituzioni: ‘Fidatevi di noi marchigiani’,
la messa di Natale tra i terremotati

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di Paolo Paoletti

Una cerimonia commovente quella di questa mattina, nella tensostruttura all’interno del centro vacanze Holiday di Porto Sant’Elpidio, dove l’arcivescovo di Fermo Luigi Conti ha celebrato la solenne messa di Natale. In un territorio diocesano che vede decine e decine di chiese dichiarate inagibili, tra cui anche la cattedrale, mons. Conti ha scelto di celebrare la messa di Natale tra coloro che hanno perso tutto. Un Natale sicuramente diverso. Un’omelia, quella dell’Arcivescovo, quanto mai sincera e diretta, che è stata apprezzata dai terremotati del maceratese, terra che Conti conosce bene e ama. Con loro anche i volontari della protezione civile elpidiense e quelli nazionali, la Croce Rossa, la Misericordia del Friuli Venezia Giulia, il sindaco Nazareno Franchellucci con la sua famiglia, l’onorevole Paolo Petrini e la figlia Cecilia, gli assessori Carlo Vallesi e Annalinda Pasquali.

“La tua luce sorgerà come l’aurora e la tua ferita si rimarginerà presto – ha spiegato Conti – In questo verso del profeta Isaia c’è Dio che ha concepito il mondo ed è venuto ad abitare in mezzo noi. Molti di voi hanno perso tutto, siete stati nei vostri paesi per cercare di recuperare qualcosa aiutati dai vigili del fuoco. Il Verbo in mezzo a noi ci dà una speranza, una fiducia. E’ fuori dubbio che avete ricevuto solidarietà da questa città, dai gestori del residence, dai volontari della Caritas: questo è un segno importante che vi dà la possibilità di credere nel futuro. Il nostro presidente della Repubblica è stato qui due giorni fa chiedendovi di avere fiducia.

Da qui l’appello alla politica nazionale:”Vorrei chiedere ai governanti di fidarsi di noi marchigiani. Le autorità devono stare attente al pericolo delle potenziali infiltrazioni, ma devono fidarsi dei nostri sindaci, dagli amministratori, dei tecnici, delle famiglie marchigiane. Gli sciacalli, se ci sono, vengono da lontano. Il terremoto è dentro di noi. C’è bisogno di ricostruire la fiducia, non tanto per rimettere in piedi gli edifici, quanto per ricostruire il tessuto sociale e in questo percorso lo spirito della nostra terra è la garanzia che le lesioni dei cuori possono essere sanate“.

Arcivescovo che ha proseguito: “Grazie a tutti coloro che hanno portato il proprio aiuto in questa prima fase di solidarietà. Ai nostri parroci rimasti nelle località colpite dal terremoto per aiutare.Dobbiamo benedire Dio. Qualcuno si chiede dove sia Dio di fronte a questo, qualcuno dice sotto le macerie, oggi che viene tra di noi possiamo benedire Dio, che vi doni coraggio e ci doni  pace”.

Mai come nella cerimonia di questa mattina si era sentito così forte il senso di appartenenza ad una comunità. Una giornata che ha riaperto tante ferite ma che allo stesso tempo ha portato un’iniezione di fiducia per andare avanti. Messa di Natale a cui hanno partecipato tanti bambini, anziani, qualcuno ha voluto portare con sé anche il proprio animale domestico.

Preghiera dei fedeli che è stata letta dai volontari della Misericordia del Friuli.  Toccanti e coinvolgenti i canti del coro che ha visto anche un chitarrista d’eccezione, il titolare dell’Holiday, Daniele Gatti. Quest’ultimo al termine della messa è stato ringraziato dai tanti ospiti che gli hanno detto: “Daniele, sei uno di noi”.  Qualche lacrima di commozione non è mancata, non solo tra i terremotati ma anche tra gli addetti ai lavori, e poi l’applauso finale.  Dopo la messa l’Arcivescovo ha portato il suo saluto ai volontari della protezione civile nazionale.

“Le macerie come culla di Gesù” ha concluso Conti, in una mattinata che ha regalato a  tutti i presenti il messaggio del Natale per eccellenza: la speranza.


 

L’arcivescovo con un assessore del comune di Pieve Torina

L’on Paolo Petrini

 

 

 

 

 

 

 


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