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Terremoto, fai il bravo che tanto da qui
“Io non me smoo” ASCOLTA IL BRANO

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di Andrea Braconi

È dal 2012 che Giovanni Trasatti, chitarrista e cantante di 22 anni, riscrive canzoni rock nel suo amato dialetto. Brani che poi suona insieme ai The Bunnies (con lui Diego Di Muzio, batteria e voce; Alessandro Cipelletti, chitarra e voce, Roberto Caferri, basso e voce), band molto attiva nei loro ultimi due anni di liceo, prima che le rispettive scelte universitarie li portassero in luoghi diversi. Qualche ritorno, come il concerto alla Locanda San Rocco di Fermo in estate e quello di stasera, in acustico, nella stessa location. Ma soprattutto un nuovo brano su YouTube, “Io non me smoo”, con testo e – per la prima volta – musiche dello stesso Giovanni, non ancora parte integrante della loro scaletta (“Per via della distanza non ho coinvolto la mia band durante la composizione e la produzione, ma speriamo che in futuro la possa suonare anche con loro”, spiega il giovane musicista), ma capace comunque di calamitare attenzione in rete. Il perché? È tutto nelle parole usate, dove l’emotività emerge con chiarezza, e nell’obiettivo che Giovanni si è posto.

“Quando ho sentito delle scosse con epicentro fra Marche e Umbria mi trovavo a Varsavia, dove ora lavoro. Mi sarebbe piaciuto mostrare solidarietà ai miei cari, ma da una distanza così grande era difficile far sentire l’affetto. Inoltre, su un argomento come il terremoto è difficile esprimersi: non si trovano le giuste parole, si rischia di dare solo false speranze. Per questo ho voluto farlo in un modo innocuo e con un linguaggio semplice, che strappasse un sorriso e ricordasse ai diretti interessati quanto è bello il posto da cui vengono, e che un terremoto o la paura di esso non potranno mai rovinarglielo.”

Le parole, appunto: perché hai scelto di mostrarle nel video, senza il supporto di alcuna immagine?

“Le parole sono la cosa più bella della canzone: la musica è un motivo classico, nulla di speciale, mentre il rap in dialetto è una cosa che non fa quasi nessuno e che secondo me è bellissima (molti dialetti, tra cui quello fermano, hanno una musicalità che in l’italiano è difficile da trovare). Per questo era importante che nel rap si capissero tutte le parole, quindi ho voluto mostrarle. È anche utile alla comprensione di chi non è di Fermo, che con il testo sotto può capire meglio delle cose che all’orecchio sfuggono. Ho anche aggiunto una versione in inglese in descrizione, così posso mostrare la canzone a tutti, anche ai non italiani.”


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