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Gismondi al vetriolo contro l’amministrazione:
“Degrado totale, fra due anni
saranno spazzati via. Ma quanti danni”

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“Abbiamo deciso di riunirci in una conferenza di fine anno perché siamo stufi delle continue bugie dette soprattutto in questi ultimi giorni dagli amministratori. Ogni assessore applica le stesse menzogne di Renzi, bugie che fanno paura. Non siamo un’opposizione che punta solo alla critica. Vogliamo essere costruttivi. Per questo motivo non possiamo non esultare per la grande vittoria che abbiamo ottenuto con l’abbattimento dell’antenna”. Partono subito all’attacco i consiglieri di opposizione Anna Lina Zincarini Gastone Gismondi e Mauro Lucentini nella loro conferenza di fine anno. Con un fiume di critiche per l’amministrazione Mancini: “Ricordo che il sindaco e l’assessore Perugini – incalza Gismondi – sostenevano che tutto era stato fatto a norma di legge e che non si poteva andare contro i colossi. Per la Mancini la pratica era praticamente chiusa. Noi abbiamo dimostrato il contrario e anche che la pratica urbanistica faceva acqua da tutte le parti. Morale della favola: l’antenna non si poteva costruire in quel luogo. Ho anche avvertito la maggioranza dicendo che se non avessero applicato le leggi avrei perseguito altre strade. E alla fine la ditta, penso caso unico in Italia, ha tirato giù l’antenna. Ora però ci vuole una bella faccia a dire che è un loro risultato, una loro medaglia. Non si rendono conto dello stato in cui versa Montegranaro, un degrado generalizzato. La raccolta differenziata funzionava perfettamente. L’assessore Basso ha riempito la città con 22 mila cassonetti e ora sono tornati i topi. Come se non bastasse hanno vincolato la città per 6 anni con un bando che fa acqua da tutte le parti. E tanti cittadini sono su tutte le furie per questa scelta. Basti pensare che davanti ai condomini ci sono raccoglitori enormi e nessuno fa più la differenziata. Hanno bloccato la città per 6 anni, con un bando che va quindi anche oltre il loro mandato. Si comportano in una maniera abominevole. Ci viene segnalato che la spazzolatrice, da due lunedì non passa in viale Zaccagnini con i commercianti avvelenati perché, invece, devono far spostare le auto ai clienti. Ergo, danno d’immagine e nocumento per i commercianti. Non parliamo poi dei divieti, forse nemmeno vitimati, piazzati sui pali della luce. Uno scempio. Il centro storico, per come è tenuto, è una vergogna. Degrado assoluto anche sulle rotatorie e sulle fontane, da tre anni non le fanno funzionare, quella centrale è anche rotta. Un fontaniere è un dipendente comunale, perché non vogliono metterle a posto? Le strade di campagna sono abbandonate. Sul laghetto, che con noi era tornato a essere un fiore all’occhiello, non sono nemmeno riusciti a aprire un cancello e a tagliare l’erba. Abbandono totale per gli edifici scolastici. E infatti tanti genitori non portano più i loro figli a Montegranaro ma fuori città, tutto grazie a una maestra che si è improvvisata sindaco. Non parliamo poi dei soldi sprecati. Si incaponiscono sui debiti fuori bilancio senza capire che ci sono anche dei crediti, e gli stessi debiti avevano copertura finanziaria. Noi quei debiti li abbiamo ereditati ma siamo stati capaci di gestirli e di prevedere le adeguate coperture finanziarie. Non parlano mai dei crediti. Sì, crediti, come quel 1,2 milione speso, o meglio sprecato, e i 600 mila da spendere solo grazie alla nostra eredità. Contestiamo come pensano di spenderli. Sui 600 mila si fermino e ragionino per il bene di Montegranaro, quei soldi servono per riaprire una chiesa simbolo della città, quella di San Serafino, che è inagibile. Andiamo a fare quei piccoli lavori. Ridiamo credito alla città. Non so più come chiederlo. Non capirlo significa avere grossi deficit amministrativi che si vedono anche nella poca lungimiranza ma anche in quello che gestiscono: l’ufficio protocollo è chiuso, e si tratta di una grave interruzione di un pubblico servizio, la biblioteca spesso è chiusa, gli uffici dei lavori pubblici e dell’urbanistica, potenziati con la mia amministrazione, sono aperti a singhiozzo, e solo a orario. Questi sono disservizi enormi per la collettività. Non parliamo poi del fatto che Montegranaro sta morendo. Meno male che fra due anni saranno spazzati via. Ma purtroppo erediteremo una città dove le industrie stanno chiudendo. E questi amministratori non vanno nemmeno al Micam, non mostrano vicinanza e solidarietà alle aziende. Il sindaco non ha nemmeno fatto un tavolo di concertazione con altri sindaci sulle gravi sanzioni contro la Russia dell’ex governo Renzi. La Mancini sa quanti nostri imprenditori lavorano con la Russia? Evidentemente no. Non andare a Roma a far sentire la propria voce, in rappresentanza delle categorie produttive cittadine, o almeno provarci, significa non sapere nemmeno cosa produciamo a Montegranaro. Hanno speso molti soldi per le telecamere. Ma la gente continua ad avere paura. Noi avevamo previsto anche le ronde con auto pagata dal Comune. Stanno impoverendo un’intera comunità. A questo punto devo pensare che sono lì, su quelle poltrone, solo per le indennità. Allora diamogliele se vanno a casa, almeno non creano altri problemi. Gucci se ne va e un amministratore nemmeno va a parlarci? Io ho aiutato un’azienda in difficoltà favorendo un investimento di Tod’s in città, sono andato da Prada e il marchio ha comprato e investito in città. Ciliegina sulla torta? Il sociale. Un governo di centrosinistra si dovrebbe focalizzare proprio sul sociale ma anche lì incapacità totale, hanno frantumato un gioiello, dal Sad al sostegno ai bimbi portatori handicap, passando per gli uffici territoriali gestionali, tutto spazzato via. Gli anziani assistiti sono passati da 100 con la mia amministrazione a una quarantina. Personale spazzato via, sono rimaste due persone su 8. Tariffe raddoppiate e servizi non più utilizzati. Hanno detto che avrebbero riassegnato le case popolari, e lo chiedeva il loro presidente del consiglio Antonelli, nemmeno quello hanno fatto. Con le cooperative tutti i dipendenti avevano una copertura assicurative sociale. Ora, passati alle associazioni, hanno i rimborsi. Non parliamo poi delle borse lavoro. Con la mia amministrazione percepivano dai 400 ai 600 euro, che già mi sembravano pochi. Loro vogliono portare i compensi a 180 euro al mese, in pratica solo i soldi che arrivano dalla Regione, per persone che lavorano 8 ore al giorno. E il sindaco che sostiene che quello che è stato fatto prima era contro legge. Nulla di più falso. La Regione stanzia la sua quota, quello che mette il Comune è altro. E’ così difficile da capire? Quello fatto rpima era controlegge, nulla di più falso. La maestrina non ha ancora capito questo concetto. 180 euro al mese per 8 ore? Nemmeno sotto il caporalato era così. E ogni giorno ci arrivano telefonate su telefonate di persone con borse lavoro che ci chiedono aiuto”.


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