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“Porteremo i nostri genitori a visitare Fermo per dimenticare il terremoto”: in città 90 studenti delle Medie di San Ginesio (VIDEO)

giovedì 26 gennaio 2017 - Ore 14:39
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di Andrea Braconi

Novanta ragazze e ragazzi della scuola media di San Ginesio, uno dei borghi maggiormente colpiti dalla sequenza sismica in corso dal 24 agosto, hanno visitato questa mattina la città di Fermo. Accompagnati dai loro insegnanti e dalle guide di Sistema Museo, oltre a vivere l’esperienza di un laboratorio di carta riciclata, i giovani studenti hanno potuto ammirare il planetario installato in Piazza del Popolo, le suggestive cisterne romane, la biblioteca comunale, il Parco del Girfalco ed il Conservatorio.

Claudio Nalli, uno dei docenti, ha raccontato a Cronachefermane.it l’esperienza del blog http://laterratremablog.wordpress.com, nato dopo le scosse di ottobre per raccogliere testimonianze e non solo. “Ci serve anche per fare didattica innovativa anche per fare esperienze in collaborazione con scuole esterne. Per questo chiediamo la collaborazione di chiunque ha qualcosa da dire, ha qualche esempio da mostrare ai ragazzi, di qualsiasi tipo, dagli psicologi agli scrittori, ai poeti, ai musicisti, per dare l’esempio ai ragazzi su come trasformare un’esperienza traumatica e tragica in qualcosa di creativo”.

San Ginesio

“A San Ginesio c’è una sola scuola agibile – spiegano altri insegnanti -, la scuola media, che oggi ospita tutte le altre, pezzi delle Superiori compresi. Tra i bambini ci sono sfollati, come tra noi docenti. Il nostro istituto comprensivo, che ha come preside Giorgio Gentili, riguarda anche Pieve Torina, Pievebovigliana e Visso, Comuni dove la situazione è ancora più grave della nostra”.

E come è nata l’idea di questa visita alla città di Fermo?

“Era un’uscita già programmata, rimandata di una settimana a causa della neve. I ragazzi hanno apprezzato moltissimo, anche perché sono parecchio provati. Le conseguenze del terremoto si vedranno da adesso in poi, ma già abbiamo situazioni di bambini che portano a scuola tutto il loro disagio con nervosismo e stranezza. E non dimentichiamo che sono senza casa e che continuano ancora le scosse. Il 18 gennaio non c’era scuola a causa del maltempo, ma i bambini e le loro famiglie erano bloccati nelle case per la neve.”

Quanto aiutano queste uscite per alleggerire la mente dei ragazzi?

“Tanto, tantissimo. Considera che il paese prima era tutta zona rossa e solo in parte è stato riaperto. Diversi ragazzi hanno vissuto per alcuni mesi all’ostello comunale, dove sono stati aiutati anche dagli Alpini. Ad aprile porteremo le seconde in Slovenia per un gemellaggio. Le terze hanno già fatto la gita, come da tradizione in bassa stagione, eravamo in Liguria il 26 ottobre e purtroppo ci siamo beccati qui la scossa più potente, quella di domenica 30.”

Dopo la visita studenti e insegnati hanno raggiunto la mensa universitaria, dove si sono fermati per pranzo. Un’occasione per raccogliere anche le loro impressioni.

Allora, come state?

“Bene – risponde una ragazza- ogni tanto abbiamo paura, ma stiamo bene. Però è stato orribile.”

Difficile dire che oggi vada un po’ meglio, considerate le scosse della scorsa settimana.

“Sì, e la cosa più brutta è che quando la paura inizia ad andarsene via, una nuova scossa la fa tornare subito.”

San Ginesio

Vi manca il centro storico della vostra San Ginesio?

“San Ginesio è bellissima ma adesso è parecchio rovinata. Stiamo tornando piano piano alla normalità e speriamo di rivedere preso il paese che conoscevamo.”

E le vostre case?

“Abbiamo tutti la casa – racconta un ragazzo – tranne un nostro amico che ce l’ha lesionata e dorme dalla nonna.”

Il terremoto fa cadere anche le proprie certezze, scombussola la vita.

“Certo, dopo le scosse della scorsa settimana non rimango a casa da solo, ma tra un po’ voglio tornarci. E anche se gli voglio bene, non ho voglia di stare tutto il giorno da nonna.”

Cosa vi aspettate per il futuro?

“Sarà lunga, ci vorrà tempo per far tornare ad essere San Ginesio quello che era.”

 

E Fermo vi è piaciuta?

“Sì, molto.”

Ci tornerete?

“Certo! Magari ci porteremo anche i nostri genitori, così staccheranno la testa dal terremoto”.

Un’ospitalità, quella di oggi, condivisa anche dal sindaco di Fermo Paolo Calcinaro che ha commentato così questa giornata: “La capacità della città di Fermo di essere così ospitale e allo stesso tempo polo di attrazione per occasioni culturali e formative non può che farmi piacere, ancor di più se tra gli ospiti della nostra città ci sono giovani studenti provenienti dai comuni maceratesi colpiti dal sisma con i quali, in questi mesi, si è instaurato un grande rapporto di collaborazione”.


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