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Ruba le offerte al funerale,
la polizia lo identifica: 29enne confessa il furto

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Si è macchiato di un crimine, il furto di una cassetta delle offerte della Croce azzurra, con l’ “aggravante” etica del fatto che il reato è stato perpetrato durante il funerale di un 21enne (leggi l’articolo). Ma la sua azione criminale è finita nel mirino della polizia. E così per lui l’impunità ha avuto vita breve. Nel pomeriggio del 23 gennaio scorso, infatti, nella chiesa di San Tommaso di Fermo sono stati officiati i funerali del giovane Nicholas Marilungo deceduto a causa di un incidente stradale (leggi l’articolo). Come di prassi, in occasione delle esequie è stata depositata all’interno del sacrario una cassettina metallica di colore azzurro, da parte della Croce Azzurra di Porto San Giorgio, per la raccolta delle offerte dei fedeli. Al termine della cerimonia i responsabili della pubblica assistenza hanno, però, dovuto constatare con rammarico che la cassetta delle offerte era scomparsa.

La sede della Croce azzurra

L’ufficio Anticrimine del Commissariato di polizia di Fermo, appresa la notizia, ha dato subito inizio ad una attività volta all’identificazione del responsabile. L’attività ha consentito dapprima di recuperare, il giorno dopo, la cassettina metallica non molto distante dalla chiesa. Successivamente sono state ascoltate alcune persone presenti alle esequie del giovane scomparso. Alcune di queste hanno raccontato alla polizia che subito dopo il termine della cerimonia funebre avevano notato un giovane uscire dalla porta secondaria della chiesa. A quel punto gli agenti del commissariato di Fermo, guidato dal dirigente Leo Sciamanna, hanno acquisito le immagini del sistema di ripresa a circuito installate in chiesa. La visione delle immagini ha così dato l’opportunità agli investigatori del commissariato di Fermo di notare un giovane che, con in mano la cassettina metallica, confondendosi fra i fedeli in lacrime, si è allontanato dalla Chiesa passando dalla porta secondaria. Il giovane è stato identificato dagli operatori di Polizia: si tratta di un noto pluripregiudicato, D. M. di 29 anni, residente non troppo lontano dalla Chiesa dove si erano svolti i funerali. Il giovane, di fronte alle prove raccolte dagli operatori di Polizia non ha potuto far altro che confessare ed attribuirsi la paternità del furto.


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